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Tappa

25

Cortina d'Ampezzo > Bivacco Sief

Lunghezza
20.9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1358
m
-
297
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50193910
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Flavia Paparozzi.


Tappa lunga e impegnativa per l'importante dislivello positivo (pur privo di difficoltà tecniche); ma di enorme soddisfazione.

Salendo al Passo Falzarego ammiriamo la Tofana de Rozes (3.225 m, ottava cima delle Dolomiti) e le Cinque Torri. 

Il bivacco Sief, pur spartano, offre una vista impagabile sui maggiori gruppi dolomitici, a cominciare dal Civetta (3.220 m).

Note particolari

La tratta qui indicata è distinta dal Sentiero Italia (per cause meteorologiche al momento del rilevamento).

Punti d’acqua scarsi (fare rifornimento nei rifugi presso i passi Falzarego e Valparola).

In alcuni tratti della salita al Passo Falzarego è facile perdersi, il sentiero è inghiottito dall’erba alta.

Nel tratto dal Passo di Valparola al Bivacco Sief, alcuni passaggi sono leggermente esposti.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
culturale
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
culturale
PERCORSO

Su largo sentiero superiamo il Rio Costeana giungendo al piccolo Lago di Pianozes. Da lì cominciamo la lunga salita (1.000 m D+ circa) in direzione del Lago d’Ajal. Una volta al lago, proseguiamo e oltrepassiamo il laghetto di Pian del Conte. Torniamo sulla strada asfaltata, la attraversiamo e poco dopo raggiungiamo la Malga Pezie de Paru.

Continuiamo su sentiero (attenzione a non perdere la traccia, talvolta sepolta nell’erba) risalendo e costeggiando la strada statale. A nord ammiriamo la gigantesca parete della Tofana de Rozes (3.225 m, ottava cima delle Dolomiti).

Superiamo il Rifugio Bain de Dones e ci troviamo su una grande piana, attraversata da mille rigagnoli. Continuando, siamo in breve a Passo Falzarego (2.105 m), popolato da moltissimi motociclisti. 

Continuando su strada, arriviamo a Forte Tre Sassi (oggi museo dedicato alla Grande Guerra); siamo quindi in breve al Passo di Valparola (2.192 m), affacciato sull’Alta Badia (il rifugio offre riparo a chi volesse fermarsi per la notte). Scendiamo verso il Lago di Valparola e, perdendo leggermente quota (qualche tratto attrezzato, molto semplice), proseguiamo in direzione sud.
Per ampi valloni, giungiamo in salita allo spartano Bivacco Sief, in spettacolare posizione: Lagazuoi, Tofane, Nuvolau, Averau, Pelmo, Civetta, Sella, Odle... E’ il posto perfetto per godersi l’enrosadira: le montagne si incendiano all’alba e al tramonto.

COSA SAPERE

Passo Falzarego deve il suo nome alla leggenda del Falso Re del regno dei Fanes. La complessa saga del Regno dei Fanes è l'unica, tra quelle tradizionali nordiche, a interessare il territorio italiano: racconta del popolo che abitava l’altopiano del Fanes e che venne tradito e venduto dal Re (poi tramutato in pietra).

Nella saga, Dolasilla, la figlia del Falso Re, è co-protagonista della tragica avventura, che si conclude con la sua triste morte; è oggi una figura molto presente nel folclore locale (come testimoniato dai molti alberghi o ristoranti a lei intitolati).


COSA VEDERE

Poco distante dal Passo Valparola c’è il Forte Tre Sassi, che faceva parte della serie di fortificazioni e sbarramenti della Linea Gialla, sul confine italiano.

Il forte, che ospitava una cinquantina di soldati dell’Impero austriaco, nel 1915 fu bombardato dalle truppe italiane e subito abbandonato dagli Austro-ungarici, i quali però continuarono a illuminarlo inducendo gli Italiani a proseguire l’attacco, ritenendo il forte ancora operativo e sprecando così tempo e... denaro: è stato calcolato che il costo delle munizioni utilizzate per bombardare il forte fu maggiore di quello della costruzione del forte stesso!

Oggi ospita il Museo della Grande Guerra in cui sono stati raccolti i reperti bellici ritrovati nella zona; tutt’attorno sono ancora presenti trincee e gallerie. Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.

COSA MaNGIARE

Il baccalà è un piatto presente in tutto il triveneto. Leggenda vuole che a portare lo stoccafisso essiccato a Venezia sia stato Pietro Querini, celebre nobile e navigatore del XV secolo: nel 1431, a seguito di una tempesta nell’Oceano Atlantico, naufragò col suo equipaggio sulle coste norvegesi, presso le Isole Lofoten, dove fu salvato dai pescatori locali. Da loro imparò i metodi di essicazione, conservazione e preparazione del merluzzo, che in seguito ripropose a Venezia con grande successo.


Il baccalà alla agordina risale al periodo in cui la Serenissima amministrava il Cadore. Viene stracotto nel latte in tranci arrotolati con acciughe, prezzemolo e sale; e tradizionalmente servito frammentato insieme alla polenta gialla, ottima per raccoglierne il prezioso sugo.

DOVE DORMIRE

Rifugio Col Gallina, a Passo Falzarego. Tel. 0436 2939

Rifugio Passo Valparola, presso l’omonimo passo. Tel. 0436 866556

Bivacco Sief, a sud di Passo Valparola; dotato solo di tavoli e panche (no letti). Sempre aperto

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Belluno con cambio a Calalzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"Dal Bivacco Sief ci godiamo un tramonto incredibile: siamo nel cuore delle Dolomiti"

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