Text Link

Tappa

338

Armungia > Cuile is arrantas

Lunghezza
23.3
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
633
m
-
581
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66578518
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

L'ultima tappa nel territorio del Gerrei è di buona lunghezza, tutta su buon tracciato ma in gran parte priva d'ombra.

Attraversiamo il grande altopiano di Sa Mola, in un paesaggio da far west, ammirando rocce sedimentarie dalle forme fantasiose. Ciliegina sulla torta è il balcone roccioso di Sa Trona, a conclusione di una tappa formidabile.

Note particolari

Talvolta, presso i bivi, non sono presenti i segnavia: bene monitorare la traccia GPS.

Punti acqua assenti, portarne buona scorta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciato il centro di Armungia, ci dirigiamo verso il cimitero e da lì prendiamo il largo sentiero che scende (300 D- ca.) al fondovalle, senza difficoltà. Giunti in basso, passiamo brevemente su strada asfaltata e, passando sotto il ponte della statale, superiamo su ponte il corso del fiume Flumendosa; quindi prendiamo la sterrata verso sinistra e costeggiamo per un poco il fiume. Dopo un paio di km, prendiamo la larga mulattiera sulla destra e iniziamo la salita (400 m D+ ca.), costante e agevole, fino a raggiungere la sommità dell'altopiano, presso Sa Mola, da cui godiamo di bella vista (troviamo le prime rocce dalle forme fantasiose).

Pieghiamo verso nord e, sempre rimanendo su strada sterrata, proseguiamo in dolce saliscendi attraversando tutto l'altipiano, superando un paio di ovili e avvistando sovente delle mandrie di manzi al pascolo; il paesaggio è dolce e regala begli scorci. In lontananza avvistiamo il monolite appuntito di Perda Liana.

Infine scendiamo (100 m D- ca.) fino ad attraversare il fondo acciottolato (e tendenzialmente secco) di Riu Cuili 'e Ierru, per poi risalire (100 m D+ ca.) fino alla località di Cuile is Arrantas, dove avvistiamo un vecchio ovile in disuso. A circa 1 km di distanza si trova il balcone roccioso di Sa Trona, con le sue caratteristiche rocce sedimentarie modellate dagli agenti atmosferici: è il posto giusto per godersi il tramonto (e magari piantare la tenda).

COSA SAPERE

Nel comune di Escalaplano è presente l'associazione culturale "Boi Fui Janna Morti", fondata da un gruppo di appassionati che ha deciso di portare avanti la tradizione di Su Boi, Su omadori - maschere tipiche locali.

Il carnevale escalaplanese fa parte delle tipiche rappresentazioni che coinvolgono tutto il territorio regionale. Grazie ad un'approfondita indagine antropologica compiuta con la collaborazione degli anziani del paese, si è potuto ricostruire il rito ormai scomparso. Le tre maschere mettono in scena un'antica credenza secondo cui alcuni uomini durante la notte si trasformavano in buoi (Su Boi) e vagavano per il paese presagendo la morte - il verso del bue come l'ululato del lupo. Gli uomini che si trasfomano in Sui Boi indossano delle grandi corna di bue, hanno la pelle dipinta di nero con la fuligine bagnata; le spalle sono coperte dalla pelle del bue, sul petto portano un grande campanaccio legato con una larga cinghia di cuoio e in mano tengono un  corno che fanno suonare imitando il verso del bue. Nel rito, a tenere legato con una fune il furioso bue che si aggira a spaventare gli astanti, è Su Omadori (il domatore), anch'esso con la pelle tinta di nero, vestito con una sorta di saio grezzo con cappuccio e  il viso coperto da una suggestiva maschera ricavata dal bacino del bue - oggetto utilizzato nel mondo arcaico per comunicare con l'aldilà. Su Omadori da una parte tiene la fune a cui è legato Su Boi e dall'altra un bastone con laccio di pelle all’estremità, con cui doma la bestia scatenata.

Durante la rappresentazione le coppie Su Boi e Su Omadori (composte sempre dalle stesse persone) danno vita a una lotta, non priva di scontri, in cui la violenza viene rappresentata in un rito liberatorio - assistere al trasformarsi dei protagonisti è qualcosa di davvero forte. Il rito termina con il bue che è costretto a terra a rotolarsi per tornare allo stadio umano lasciando alla terra la sua parte animale - una sorta di esorcismo compiuto da Su Ommadori.

L'ultimo personaggio della tradizione escalaplanese, Su Fui Janna Morti, è una sorta di spiritello che esce la sera del 31 luglio vestito come un fantasma con un lenzuolo bianco e porta con sé un mucchio di terra per propiziare un buon raccolto.

COSA VEDERE

All'interno del territorio comunale di Ballao, non distante dal centro abitato di Escalaplano, è presente il pozzo sacro di Funtana Coberta.

Risalente al 1200 a. C. fu scoperto agli inizi del XX secolo quando vennero ritrovati numerosi manufatti, tra cui spade utilizzate per i giuramenti religiosi e statuette votive. Lungo circa dieci metri e largo quasi due, è stato scavato nella roccia nel punto in cui sgorga una sorgente d'acqua. Il pozzo, dalla camera a tholos (ovvero con la cima scoperta), ha la particolarità di essere praticamente identico al pozzo sacro di Garlo ritrovato a pochi chilometri da Sofia, in Bulgaria.

Nel territorio di Escalaplano, invece, sorge il pozzo di Is Clamoris, nei pressi del fiume.

Nella zona di Cuile is Arrantas è presente il masso di Sa Trona, “il trono” in sardo.

Si tratta di un'enorme pietra piatta che si affaccia nel vuoto, come un enorme trampolino.

COSA MaNGIARE

Il formaggio tipico di Escalaplano è l'axridda, un pecorino fatto stagionare sotto un sottile strato di argilla (axridda in sardo).

La forme, dopo una stagionatura di due/tre mesi, vengono massaggiate con olio di lentisco e ricoperte con polvere di argilla: questo permette loro di mantenersi anche a temperatura ambiente - si tratta di un antico metodo per conservare il pecorino nei periodi più caldi dell'anno.

Questo straordinario prodotto, protetto dal presidio Slow Food, riesce a stagionare fino a tre anni restituendo una complessità di sapori in grado di raccontare i pascoli della macchia mediterranea.

Piatto tipico regionale sono i culurgiones, chiamati cullixionis a Escalaplano.

Si tratta di una pasta ripiena con una farcia a base di patate, pecorino e menta. Tipico dell'Ogliastra (Escalaplano si trova a cavallo tra le subregioni del Gerrei e l'Ogliastra) è divenuto uno dei simboli della cucina sarda. L'impasto di semola di grano duro viene chiuso a spighidda (piccola spiga) con le dita, poi messo a bollire per essere servito semplicemente con l'olio o con pomodoro e pecorino. Si possono trovare versioni fritte o grigliate. Ovviamente ne esistono differenti versioni: a Ballao per esempio viene aggiunto lo zafferano.

I culurgiones erano, e sono tuttora, il pasto per gli eventi importanti, come la raccolta del grano, e la chiusura tipica è ancora simbolo di buon auspicio per l'annata a venire.

DOVE DORMIRE

A Cuile is Arrantas non vi sono strutture ricettive. E' pertanto necessario avere una tenda, oppure proseguire con la tappa successiva, fino a giungere a Perdasdefogu.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Cagliari.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Superate le vertigini, ci regaliamo degli scatti memorabili sulla tavola di Sa Trona, unica nel suo genere”

Sostieni il progetto

Contribuisci alla crescita del progetto!

Anche il più complicato dei sogni, un sogno lungo più di 7.000 chilometri, si può realizzare, insieme: la nostra spedizione sul Sentiero Italia ne è stata la prova!

Va’ Sentiero è un progetto nato dal basso e cresciuto grazie al contributo spontaneo di migliaia di persone che hanno creduto in noi.

Ora, che abbiamo concluso la nostra prima spedizione e dimostrato la nostra credibilità, vogliamo continuare a perseguire il nostro ideale, promuovendo la montagna come laboratorio di innovazione e tutela ambientale.

Come?
Facendo ciò che ci viene meglio: camminare, scoprire, raccontare, creare connessioni, ispirare.

Aiutaci a far crescere il progetto, diventane parte!

SOSTIENI VA' SENTIERO