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Tappa

23

S. Stefano di Cadore > Palus San Marco

Lunghezza
33.0
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
917
m
-
712
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50193898
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Barbara Veronese.

Tappa di ripiego, molto lunga ma priva di difficoltà: è quasi tutta in piano e su comoda carrozzabile.

L'ideale è farla in compagnia, può essere piacevole e distensiva.
Pur abbastanza "piatta" (in tutti i sensi), la tratta è impreziosita, nel finale, dal Bosco di Soccento (dominato dalla Croda Alta di Somprade) e dalla veduta della bellissima Punta de Sorapis (3.205 m, tredicesima vetta dolomitica, per altezza).

Note particolari

La tratta qui indicata è distinta dal Sentiero Italia (per cause meteorologiche al momento del rilevamento).

La segnaletica è assente in alcuni passaggi o bivi, ma il percorso nel complesso è molto lineare e intuitivo.

La carrozzabile percorsa è talvolta malmessa per gli effetti di Vaia; nulla di invalidante, ad ogni modo.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Da Santo Stefano, su strada, attraversiamo il Piave e prendiamo la Statale Carnica, quindi  il sentiero 322 e successivamente una stradina per aggirare il Coltrondo e ritornare alla Statale Carnica. Poco dopo, all’imbocco della galleria Comelico, giriamo a sinistra e percorriamo la Strada Vecchia del Tudaio che costeggia il Piave.

Giungiamo all’abitato di Cima Gogna, da cui riprendiamo la Statale Carnica in direzione nord. Arrivati al raccordo con la galleria, scendiamo nel vallone a sinistra, guadagnando il ponticello che oltrepassa il fiume Ansiei. Ci ritroviamo così su ciclabile e proseguiamo verso il Lago di Santa Caterina, che costeggiamo interamente sul lato sud.

Continuiamo sulla ciclabile, per attraversare il fiume all’altezza della frazione di Reane. Sempre su ciclabile, superiamo anche la frazione di Giralba (e un piccolo guado); intorno, scorgiamo Cima Bagni (2.983 m) e Cima Dodici (3.094 m). 

Poco prima di località Somprade, un ponte ci riporta sulla sponda orografica destra: entriamo nel Bosco di Soccento (dominato dalla Croda Alta di Somprade) e lo attraversiamo, sempre su ottima carrozzabile. Infine, giunti al Ponte degli Alberi, lo attraversiamo e  prendiamo la statale verso destra. Poco dopo, arriviamo all’ accogliente Villa Gregoriana, da cui possiamo godere della veduta della bellissima Punta de Sorapis (3.205 m: la tredicesima delle Dolomiti, per altezza).

COSA SAPERE

Le Magnifiche Regole di Villagrande e Villapiccola gestiscono le proprietà nel comune di Auronzo di Cadore.

Istituite nel XII secolo, vennero abolite da Napoleone; per fortuna, oggi sono state ricostituite grazie ad una legge regionale.

Le Regole esistono per permettere a tutta la popolazione di godere dei beni che la natura offre; i regolieri sono titolari di un patrimonio inalienabile, indivisibile e inusucapibile. La trasmissione di tale diritto prevede un inevitabile dovere di cura e di tutela del patrimonio ambientale.

Il titolo di regoliere viene trasmesso per via paterna, ma, in tempi recenti, alcune Regole hanno permesso la trasmissione anche per via materna. Per avere diritto al titolo di regoliere una famiglia deve risiedere nel territorio da 80-100 anni.


COSA VEDERE

Il Monte Piana è un immenso palcoscenico da cui ammirare, tutt’attorno, la platea delle Dolomiti: le Tre Cime di Lavaredo, il Sorapis, il Monte Cristallo...

Il Monte Piana inoltre fu teatro di una delle più lunghe e sanguinose battaglie di posizione della Prima Guerra Mondiale. Per due anni italiani e austroungarici si fronteggiarono, affrontando contemporaneamente i duri inverni. L’attacco in massa che gli austriaci realizzarono qui nell’ottobre del 1917 servì a distrarre e a trattenere le truppe italiane, permettendo così la riuscita dell'altro attacco su vasta scala, condotto a Caporetto.

Oggi, la piana è un vero e proprio museo all’aperto, pieno di trincee, gallerie e reticolati.


COSA MaNGIARE

Lo schiz è un formaggio fresco, a pasta semidura, tipico del Bellunese; viene tradizionalmente dorato in padella, passato in forno con l’aggiunta di panna e servito accompagnato dalla polenta.

Nasce come pasto dei malgari durante i mesi d’alpeggio: lo schiz, infatti, era l’eccedenza della cagliata, che strabordava nelle fascere.

Oggi viene prodotto in forme rettangolari per favorire il taglio a fette.


DOVE DORMIRE

Casa per Ferie Villa Gregoriana, a Palus San Marco. Tel. 0435 497081

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Belluno con cambio a Calalzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"La neve ci costringe a stare bassi. Ci accontentiamo di ammirare le pareti dolomitiche dai prati dei pascoli”

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