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Tappa

346

Agriturismo Separadorgiu > Ilodei Malu (Caserma Montes)

Lunghezza
197
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
638
m
-
1069
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66579588
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di buona lunghezza e discreti dislivelli ma nel complesso abbastanza scorrevole. Continuiamo la nostra traversata nel cuore del Gennargentu, coronata dalla bellezza del monolite Monte Fumai (1.320 m).

Note particolari

Tappa da evitare nei mesi centrali estivi.

La traccia sul terreno non è sempre chiara e talvolta è inghiottita dalla vegetazione; occorre affidarsi all'intuito e monitorare la traccia GPS.

Rischio di zecche.

Unico punto d'acqua poco prima dell'arrivo, portarne buona scorta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Ripartiamo dall'agriturismo percorrendo a ritroso la strada sterrata in discesa (150 m D- ca.) fino al bivio con il cancello di ferro; da qui, su debole traccia inizialmente ripida, iniziamo la risalita verso la spalla orientale di Punta 'E S'Abile (1.554 m); progressivamente il sentiero si fa più marcato fino a immetterci su una sterrata, sulla quale proseguiamo agevolmente in saliscendi lungo il crinale.

Poi la sterrata finisce e, con una salita breve ma intensa, senza traccia sul terreno, raggiungiamo la cima del Monte Arbu (1.567 m); da lì continuiamo in cresta costeggiando una recinzione, per poi abbandonare lo spartiacque e, in discesa costante (200 m D- ca.), traversare il versante meridionale (sempre senza traccia), passando un bosco dove è alto il rischio di zecche. Arriviamo sulla strada asfaltata, la seguiamo brevemente verso sinistra e poco dopo ne usciamo per prendere la carrozzabile sulla destra.

Proseguiamo agilmente in saliscendi fino a incontrare un piccolo rifugio per pastori, dopo il quale la traccia sul terreno è difficilmente identificabile (è bene cercarla seguendo la traccia GPS, per non perdersi nella fitta vegetazione). Poco dopo scendiamo (100 m D- ca.), a vista, fino a raggiungere al torrente Riu Su Flumineddu, dove gli alberi e l'acqua ci invitano al riposo. Costeggiamo per un poco il corso d'acqua, quindi iniziamo l'ultima salita (100 m D+ ca.), su traccia incerta, fino a giungere ai piedi del roccione di Monte Fumai (1.316 m); lo costeggiamo da nord-ovest ed entriamo in un bosco di lecci, dove troviamo la prima fontana, per arrivare infine alla caserma Montes.

COSA SAPERE

La vicina Orgosolo deve il suo nome al termine org, che in greco antico significava “territorio acquitrinoso-fertile”. Si tratta di uno dei comuni più rappresentativi dell'isola e in particolare della subregione della Barbagia.

Tra le tante vicende che hanno visto protagonista la cittadina nuorese, la rivolta di Pratobello è una delle più emblematiche. Nel maggio del 1969 le autorità nazionali avvisarono la popolazione che i pascoli della località di Pratobello sarebbero stati loro sottratti per istituire un poligono di tiro militare. I pastori locali non avevano nessuna intenzione di spostare il loro bestiame e così il 19 giugno 3.500 orgolesi occuparono pacificamente la località impedendo alle truppe di insediarsi. Dopo diversi giorni di occupazione non violenta, l'esercito italiano decise di ritirarsi.

Le parole dell’allora deputato Emilio Lussu riecheggiano nei muri del paese: il grande politico sardo manifestò pubblicamente la propria solidarietà alla popolazione di Orgosolo, rimpiangendo di non essere al suo fianco per motivi di salute.

L’episodio, che ha visto coinvolta tutta la comunità, ha impresso nell’identità cittadina un carattere di fiera opposizione al potere - il che, negli anni successivi, ha portato allo sviluppo, in una singolare maniera apolitica, di un sentimento di internazionalismo e fratellanza nei confronti delle popolazioni oppresse, che si rispecchia nei bellissimi murales che adornano il paese.

Ogni anno, il 29 giugno ad Orgosolo si svolge San Pariglia: una corsa equestre che vede due o più cavalieri lanciarsi in corsa a cavallo realizzando diverse acrobazie: due cavalieri in sella tengono sulle loro spalle un terzo cavaliere in piedi; oppure durante la corsa i cavalieri tolgono la loro sella mostrandola al pubblico - il tutto realizzato al galoppo. La manifestazione si ripete in altre importanti festività dell'anno.

Il primo a rendere noto il paese di Orgosolo al grande pubblico italiano fu il regista Vittorio De Seta.

Dapprima, negli anni '50, egli realizzò un breve documentario sui pastori di Orgosolo; poi, nel 1961, firmò il film Banditi a Orgosolo - che ebbe un discreto successo. Nella pellicola, Seta mise in scena la trasformazione di un pastore in bandito a causa del destino.

Nella sua lunga carriera, al pari di altri contemporanei come Olmi o Pasolini, lo sguardo profondo e poetico del regista è riuscito a catturare l'essenza antica di un’Italia ormai in preda a un feroce cambiamento sotto gli effetti del boom economico. Straordinarie le immagini della mattanza dei tonni nella Trapani dipinta in Contadini del mare; ancora, in Un giorno in Barbagia, Seta documentò il ruolo della donna nel sistema pastorale sardo: è lei a prendersi cura della casa, dei campi, fare legna, mentre i mariti sono fuori per la maggior parte del tempo a pascolare le greggi.

COSA VEDERE

Ad abbellire le vie del borgo di Orgosolo ci sono decine e decine di murales dallo stile inconfondibile, che mischia le istanze libertarie a una pittura ispirata al muralismo messicano.

Nel 1969, un anno dopo la rivolta di Pratobello, apparve il primo murales, realizzato dal gruppo anarchico milanese Dioniso; rappresentava lo Zio Sam con un bilancia. Quella piccola scintilla fu riaccesa soltanto nel 1975 grazie all'idea di Francesco Del Casino, professore toscano che insegnava nella scuola media di Orgosolo, il quale, in occasione dell'anniversario della Liberazione dai nazifascistii, fece realizzare ai suoi alunni una serie di murales lungo il Corso Repubblica. Da allora i murales divennero espressione di una comunità e bandiera della questione sarda. Negli anni l’arte dei murales ha cominciato ad attirare turisti da tutto il mondo e a essere emulata negli altri paesi della Sardegna interna.

Tradizionale di Orgosolo è la lavorazione dei bachi da Seta. La storia di quest'antica usanza artigiana si può ascoltare dalla voce di Maria Corda, all'interno della Casa Museo Baco da Seta (Casa Museo Tramas de Seda). L'allevamento del baco e l'introduzione del gelso bianco in quest'area risale al 1600, per mano dei Gesuiti.

Maria è la custode del Baco da Seta di razza Orgosolo, che si distingue dagli altri per la straordinaria lunghezza del filo tessuto e per il tipico colore naturalmente giallo.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.

COSA MaNGIARE

L'area fertile tra Orgosolo e Oliena è rinomata per la produzione di vini.

Oltre al famoso cannonau è presente il monica, un vitigno che viene utilizzato per "tagliare" il cannonau essendo quest'ultimo propenso all'ossidazione. Nonostante il ruolo da comprimario, il monica è un vino dall'antica tradizione: pare sia stato introdotto dai monaci camaldolesi nel XI secolo, mentre altri sostengono a introdurlo siano stati gli Spagnoli.

Si tratta di un vino a bacca nera protetto dalla DOC monica di Sardegna.

Dal colore rosso rubino, è caratterizzato dal gusto intenso e persistente e dai sentori di frutti rossi.

DOVE DORMIRE

Caserma e Foresteria Montes, in località Ilodei Malu (occorre chiamare con largo anticipo e richiedere la possibilità di pernotto, non è scontata). Tel. 0784 228288

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Madonnina della Neve, partendo dalla città di Nuoro.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Per nulla intimorito dalla nostra carovana, un simpatico somarello ci viene incontro: sarà l’unico incontro per molti chilometri”

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