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Tappa

202

Rifugio Duca d'Aosta > Picinisco

Lunghezza
26.5
Km
Difficoltà*
955
Dislivello*
+
1604
m
-
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
54946708
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Giuseppe Marchionni.

Proseguiamo in territorio laziale con una tappa molto lunga e faticosa, al cospetto dei selvaggi Monti della Meta. L'arrivo nel pittoresco borgo di Picinisco fa dimenticare la stanchezza.

Note particolari

La tratta rappresenta una variante al Sentiero Italia (che da Rivisondoli piega verso sud-est, in direzione di Pescolanciano, per poi dirigersi a sud-ovest verso Isernia), preferita per l'interesse culturale del borgo di Picinisco e la bellezza paesaggistica dei Monti della Meta.

La tappa è molto lunga e faticosa e richiede inoltre buone doti di orientamento: si sconsiglia la percorrenza ai meno esperti ed allenati. E' possibile spezzarla nei rifugi Acquanera e Due Orsi, in Valle di Canneto.

Nel tratto compreso tra il Valico delle Gravare e il fondovalle del Canneto, la segnaletica è praticamente assente e la traccia sul terreno è spesso inesistente (molto facile perdersi): occorre monitorare la traccia GPS e indovinare i passaggi più comodi.

Punti acqua assenti: portarne buona scorta.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
Culturale
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
Culturale
PERCORSO

Lasciamo il Rifugio Duca d'Aosta avviandoci lungo la strada asfaltata in direzione di Forca d'Acero. Dopo un paio di km, prendiamo il sentiero sulla destra (indicato dai cartelli) e, con percorso a mezzacosta, sorvoliamo la Valle Inguagnera. Quindi cominciamo a salire (300 m D+ circa) verso il Valico dell'Inguagnera, con pendenza regolare e buon tracciato.

Il passo (1.804 m) è un largo pianoro molto panoramico, da cui avvistiamo a nord la Majella e a est i più vicini Monte Capraro (2.100 m) e Monte Petroso (2.249 m). Iniziamo la discesa (150 m D- circa) nel fitto bosco, su traccia sempre buona; quindi torniamo a salire (200 m D+ circa) sul breve ma intenso strappo che ci porta al Valico delle Gravare (1.874 m).

Continuiamo per qualche centinaio di metri sul sentiero che, procedendo in traverso verso sud, rimane al di sotto della dorsale; quindi, guadagnata una nuova sella affacciata sulla Valle di Canneto, iniziamo la lunga discesa (500 m D- circa), rientrando presto nel bosco. La segnaletica scompare presto e dobbiamo monitorare costantemente la traccia GPS, indovinando più volte i passaggi in assenza di un sentiero sul terreno.

Infine, la pendenza diminuisce sensibilmente e ritroviamo un tracciato; giunti al fondovalle, giriamo a destra e, superato il Rifugio Acquanera (dove i più stanchi possono spezzare la tappa) discendiamo lentamente (400 m D- circa) tutta la Valle del Canneto, in facile falsopiano su quella che presto diventa una carrareccia. Dopo alcuni chilometri giungiamo al Rifugio Due Orsi, in prossimità di un vasto pianoro.

Attraversata la piana del rifugio, andiamo a prendere il sentiero (di non facile individuazione) che risale appena il versante occidentale del vallone; superata una frana, teniamo la destra al bivio e scendiamo nuovamente (200 m D- circa) fino al lago artificiale di Grotta Campanaro. Giunti sulla strada bianca, giriamo a sinistra e proseguiamo comodamente per gli ultimi chilometri, fino ad entrare nel borgo di Picinisco.

COSA SAPERE

Il borgo di Picinisco si sviluppa su un colle roccioso tra la catena montuosa della Meta e la Valle di Comino: una stupenda terrazza da cui si può godere del panorama su parte della Ciociaria.

Il borgo nacque intorno all'anno Mille grazie ai due Conti dei Marsi, Oderisio II e Rainaldo III, seguendo il classico sviluppo dell'incastellamento.

Come gli altri comuni della valle, in passato fu un possedimento della vicina Abbazia di Montecassino, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia. All'interno della maestosa abbazia, ricostruita dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale, si trovano le tombe di San Benedetto e di sua sorella, Santa Scolastica.


Nel 1919 trascorse qui alcune settimane lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, autore del celebre romanzo L'Amante di Lady Chatterley.

Pare che, durante il soggiorno presso la casa della famiglia Cervi, lo scrittore abbia trovato l'ispirazione per il libro La ragazza perduta, la cui protagonista si innamora di un italiano emigrato in Inghilterra e con lui fugge in un piccolo paese dell'Appennino chiamato Pescocalascio, che, a dire di molti, sarebbe proprio Picinisco.

E’ possibile visitare l'edificio (oggi un agriturismo, chiamato proprio Casa Lawrence) in cui dimorò lo scrittore. All'interno della struttura si può ammirare una collezione delle opere di Lawrence, consultabile la domenica pomeriggio all'ora del tè.


Gli abitanti della Val Comino erano rinomati per essere artisti girovaghi; molti erano zampognari che durante il periodo natalizio si trasferivano nei paesi limitrofi per allietarne gli abitanti. Una singolare tradizione era quella del ballo dell'orso: suonatori e conduttori facevano esibire gli orsi nelle piazze.


COSA VEDERE

Il Castello di Picinisco mantiene ancora la cinta muraria usata per proteggere il paese dagli attacchi dei nemici; è stato abitato fino all'inizio dell'Ottocento.

La pianta rettangolare si fonde alla perfezione con la struttura moderna del paese; rimangono ben conservate la porta d'ingresso, le torri e i camminamenti con le feritoie per gli archibugi, mentre altre parti, come la torre cilindrica centrale, hanno subito gravi danni a causa del bombardamento degli Alleati nel 1944.


Nella vicina Valle Canneto è presente il Santuario della Madonna del Canneto, costruito in seguito all'apparizione della Madonna alla pastorella Silvana. La leggenda racconta che la pastorella corse in paese per avvisare gli abitanti e una volta tornata con loro sul luogo dell'apparizione, trovò la statua della Madonna.

Lungo il percorso che conduce al santuario c'è il Lago di Grottacampanaro, lago artificiale nato dallo sbarramento del fiume Melfa, chiuso in un canyon spettacolare.


Come gli altri comuni della valle, in passato fu un possedimento della vicina (circa un'ora di macchina) Abbazia di Montecassino, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia, nel luogo in cui sorgeva un tempio dedicato ad Apollo. L'abbazia, durante la sua lunga storia, fu distrutta numerose volte, l'ultima è stata durante la II Guerra Mondiale quando fu bombardata dagli alleati anglo-americani che la ritenevano erroneamente una roccaforte tedesca lungo la linea Gustav. L'imponente struttura fu restaurata nell'immediato dopoguerra riportando alla luce i numerosi stili architettonici. A colpire subito è l'imponenza del Chiostro del Bramante (o Chiostro del Paradiso) cortile rinascimentale realizzato dal famoso architetto, dalla cui terrazza si possono ammirare i monti Ausoni, la Valle dei liri e l'enorme cimitero di guerra polacco. Lo stile classico dei cortili rinascimentali si contrappone al barocco napoletano della Basilica dove sono deposte le tombe dei gemelli Santa Scolastica e Benedetto. Sotto la Basilica di San Benedetto Abate è presente la cripta, uno dei rari esempi della scuola d'arte di Beuron sopravvissuti fino ai giorni nostri. La scuola di Beuron era costituita da monaci benedettini tedeschi e operò nella metà del XIX secolo con l'intento di rinnovare l'arte sacra cristiana; scendere nella cripta è davvero impressionante, le pareti sono completamente adornate da scintillanti mosaici le cui figure vennero ispirate dall'arte vetero-cristiana, bizantina e dalle raffigurazione dell'antico egitto. L'abbazia di Montecassino è il monastero più antico d'Italia insieme a quello fondato da  Santa Scolastica.


COSA MaNGIARE

Da Picinisco, il colpo d'occhio è impressionante: la Valle di Comino è ricca di ulivi e vigneti ordinati.

L'atina doc è una denominazione che identifica i vini della Val Comino: atina rosso, atina rosso riserva, atina cabernet, atina cabernet riserva e atina semillon (uva francese a bacca bianca). La produzione vinicola della Val Comino è attestata fin dal periodo romano.


Il pecorino di Picinisco è un formaggio di pecora a latte crudo che si distingue in due tipologie: lo scamosciato (fresco) e lo stagionato.

Uno degli accostamenti migliore è con le fave fresche, nel periodo primaverile.


DOVE DORMIRE

Rifugio Acquanera, all'imbocco della valle di Canneto (non custodito, occorre chiedere le chiavi). Tel. 339 865 3917


Rifugio Due Orsi, a 5 km dal Rifugio Acquanera nella Valle di Canneto. Tel. 327 177 6508 - 0776 695470


B&B Chez Nous, a Picinisco. Tel. 0776 66060


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è San Donato Val di Comino, partendo dalla cittadina di Sora con cambio ad Alvito.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Una linea di impronte fresche fa capolino sulla prima neve della stagione: sono dell’orso marsicano, che popola stabilmente queste montagne”

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