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Tappa

29

Pozza di Fassa > Carezza

Lunghezza
13.2
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1135
m
-
816
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50385049
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Pizzeria Mason.

Tappa di scarso chilometraggio e media difficoltà, con una lunga salita iniziale.

Tratta bellissima, al cospetto del gruppo degli anfiteatri del Catinaccio e dei meravigliosi campanili del Latemar (2.799 m). La chicca del giorno è però senz'altro il Lago di Carezza: una delle cartoline più famose delle Dolomiti.

Dal Passo Costalunga passiamo dal Trentino all’Alto Adige.

Note particolari

La tratta qui indicata è distinta dal Sentiero Italia (per cause meteorologiche al momento del rilevamento), ma altamente consigliata!

La salita da Pozza di Fassa verso il Rifugio Ciampedie è spesso invasa dagli alberi abbattuti dall’uragano: si possono aggirare, ma occorre prestare attenzione. Per lo stesso motivo, può essere difficile orientarsi e trovare i segnavia.

Tratti di sentiero leggermente esposti nel traverso dal Rifugio Negritella al Rifugio Roda di Vael, a causa di alcune frane.

Nell’ultimo tratto verso la strada che scende dal passo di Carezza, attenzione a non entrare nelle proprietà private: i residenti non la prenderebbero bene.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Partiamo in salita (700 m D+ circa) in direzione del Rifugio Ciampedie. La prima parte è in una foresta di conifere, con alcuni tratti complicati a causa degli alberi abbattuti dall’uragano Vaia - aggirabili, ma con prudenza. Giunti al Rifugio Ciampedie, lo scenario si apre ed è spettacolare: su tutto domina il Catinaccio di Antermoia (3.002 m).

Continuiamo quindi oltrepassando il vicinissimo Rifugio Negritella e prendiamo il sentiero che, rimanendo a mezzacosta, si sviluppa sotto la parete orientale del Roda di Vael, impressionante nella sua verticalità. Il Rifugio Roda di Vael offre acqua ed è un ottimo punto per fare pranzo (chi è stanco può spezzare qui la tappa).

Proseguiamo in traverso aggirando da sud il Roda di Vael e giungiamo alla grande aquila monumentale dedicata a Theodor Christomannos (avvocato austro-ungarico, innamorato di questi luoghi e pioniere del turismo in Dolomiti): la vista si spalanca sulla parete nord del Latemar (2.799 m), coi suoi campanili appuntiti. Triste invece lo scenario della valle sottostante, dove i verdi prati si alternano a interi "buchi" nella foresta, con migliaia di abeti a terra. 

Giunti al Rifugio Paolina, cominciamo la decisa discesa (500 m D- circa) che ci conduce velocemente all’abitato di Carezza.


COSA SAPERE

Il Catinaccio è chiamato in tedesco Rosengarten, il "giardino delle rose": deve questo nome alla saga del Re Laurino.

Mille sono le versioni della leggenda, ma tutte vogliono spiegare il fenomeno dell'enrosadira, la colorazione rosa che assumono le Dolomiti all'alba e al tramonto.

Il Re Laurino, arrabbiato o triste a seconda della versione, decise di rendere invisibile, giorno e notte, il bellissimo giardino di rose che copriva il gruppo del Catinaccio; lanciò perciò l’incantesimo, ma si dimenticò dell’alba e del tramonto: così, oggi possiamo ancora godere del meraviglioso spettacolo della montagna che si tinge di rosa, al sorgere e al calar del sole.

COSA VEDERE

Il Grand Hotel Karesse è un immenso edificio il cui fascino decadente riporta al tempo dell’Impero nel Sud-Tirolo. Come molti luoghi del Trentino Alto Adige, anche il Grand Hotel è legato alla Principessa Sissi, figura simbolo degli Asburgo: era una delle sue residenze estive. La principessa era assai legata a questi luoghi e si dice amasse contemplare il tramonto sulle pareti del Catinaccio.


Il Lago di Carezza (nonostante i tantissimi turisti e la vicina strada) è davvero incantevole: circondato da foreste di larici, il riflesso sulle sue acque dei campanili del Latemar è una delle meraviglie delle Dolomiti. Sul fondo del lago giace la statua di bronzo della ninfa Ondina.

Per chi volesse fuggire dalla folla, a 20 minuti di cammino ve n’è un altro, più piccolo ma altrettanto incantevole, immerso nel bosco.

COSA MaNGIARE

Lo strudel è un classico dolce della tradizione Sud-Tirolese e austriaca, che pare avere origine antichissime: la sua ricetta era già in voga tra gli antichi Assiri e pare che a portarlo in Europa sia stato il sultano Solimano quando invase l’attuale Ungheria nel XVI secolo.

Si tratta di una torta arrotolata  e farcita di mele, pinoli e uvetta; il nome significa “turbine”, per la forma particolare.


DOVE DORMIRE

Rifugio Roda di Vael, sotto l’omonima cima. Tel. 0462 764450

Rifugio Paolina, sotto la cima Roda di Vael (sul versante opposto rispetto al precedente rifugio). Tel. 0471 612008

Villa San Pio X, a Carezza. Tel. 349 1850806

A Carezza sono presenti numerose strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus e in treno, partendo dalle città di Trento o Bolzano con il treno fino a Ora, dove si prende il pullman con cambio a Cavalese.

Qui il LINK del bus per controllare gli orari.

Qui il LINK del treno per controllare gli orari.

"Se il Lago di Carezza è un posto da favola, quello superiore è invece misterioso, avvolto da una foresta tenace, assai meno frequentato: il posto giusto per pensare"

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