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Tappa

63

Rifugio Marinelli-Bombardieri > Rifugio Longoni

Lunghezza
22.0
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1250
m
-
1596
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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50601651
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto lunga e faticosa, con dislivelli importanti (l’infinita discesa nel Vallone dello Scerscen, la salita al Longoni).

Paesaggi grandiosi e variegati: passiamo dal Bernina al magnifico Monte Disgrazia (3.678 m), avvistando anche il grande Lago Palù.

Note particolari

La tappa è davvero faticosa e si consiglia l’intera tratta solo ai più sportivi ed esperti; la si può tuttavia spezzare, fermandosi sulle rive del Lago Palù.

Poco prima di arrivare al rif. Mitta si passa un breve tratto attrezzato.

La discesa al Lago Palù, in caso di bagnato, può essere insidiosa per le rocce di vermentino levigato.

Il traverso su pietraia, dopo l'alpe di Sasso Nero, va affrontato con prudenza: facile cadere in qualche buca tra le grosse rocce.

L’ultimo strappo verso il Rifugio Longoni è molto ripido e con passaggi esposti.

Punti d’acqua scarsi, solo al Rifugio Mitta e all'Alpe Roggione (poco sopra il Lago Palù).

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Ci apprestiamo ad una lunga discesa (1000 m D- circa): prendiamo il sentiero che, su pietraia, scende verso la Valle di Scerscen, circumnavigando la testa della valle. Merita una piccola deviazione il cimitero degli alpini. Il fondovalle è tempestato di fiori gialli; sopra di noi, avvistiamo l'ex Capanna Scerscen e il rifugio Marco e Rosa, sotto il Pizzo Bernina. Su comodo sentiero, percorriamo tutta la valle scendendo verso sud; dopo un breve traverso finale (alcuni brevi tratti attrezzati, facili), arriviamo al rifugio Mitta. 

Continuiamo a scendere fino all’Alpe Campascio. Da qui, saliamo comodamente (300 m D+ circa) fino alla Bocchel del Torno (2.203 m), da cui avvistiamo il Lago Palù, circondato da boschi di conifere. La discesa verso il lago (200 m D- circa) è piuttosto decisa, fino all’Alpe Roggione (i più stanchi possono continuare la discesa per poche centinaia di metri e arrivare al Rifugio Palù, in riva al lago, spezzando qui la tappa).

Da qui in poi, siamo sull’Alta Via della Valmalenco. Riprendiamo in ripida salita (300 m D+ circa) verso l’Alpe di Sasso Nero. Da lì è un lungo saliscendi, prevalentemente su grossi pietroni: serve concentrazione e attenzioni alle numerose buche. Giunti in testa al vallone, guadiamo il torrente Entovasto e guadagniamo una comoda carrozzabile, che prendiamo verso sinistra. Dopo un tratto in piano, prendiamo il sentiero che sale (100 m D+ circa) ripidamente sulla destra, verso il Rifugio Longoni. Il tratto è breve, ma via via più ripido ed esposto; infine, dopo un ultimo strappo su pietraia, conquistiamo la bandiera europea del Rifugio Longoni (2.430 m).

Il rifugio, gestito dal mitico Elia, regala una vista da cartolina sul Monte Disgrazia (3.678 m), che ci sorveglia minaccioso.

COSA SAPERE

Anche in questa tratta sono evidenti i segni del cambiamento climatico: il Rifugio Marco e Rosa, che avvistiamo sotto Pizzo Bernina, è stato spostato perché il vecchio edificio poggiava su roccia che va man mano sgretolandosi, poiché non più compattata dai ghiacci.


Il CAI, ad un secolo dalla loro morte, ha dato al Rifugio Longoni il nome dei fratelli Antonio ed Elia Longoni, grandi appassionati di montagna morti nel 1916 durante la Grande Guerra, sul fronte del Carso.

Il rifugio sorge poco distante da una lunga mulattiera che continua ad arrampicarsi sulla montagna, una vecchia via usata dai contrabbandieri per trasportare merci (vino, in particolare) tra Italia e Svizzera.


COSA VEDERE

Il Lago Palù si trova in un altopiano sopra Chiesa in Valmalenco ed è il più grande lago alpino valtellinese. Circondato da abeti, larici e mughi, è facilmente raggiungibile grazie agli impianti di risalita. Un luogo perfetto per rilassarsi al cospetto del vicino Monte Disgrazia.

Non ha affluenti né emissari e si alimenta unicamente grazie alle piogge e alla neve: è perciò soggetto a un notevole dislivello, a seconda della stagione.


COSA MaNGIARE

I taroz sono una tradizionale ricetta valtellinese: una sorta di purea di patate, fagioli e fagiolini conditi con il tradizionale burro e formaggio valtellinese (possibilmente casera dop). Il piatto deriva dall’usanza popolare di cucinare gli scarti dei pasti precedenti.


DOVE DORMIRE

Rifugio Alpe Musella, in fondo al vallone dello Scerscen. Tel. 347 793 8825

Rifugio Mitta, in fondo al vallone dello Scerscen. Tel. 0342 452579

Rifugio Palù, sulla sponda nord del Lago Palù. Tel. 0342 452201

Rifugio Longoni, in alta Valmalenco. Tel. 0342 451120


COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è la Diga di Campo Moro.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Lanzada, partendo dalla città di Sondrio. 

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Dopo un improvviso e violento temporale, al Bocchel del Torno avvistiamo il Lago Palù, un’oasi della Valmalenco”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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