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Kyrgyzstan a piedi: trekking di 5 giorni nel cuore del Tien Shan

Trekking in Kyrgyzstan nei monti del Tien Shan

Itinerario, tappe e consigli per un’avventura tra i monti Teskey Ala-Too, dai pascoli di Eki Naryn al lago Issyk-Kul

Testi di Yuri Basilicò e Federico Biguzzi | Fotografie di Sara Furlanetto | Video di Riccardo Ferri

Dopo aver esplorato i territori tra il lago Song Kol e la fortezza di Tash Rabat a cavallo, abbiamo deciso di cambiare prospettiva. Per il secondo itinerario del nostro mese in Kyrgyzstan ci siamo spostati nella regione orientale del Paese, per testare un percorso di 5 giorni a piedi (del tutto inedito, progettato ad hoc dal nostro team) nel cuore del Tien Shan, la "Montagna Celeste".

L’obiettivo? Attraversare la catena dei monti Teskey Ala-Too partendo dai pascoli di Eki Naryn (vicino alla cittadina di Naryn) per scendere fino alle sponde dell’Issyk-Kul, il secondo lago alpino più grande al mondo. Un percorso selvaggio, poco battuto, che ci ha portato a valicare passi a 4.000 metri tra ghiacciai, fiumi impetuosi e praterie d'alta quota.

L'itinerario in sintesi

  • Punto di partenza: Eki Naryn (regione di Naryn)
  • Punto di arrivo: Bokonbaevo (lago Issyk-Kul)
  • Durata: 5 giorni
  • Difficoltà: Impegnativo per altitudine e distanze, ma senza passaggi tecnici

I pascoli alpini del Kyrgyzstan (Jailoo)
Le fioriture di giugno nei pascoli alpini, che qui chiamano jailoo

Consigli tecnici per un trekking nel Tien Shan

Prima di metterti in cammino, ecco alcune informazioni logistiche essenziali per organizzare il tuo trekking nelle montagne del Kyrgyzstan orientale.

  • Preparazione fisica. Non è un percorso tecnicamente alpinistico, ma è impegnativo per via dei dislivelli e delle altitudini, spesso superiori ai 3000 m. Ti consigliamo di arrivare con un buon allenamento aerobico e abitudine a camminare per più giorni consecutivi. 
  • Altitudine e acclimatazione. In questo itinerario si superano i 4.000 metri. Il mal di montagna è un rischio reale: sali gradualmente, ascolta il tuo corpo e idratati costantemente -è la regola d'oro per permettere al fisico di gestire la rarefazione dell'ossigeno.
  • Clima, abbigliamento e periodo. Il meteo in Kyrgyzstan è imprevedibile. Anche in estate, puoi passare dal sole cocente a una grandinata improvvisa in pochi minuti. Vestiti a "cipolla" con strati tecnici: guscio impermeabile, piumino leggero e intimo traspirante sono fondamentali. Per chi vuole fare trekking, il periodo migliore di viaggio va da giugno a settembre.
  • Cibo e Acqua. La dieta dei pastori è energetica ma ripetitiva: carne di montone, riso, pane e l'immancabile kumis (latte di giumenta fermentato). L'acqua dei torrenti va sempre trattata: porta con te un filtro potabilizzatore (tipo Sawyer o Grayl) o pastiglie purificanti.
  • Spirito d'adattamento. Dormire in tenda o nei bivacchi dei pastori significa rinunciare a ogni comfort moderno. Le latrine sono buche nel terreno o, più spesso, la vastità della valle. Salviette igieniche compostabili e una buona dose di flessibilità sono essenziali.
  • Permessi speciali. Per entrare in Kyrgyzstan, ai cittadini italiani non è richiesto nessun visto. Per camminare lungo l’itinerario qui proposto, non servono permessi speciali (necessari invece nelle aree di confine).
  • Guida e logistica. La segnaletica sui sentieri è praticamente assente. Una guida locale non è solo necessaria per l'orientamento, ma è fondamentale per gestire i guadi dei fiumi e il supporto dei cavalli per il trasporto delle scorte di cibo e acqua.
  • Piccolo vocabolario di sopravvivenza. Imparare poche parole apre molte porte: Salam aleikum (ciao/salve), Rachmat (grazie), Kandai? (come va?), Suu (acqua).

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Il diario di spedizione: L'itinerario tappa per tappa, da Eki Naryn al lago Issyk-Kul

La mappa del trekking n°1 Va' Sentiero in Kyrgyzstan
La mappa del nostro percorso: dal villaggio di Oruk Tam alla valle di Ashuu-Tor

Tappa 0 – Eki Naryn > Villaggio di Oruk Tam

  • Distanza: - | Dislivello: -
  • Highlights: L’incontro con le famiglie nel villaggio di Oruk Tam

È la montagna, come sempre, a dettare le regole. La nostra partenza da Eki Naryn è accolta da forti piogge e una nevicata precoce che rende impraticabile il primo alto passo previsto dall’itinerario. In questi casi, la flessibilità è parte dell'attrezzatura tecnica: raggiungiamo così il villaggio di Oruk Tam via jeep, riorganizzando da lì la partenza. 

Non tutto il male viene per nuocere: abbiamo modo di farci ospitare dagli abitanti del villaggio e conoscere da vicino la semplice quotidianità di queste persone, cimentarci con la lingua locale insieme ai bambini curiosi e assistere alla preparazione del buonissimo borsook, il tipico pane fritto a cubetti che si cucina per celebrare i momenti importanti.

GOOD TO KNOW - Cucina kirghisa

Ingrediente nobile della tavola kirghisa è la carne di cavallo (at), stufata in occasione di eventi speciali come feste e funerali; ma più comune è la carne di montone, con cui vengono preparati il beshbarmak, piatto nazionale, e lo shorpo, la zuppa che precede ogni portata principale e che viene accompagnata dal nan, la caratteristica forma di pane piatta e circolare. Quanto ai primi, segnaliamo il paloo e i lagman, due primi molto saporiti - rispettivamente a base di riso e noodles di grano; sul fronte dei dolci, i borsook (gnocchi fritti) con la marmellata e kaymak (panna solida).

Dettagli di vita nomade in Kyrgyzstan
Dettagli di vita nomade negli alpeggi estivi

Tappa 1 – Villaggio di Oruk Tam > Bolgart Guesthouse

  • Distanza: 23 km | Dislivello: 600 m D+, 440 m D-
  • Highlights: I guadi avventurosi e la notte lungo il fiume Bolgart

Finalmente in cammino. Muoversi a piedi in questi spazi è ben diverso dall’andare a cavallo: capiamo in fretta perché qui tutti cavalchino e nessuno cammini. Ci precede la nostra guida Bakit con due cavalli per le scorte. La risalita delle valli è lunga, tra dossi glabri e immensi che dilatano la percezione delle distanze e del tempo. Superiamo una vecchia fattoria abbandonata, desolata e suggestiva.

I guadi sono la vera sfida: le piogge hanno gonfiato i torrenti e i ponti sono inesistenti. Guadare a piedi sarebbe pericoloso; lo facciamo a cavallo, uno alla volta, aggrappati alla vita della guida. Il segreto? Sguardo fisso alla sponda opposta per non perdere l’equilibrio nel turbine dell'acqua. Raggiungiamo infine una gostinitsa (una piccola pensione rurale) lungo il fiume Bolgart Suu, dove dormiamo finalmente al caldo, beati e rifocillati.

GOOD TO KNOW  - Il kumis

Alla gostinitsa di Bolgart può capitare di assistere alla mungitura delle giumente. È dalla brevissima fermentazione del loro latte così particolare (poco grasso e quindi inadatto per burri o formaggi), che si ricava il kumis, la bevanda nazionale kirghisa, servita con orgoglio dai pastori agli avventurieri in transito attraverso i jailoo (i pascoli d’alta quota).  Nutriente e idratante, Il kumis ha un sapore acidulo e leggermente frizzante, nonché una leggerissima gradazione alcolica (2.5% circa). Prima del dominio sovietico, con la conseguente importazione e diffusione della vodka, questa fresca bevanda stagionale ha rappresentato per millenni l’unica fonte alcolica facilmente disponibile nel contesto pastorale degli altipiani kirghisi.

Le valli di Eki Naryn, trekking in Kyrgyzstan
I versanti dei monti sono spesso segnati dal secolare passaggio del bestiame al pascolo

Tappa 2 – Bolgart Guesthouse > Valle di Teshik-Köl

  • Distanza: 15 km | Dislivello: 640 m D+, 84 m D-
  • Highlights: La risalita dei pascoli e il bivacco dei pastori

Con il ritorno del sole, il Tien Shan si svela nella sua enormità. Risaliamo gli altopiani in un susseguirsi di colli e doline. Se ci distanziamo perdiamo in fretta il contatto visivo e così ogni tanto dobbiamo spendere tempo a ritrovarci l’un con l’altro, urlando. 

Superati i 3.000 metri l’aria si fa pungente e appaiono pareti di gneiss sgretolato, ci ricordano i monti del Tonale. Dopo una buona salita, la tappa si conclude in un bivacco di pastori, una struttura spartana in lamiera alla confluenza tra due vallate. Sotto di noi, il letto di una fiumara millenaria dalle mille braccia: un panorama primordiale, da brividi.

GOOD TO KNOW - Il feltro, patrimonio dell’umanità

Anche se durante la loro lunga storia i kirghisi hanno imparato a lavorare variamente tanto i crini del cavallo quanto le pellicce di capre, yak e cammelli battriani, è dalla lana di pecora che ricavano la maggior parte dei loro filati. Dalla lana di pecora deriva peraltro il feltro, alla base di manufatti rappresentativi quali tappeti, abiti, copricapi e yurte. Per capire meglio la maestria artigiana kirghisa, consigliamo il Museo Storico Nazionale della capitale Bishkek, tra i più grandi dell’Asia Centrale: al suo interno è possibile ammirare, in una specifica sezione dedicata, alcuni shyrdak e ala kiyiz, tradizionali tappeti colorati per muri, yurte e pavimenti - iscritti dal 2012 all’Elenco UNESCO dei Patrimoni Immateriali dell'Umanità.

Paesaggi del Tien Shan, trekking in Kyrgyzstan
L'ampio letto di una fiumara millenaria nella valle di Teshik-Köl

Tappa 3 – Valle di Teshik-Köl > Valle del Bolgart Suu

  • Distanza: 19 km | Dislivello: 500 m D+, 700 m D-
  • Highlights: Il lago alpino di Teshik-Köl, le distese di stelle alpine, la vista del Moldobashi 

Una delle giornate più spettacolari del nostro viaggio in Kyrgyzstan. I prati esplodono di fioriture: non-ti-scordar-di-me, papaveri gialli, aglio selvatico, cardi. Stelle alpine, a migliaia, mai viste così tante. Più sù, si schiudono intorno a noi deserti di neve bidimensionali, e intorno a noi cime acuminate, remote e terribili.

La nostra lenta salita culmina in un passo alpino a 3.800 metri, per poi scendere verso il lago Teshik-Köl, uno specchio d'acqua limpidissimo incastonato tra le rocce. Dopo una grandinata passeggera, scendiamo a valle dove avrebbero dovuto esserci delle sorgenti termali, purtroppo travolte da una frana. Optiamo per l'accampamento presso una famiglia di pastori nomadi. Tè caldo, sorrisi e i bimbi che giocano nel prato, divertendosi con poco, mentre sullo sfondo troneggia la sagoma imperiosa del Moldobashi (4622 m).

GOOD TO KNOW - Fiori all’occhiello

La biodiversità botanica rappresenta uno dei gioielli più manifesti del paesaggio montano kirghiso. In primavera come in estate, anche in cima alle montagne più alte e ben oltre la linea dei (pochi) alberi, le praterie si tingono a sorpresa dei colori dell’arcobaleno - per la gioia di schiere di insetti affamati.

In particolare, salta subito all’occhio l’inusitata abbondanza di stelle alpine (Leontopodium sp.). A ben vedere, in effetti, questo iconico e candido batuffolo vegetale è più una pianta asiatica, che europea: delle 36 specie oggi esistenti, infatti, soltanto una occupa le nostre latitudini, mentre tutte le altre si alternano lungo i 9.000 km che separano il Kyrgyzstan dalla Kamchatka.

Le sponde del lago alpino Teshik-Köl, trekking in Kyrgyzstan
Le sponde del lago alpino Teshik-Köl di originale glaciale
Paesaggi alpini e la sagoma del Moldobashi, trekking in Kyrgzstan
Cavalli allo stato brado e l'imperiosa sagoma del Moldobashi all'orizzonte

Tappa 4 – Valle del Bolgart Suu > Valle di Ashuu-Tor

  • Distanza: 15 km | Dislivello: 1.050 m D+, 910 m D-
  • Highlights: Il Thon Pass (4.000 m) e la prima vista sul lago Issyk-Kul.

L'ultima fatica è la più dura, ma la più gratificante. Il Passo Thon richiede una salita di 1.000 metri di dislivello per raggiungere quota 4.000. L'acclimatamento dei giorni precedenti è stato fondamentale per goderci il panorama sulla catena dei Teskey Ala-Too senza boccheggiare. Al passo incontriamo numerosi pastori in transumanza che, in sella ai loro destrieri, si muovono sul ciglio dei burroni con una disinvoltura incredibile. 

A nord, avvistiamo finalmente l’Issyk-Kul, il "Mare di Kirghisia", uno sconfinato lago alpino (il secondo al mondo, dopo il Titicaca) lungo quasi duecento chilometri, grande diciassette volte il Lago di Garda, di acqua lievemente salata. Raccontano che i sovietici venissero qui a testare i siluri. L’aria è tersa, ma non si vede la sponda opposta.

Ripresa la discesa, giungiamo al fondovalle e lì veniamo recuperati da una jeep, e con quella approdiamo sulle sponde argillose del lago, molto turistiche: ci è chiaro che il paese sta cambiando. Spendiamo un paio di giorni lì, in un piccolo villaggio, a goderci le spiagge e il calore del sole - ah, che meraviglia dopo i giorni di vento in quota!

GOOD TO KNOW - Il mare dei kirghisi

Prima della recente affermazione del turismo domestico ed internazionale, il lago Issyk-Kul era una destinazione di villeggiatura nota pressoché soltanto all'elite sovietica, che approfittava delle sue sponde ricche di sorgenti termali e delle acque calme e sempre sgombre dal ghiaccio per risanare corpo e mente dai torpori del regime. Per larghissime fette di popolazione proveniente dalle regioni siberiane e dalle confinanti ex repubbliche sovietiche, la ‘perla del Tien Shan’ (questo un soprannome ancora in voga per il lago) rappresenta oggi come ieri la migliore alternativa balneare alle calde sponde del Mar Nero, al contempo agognatissime e troppo lontane per programmi di vacanze a basso costo.

Una mandria di cavalli al Thon Pass, trekking in Kyrgyzstan
Una mandria di cavalli risale il Thon Pass dalle sponde del lago Issyk-Kul

Conclusioni

Un verso del poeta kirghiso Alykul Osmonov recita: "Non sono le montagne a essere grandi, è l'uomo che, camminando, le rende tali". In giorni di marcia ci siamo sentiti via via sempre più piccoli, al cospetto di un paesaggio sempre più vasto; ospiti passeggeri, puntini colorati in un paesaggio che sembra non conoscere confini. 

Questa traversata non è solo una sfida fisica, ma un’immersione lenta in un ecosistema dove l’uomo è ancora un ospite stagionale. Il contrasto tra le vette innevate del Teskey Ala-Too e il calore delle sponde balneabili dell'Issyk-Kul rende questo itinerario uno dei più completi per chi vuole scoprire le sfaccettature ambientali e culturali del Kyrgyzstan.

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Se vuoi approfondire, scrivi una mail a travel@cat.kg (per Nura Kadyr e Aiana Ruslan) indicando di aver scoperto il viaggio grazie a Va' Sentiero ;) 

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