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Tappa

285

Camigliatello Silano > Lorica

Lunghezza
26.1
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
891
m
-
892
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66386299
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa piuttosto lunga nel Parco della Sila, che insieme a notevoli dislivelli (positivo e negativo) presenta alcuni bellissimi scorci, dal Monte Botte Donato (1.928 m, il più alto della Sila) al lago Arvo, nel finale, giungendo a Lorica.

Pare di essere in Norvegia...

Note particolari

Giungendo nei pressi del lago Arvo, dopo aver superato la strada asfaltata e ripreso la sterrata, giungiamo nei pressi di alcune case da pastore, nei pressi delle quali è possibile imbattersi in alcuni cane da pastore slegati, che possono essere territoriali: prestare attenzione.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il centro di Camigliatello su una strada asfaltata secondaria, quindi imbocchiamo una comoda sterrata nel bosco e procediamo in piano costeggiando un fiumiciattolo; dopo un paio di km iniziamo la prima salita (200 m D+ ca.) per larghi tornanti a pendenza regolare nel bosco di pini, sempre su sterrata, fino a giungere a una sella, da cui perdiamo dolcemente quota (100 m D- ca.) verso località Fallistro. Poco dopo sbuchiamo in un'ampia radura con alcune vecchie case, da cui è possibile effettuare una deviazione verso nord-est (per un totale di circa 3 km, tra andata e ritorno) per visitare i Giganti della Sila, i monumentali pini pluricentenari, orgoglio della Calabria.

Ritornati su traccia, scendiamo verso il fondovalle; superato un cancello di filo spinato, giriamo a destra e, dopo aver raggiunto il fondovalle, attacchiamo la lunga salita (450 m D+ ca.) verso il crinale, ora su sentiero, tendenzialmente ben visibile. Dopo una prima rampa, sempre nel fitto bosco (ora di faggi) perdiamo appena quota in traverso, fino a raggiungere il corso del fiume Neto, che seguiamo in falsopiano fino a sbucare in un'ampia radura caratterizzata dalla presenza di un acquitrino (facciamo attenzione a non cascare nel fango); perciò, rientrati tra gli alberi, affrontiamo l'ultima parte di salita, a tratti piuttosto decisa, fino a raggiungere la sterrata che taglia la sella poco a nord del Monte Coppo (1.876 m). Con un largo giro, raggiungiamo la Strada delle Vette e subito dopo alcuni impianti sciistici posti appena sotto la cima di Monte Botte Donato (1.928 m, è il più alto di tutta la Sila), con bella vista sulla Sila e sul lago Arvo (dove sorge il paese di Lorica).

Ritorniamo su asfalto verso il Monte Coppo, quindi, nuovamente su sentiero, attacchiamo la lunga discesa (600 m D- ca.) verso il lago, che si svolge in prevalenza lungo una dorsale. Il tratto, tutto piuttosto agevole (passiamo presto su comoda sterrata), prevede il superamento di diversi cancelli di filo spinato e alterna tratti nel bosco a piacevoli radure erbose, con alcuni scorci notevoli sulle distese boschive circostanti.

Giunti su una strada asfaltata, la attraversiamo per prendere una stradina minore e avvicinarci al lago Arvo; torniamo presto su sterrata e con quella prendiamo a costeggiare la riva settentrionale del bacino idrico (facendo attenzione ai cani da guardia slegati che potremmo trovare lungo il percorso). Il tratto è molto panoramico e superiamo diverse casette col tetto acuto e spiovente, sembra di essere in Scandinavia. Infine giungiamo nel bel paese di Lorica, termine di una tappa intensa e avvolgente come le foreste che la contraddistinguono.


COSA SAPERE

A Lorica si trova la sede Parco Nazionale della Sila. Il parco, ideato già nel 1923, vede la luce solo nel 1997 quando lo stato lo istituì ufficialmente.

L'altopiano silano è caratterizzato da un enorme blocco di granito che secondo alcune ipotesi fa parte dell'unità geologica della catena alpina. La Sila è abitata già dal IV millennio a.C., periodo di cui si sono rinvenuti resti archeologici sulle sponde del lago Cecita. Leggenda vuole che gli altopiani fossero il luogo in cui abitava il dio delle foreste Silvano, figlio del fiume Crati. Durante il periodo bizantino fu rifugio per numerosi monaci basiliani in fuga dai Balcani.

Il parco si divide in tre aree principali: la Sila Grande, la Sila Greca e la Sila Piccola. Esteso su diciannove comuni e tre province (Catanzaro, Cosenza e Crotone) è soprannominato come Gran Bosco d'Italia per la presenza di vaste aree boschive che ne hanno fatto una fonte inesauribile di legname per le imbarcazioni di tutte le epoche. Inoltre, abbondante è la presenza d'acqua: oggi vi sono ben tre laghi artificiali - Cecita, Arvo e Ampollino.


Il nome Lorica viene dal termine latino che indica la corazza dei soldati romani. Alcuni sostengono che questo nome stesse ad indicare l'impenetrabilità del luogo da parte di attacchi dei nemici, altre tesi sostengono che riguarda il ritrovamento della corazza di un antico cavaliere.

Il territorio di Lorica è diviso fra i comuni di San Giovanni in Fiore e Casali del Manco; fino al XX secolo non fu abitato. Le prime costruzioni risalgono a inizio Novecento, quando vennero costruiti dei villini turistici, come in altre zone della Sila. Dopo il 1930 il villaggio subì una rapida espansione, anche grazie alla diga che diede vita al lago Arvo. Numerose sono le infrastrutture alberghiere e ricettive che vanno ad assistere la creazione dell'impianto sciistico di Botte Donato (la più alta cima della zona).


Tipico del comune di San Giovanne in Fiore è l'abito tradizionale femminile: U Ritùartu.

Il costume risale al XVII secolo, periodo della nascita del borgo. L'abito di colore nero ricorda gli abiti monastici, presumibilmente  secondole indicazione degli abati florensi. Le donne in età di marito, 15-16 anni, ricevevano in dote il costume, composto da una lunga gonna, la camicia bianca lavorata a mano e il corpetto di velluto arabescato. Il "manto" invece era il nome dell'abito maschile.

Ad arricchire le tradizioni di San Giovanni in Fiore, ci sono lo Zugghi, canto secolare per augurare Buon Natale e felice anno nuovo, e la Frassia, rappresentazione burlesca dialettale che si svolge durante il carnevale.


Nell'immediato dopoguerra la Sila fu il teatro delle riprese del film "Il Lupo della Sila" del regista Duilio Coletti che vede protagonisti una giovane Silvana Mangano e un giovane Vittorio Gassman. Un dramma rusticano tra passioni e delitti.

COSA VEDERE

Nei pressi di Fallistro si trova la riserva naturale I Giganti della Sila, un maestoso bosco secolare di imponenti pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo.

Si possono ammirare oltre 60 esemplari alti fino a 45 metri e dal diametro di oltre due metri alla base, protetti con un intervento dello Stato dopo la seconda guerra mondiale, fino a diventare area naturale protetta nel 1987. Le enormi dimensioni degli alberi ricordano le ben più grandi sequoie americane.

Dal 2016 è il FAI a garantire la fruibilità del luogo.


Il villaggio di Lorica sorge sulle sponde del lago Arvo, un lago artificiale lungo ben 8,7 km, con una capacità d'acqua di 70 milioni di metri cubi - secondo soltanto al lago Cecita. È stato realizzato in un'area paludosa grazie a una diga dalle caratteristiche uniche: invece che con cemento e calcestruzzo è stata costruita con argilla e terra compatta, è alta ben 22 metri e lunga 280 - un record per gli anni Trenta del secolo scorso! I lavori furono terminati nel 1932 e all'inaugurazione erano presenti i principi Umberto di Savoia e Maria José. Le acque sono ricche di pesci e tutt'intorno vivono numerose specie di uccelli acquatici.


Nell'area della Sila Grande si trova anche il lago Cecita, un altro bacino artificiale realizzato nel secondo dopoguerra su quella che era l'area di un antico lago naturale. La diga che sbarra il fiume Mucone contribuisce alla produzione elettrica per la città di Cosenza e alle irrigazioni delle coltivazioni.

Il Cecita è il lago artificiale più grande della Calabria, famoso per il suo patrimonio archeologico e interdetto alla navigazione e alla balneazione. Agli inizi degli anni 2000 sono state rinvenute tracce della presenza dell'uomo dell’epoca di Neanderthal. Nel periodo romano sorgeva un insediamento dedicato all'estrazione e alla lavorazione della pece. Grazie all'abbassamento delle acque sono state rinvenute le ossa di un esemplare di mammut africano che ha abitato l'Europa circa 700 mila anni fa. L'area è ancora oggetto di analisi da parte degli archeologi.


COSA MaNGIARE

Tipica focaccia di pane è la pitta, dal nome di origine greca, che viene utilizzata in modi diversi in tutta la Calabria. Ogni famiglia propone una ricetta diversa ed è tipico trovarla ripiena di salumi di vario tipo. A Cosenza, per esempio, viene fritta e servita con il miele.


Le frittole di maiale sono un piatto tipico calabrese composto dalle parti meno nobili del suino, cotte in un pentolone di rame stagnato detto caddàra. Si lascia bollire il tutto a fuoco basso per diverse ore, così da rendere le cartilagine edibili. Le frittole fanno parte delle numerose preparazioni che fanno dell'uccisione e della macellazione del maiale una vero e proprio rito, da secoli.


La sardella calabrese è la versione marina della più famosa 'nduja: al posto del grasso di maiale, insieme al peperoncino vengono messi i bianchetti o neonata di pesce - pesciolini di piccolissime dimensioni.

Considerata il caviale dei poveri, è estremamente piccante ed è originaria della zona di Crotone. L'impasto di pesce e peperoncino è utilizzato per condire le diverse pietanze o essere mangiato con il pane. Alcuni fanno discendere la sua preparazione al garum romano o alla colatura di alici di Cetara, anche se sembra poco credibile.

DOVE DORMIRE

Hotel dei Pini, con annesso campeggio (e disponibilità di bungalow), a Lorica. Tel. 0984 537019

Agriturismo Pietro Falcone, a Lorica. Tel. 348 314 6027

B&B Il Sentiero Lorica, a Lorica. Tel. 320 150 8213

A Lorica sono presenti diverse strutture ricettive.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Cosenza.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Quando il sole cala, l'atmosfera di Lorica ricorda quelle di Twin Peaks…”

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