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Tappa

66

Rifugio Allievi - Bonacossa - Rifugio Gianetti

Lunghezza
9.7
Km
Difficoltà*
EEA
Dislivello*
+
841
m
-
673
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50601699
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto impegnativa sul Sentiero Roma - non tragga in inganno la poca lunghezza.  

Scandiscono la giornata i tre passi esposti ed attrezzati, in difficoltà crescente, che mettono alla prova nervi, gambe e... braccia!

La visione (e l’aura mitica) delle cime di Pizzo Cengalo (3.369 m) e Pizzo Badile (3.308 m) cancella ogni fatica.

Note particolari

Il Sentiero Roma è una variante tecnica al percorso del Sentiero Italia (che dal Rifugio Bosio-Galli vira a sud, mantenendosi a quote più basse), preferita per l’incredibile bellezza della Val Masino.

Tappa difficile, completamente inadatta agli inesperti e a chi soffre di vertigini: tutti e tre i passi sono attrezzati con catene e molto esposti, specie Passo Camerozzo, il più lungo e difficile.

Si consiglia vivamente l’imbrago (così come i ramponcini, in caso di nevai ghiacciati, sui quali è bene informarsi con anticipo).

Data la percorrenza su pietraia, la traccia è spesso inesistente ed è facile perdersi: prestare attenzione ai segnavia e alla traccia GPS.

Punti d’acqua assenti fino al Rifugio Gianetti: in caso d’emergenza, si trovano diversi torrenti (forse qualche riserva al Bivacco Molteni-Valsecchi, prima del Passo Camerozzo).

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Ripartiamo sul Sentiero Roma, subito su pietraia in traverso; poco dopo affrontiamo il Passo dell’Averta (2.540 m), il primo della tappa, attrezzato con catene. Dei tre complessivi, è il meno impegnativo (il dislivello è scarso); bellissima la fessura che segna il passo.

Discesi dal passo, sulle consuete pietraie, attraversiamo in traverso la breve Valle Qualido. Affrontiamo perciò Passo Qualido (2.647 m), sempre con l’ausilio di catene; l’attraversamento è più complesso e lungo del precedente. 

Una volta discesi, attraversiamo la più ampia Valle del Ferro, dominata da Cima della Bondasca (3.289 m). A metà del traverso, sempre su pietraia mista a grandi e lisce placche, incontriamo il Bivacco Molteni-Valsecchi, dedicato a due alpinisti morti nella prima salita di Pizzo Badile (chi è stanco o provato, può fermarsi al bivacco oppure prendere il sentiero che dal bivacco scende verso la Val di Mello e il borgo di San Martino).

Continuando, giungiamo ai piedi dell’ultima prova, il Passo Camerozzo (2.765 m): forse il più impegnativo e rischioso dell’intero Sentiero Roma. La salita è lunga, sempre molto esposta, ma ben attrezzata con cavi e catene (cui assicurarsi con l’imbrago); bene prestare attenzione a eventuali cadute di sassi, specie se in gruppo. Giunti alla forcella, prendiamo fiato e riposiamo i nervi. La discesa è infatti anch’essa complicata (300 m D- circa), specie verso la fine per via di possibili nevai di fine stagione che possono nascondere buche tra i pietroni.

Infine, attraversiamo a mezzacosta la testa della Val Porcellizzo e, ammirando l’imponente mole di Pizzo Cengalo (3.369 m) giungiamo al Rifugio Gianetti. Da lì, godiamo di una vista impareggiabile sul Pizzo Badile (3.305 m), cima mitica dell'alpinismo, di granito durissimo, e l’artiglio di Punta Torelli (3.137 m). 

Prima di coricarci, val la pena di gustare la stellata: brilla anche il granito delle pareti circostanti. E’ possibile avvistare una luce frontale sul Badile: c’è un bivacco presso la cima.


COSA SAPERE

Pizzo Badile (3.308 m) è una delle grandi cime dell’Alpinismo europeo. La parete nord-est fu “liberata” nel 1937 dalla squadra capitanata dal grande Riccardo Cassin, alla quale si erano uniti due scalatori comaschi, Mario Molteni e Giuseppe Valsecchi, che pure compirono l'impresa nella stessa cordata, ma morirono di sfinimento durante la discesa.


Il Sentiero Roma deve il suo nome all'epoca in cui fu ideato. Durante il fascismo il mito di Roma fu usato come strumento di propaganda.

Anche l’alpinismo ebbe forti legami con il fascismo, essendo uno sport in voga. Molte furono le spedizioni finanziate in questo periodo, tra cui la spedizione su Pizzo Badile di Riccardo Cassin.


COSA VEDERE

A valle del Rifugio Gianetti si trova la località Bagni di Masino.

Qui troverete delle fantastiche pozze di acqua termale, rinomate per le loro proprietà benefiche fin dalla fine del medioevo. Leggenda vuole che furono scoperte  da un pastore, seguendo una sua mucca che, a differenza delle altre, anzichè abbeverarsi al torrente come le altre, risaliva il versante del monte per bere da una sorgente di acqua calda, producendo poi assai più latte delle altre.

L’edificio termale, di origine seicentesca, è stato modernizzato nel 2009.


COSA MaNGIARE

L’accogliente Rifugio Gianetti proponi le classiche ricette di montagna, come polenta e spezzatino.

DOVE DORMIRE

Bivacco Molteni-Valsecchi, in testa alla Valle del Ferro; semplice, ma ben tenuto, 9 posti letto e coperte. Sempre aperto.

Rifugio Luigi Gianetti, in testa alla Val Porcellizzo. Tel. 0342 645161

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è San Martino.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è San Martino (Val Masino), partendo dalla cittadina di Morbegno. 

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Usciamo ad ammirare la stellata e scorgiamo le luci di un frontalino sulla parete di Pizzo Badile: c’è qualcuno che va a dormire in cima”

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