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Tappa

24

Palus San Marco > Cortina d'Ampezzo

Lunghezza
15.0
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
691
m
-
601
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50193903
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Gilberto Mazza.

Tappa di ripiego, breve, facile e di trascurabile dislivello.

Scendendo dallo storico Passo Tre Croci approdiamo a una delle località turistiche montane più note al mondo: Cortina, circondata da cime di rara bellezza e fama.

Note particolari

La tratta qui indicata è distinta dal Sentiero Italia (per cause meteorologiche al momento del rilevamento).

Unico punto d'acqua a Passo Tre Croci.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Ripercorriamo un pezzo della strada della tappa precedente, per attraversare il Ponte degli Alberi e tornare sulla carrozzabile nel bosco che costeggia il fiume Ansiei. Dopo un paio di chilometri, prendiamo in salita il sentiero (di fatto carrozzabile). Giunti poco dopo in una grande piana, notiamo a sud-ovest lo spettacolo della grande conca glaciale del Sorapis.

In salita tranquilla, costeggiando il torrente Rudavoi, ritorniamo alla statale e, poco oltre, al Passo Tre Croci (1.805 m). 

A nord svetta il Monte Cristallo (3.221 m, nona cima delle Dolomiti), che sembra sfidare il Sorapis per bellezza. Dal passo la vista si spalanca sulla piana di Cortina e, dietro, sulle Tofane (Di Dentro, Di Fuori, De Rozes). 

Dal passo seguiamo in discesa il facile sentiero 209 che, incrociando di frequente i tornanti della statale, ci conduce fino all’abitato di Cortina. Tutto intorno, montagne meravigliose: spicca a nord il crestone affilato del Pomagagnon e, a sud, il Beco de Mezodì.

COSA SAPERE

La storia di Cortina d’Ampezzo è legata a doppio filo allo sviluppo del turismo di montagna.

Se già dalla fine dell’Ottocento comincia ad essere una rinomata zona turistica, è con le Olimpiadi Invernali del 1956 che si trasforma nella meta invernale per antonomasia. La crescita è continuata ininterrotta fino agli anni 2000; in questi ultimi vent’anni il turismo e la popolazione hanno subito un notevole calo.

Oggi sembra essere iniziata una fase di cambiamento, in vista delle Olimpiadi del 2026.

COSA VEDERE

Il Museo Paleontologico Rinaldo Zanardi, tappa fondamentale per capire l’assoluta particolarità delle Dolomiti Ampezzane. La loro conformazione, unica al mondo, è dovuta a un innalzamento della crosta terrestre che ha portato i fondali marini (di un mare allora caldo come quello dei Caraibi) a formare uno degli spettacoli più belli delle Alpi.

Il museo è dedicato a Rinaldo Zanardi, appassionato di scienze naturali che ha dato un contributo enorme nella ricerca paleontologica.

COSA MaNGIARE

I casunziei ampezzani, dall’impasto di acqua, farina e poche uova (in passato era privo di uova, usate come preziosa merce di scambio dai contadini), sono contraddistinti dal ripieno di rape rosse.

Vengono conditi con burro e semi di papavero; alcuni aggiungono lo zigar, una ricotta affumicata di capra davvero speciale. VEDI ARTICOLO


DOVE DORMIRE

Camping Rocchetta, a Cortina. Tel. 0436 5063

International Camping Olympia, a Cortina, Località Fiames. Tel. 0436 5057

Camping Cortina, a Cortina. Tel. 0436 867575

Rifugio Lago d’Ajal, poco oltre Cortina, sul percorso della tappa successiva. Tel. 368 944 299

A Cortina si trovano numerosi alberghi e strutture ricettive.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Belluno con cambio a Calalzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"Arriviamo in una Cortina affollatissima, all'inverosimile: poco dopo, ci sfrecciano davanti i ciclisti del Giro d’Italia"

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