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Tappa

159

Cascina di Spedaletto - Montepiano

Lunghezza
24.9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
947
m
-
1128
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388493
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa abbastanza lunga ma semplice e priva di grossi dislivelli.

Attraversiamo la bella Riserva Naturale di Acquerino Cantagallo per poi scendere all’abitato di Montepiano. Molto piacevole e godibile, senza essere spettacolare.

Note particolari
Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
enogastronomico
PERCORSO

Procediamo su strada asfaltata fino al Passo di Acquiputoli, da cui prendiamo il sentiero 00, che va risalendo (100 m D+ circa) verso Culipiana, inoltrandoci nella Riserva Naturale di Acquerino Cantagallo. Aggiriamo il poggio di Monte Bucciana in traverso, da est; quindi guadagniamo la dorsale e proseguiamo verso nord, superando il Passo del Treppio e, poco dopo, il Rifugio Luigi Pacini (1.001 m), dove troviamo anche una fontana.

Proseguiamo aggirando il Poggio Cicialbo da ovest e ritroviamo la cresta dal valico de Le Fosse; da qui, in saliscendi, passiamo in rapida successione diversi poggi (delle Piastre, Cattarelle, la Zucca, della Croce). Scendiamo appena verso Sambuco, un valico dove passa la strada asfaltata, e affrontiamo la salita (200 m D+ circa) al Monte delle Scalette (1.186 m), la cui cima è purtroppo chiusa nella pineta: vale la pena allungare verso nord-ovest alla Croce di Geppe, da cui ammiriamo le dorsali boschive che compongono il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone e a nord-est avvistiamo il bel Lago di Brasimone. A ovest spiccano le sagome inconfondibili di Cimone, Libro Aperto, Corno alle Scale, Cupolino e Monte Gennaio. I più stanchi possono spezzare la tappa sostando all’Eremo del Viandante, uno spartano bivacco poco distante.

Ritornati al Monte delle Scalette, proseguiamo in facile e panoramica cresta sullo 00 fino ad arrivare alla spalla sud del Monte della Scoperta, quindi iniziamo a scendere (450 m D- circa) verso la Valle di Setta. Incrociata la strada asfaltata, lasciamo lo 00 e prendiamo il sentiero sulla sinistra, che dopo un paio di chilometri passa su strada asfaltata e ci conduce all’abitato di Montepiano (700 m).


COSA SAPERE

La Riserva Naturale di Acquerino Cantagallo conserva ambienti naturali di grande bellezza: faggete, castagneti e boschi misti di latifoglie, dove spiccano alberi monumentali.

Il più grande era il “Faggione” di Luogomano, una pianta di circa 300 anni la cui chioma copriva, a terra, una superficie di ben 600 mq!

Intorno al vecchio patriarca erano stati piantati altri faggi, per difenderlo dal vento (che in queste zone può soffiare molto forte). Purtroppo nel 2013, a seguito di un’intensa nevicata, il peso dei suoi stessi lunghi rami causò il crollo di metà del Faggione (che era formato da 2 fusti). La metà rimasta intatta, tuttavia, continua tuttavia a ricevere il tributo di numerosissime visite dei viandanti.

Nell’oasi naturale vivono tanti animali selvatici, dal cinghiale all’istrice, dal capriolo al picchio muratore, dalla volpe al cuculo, dal cervo alla poiana...


COSA VEDERE

A sud di Montepiano, a circa 15 minuti di macchina, si trova il piccolo borgo di Vernio.
Per chi avesse tempo, vale la pena visitare il Mumat - Museo delle Macchine Tessili, che conserva gli antichi macchinari che hanno fatto la storia del distretto tessile di Prato grazie alla tipica lavorazione di riciclo degli stracci: dall'antica turbina alimentata dall'acqua del Fiume Bisenzio (ancora attiva), al rarissimo esemplare di telaio in legno.

Un vero e ottimo esempio di archeologia industriale.

Per maggiori info, orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


COSA MaNGIARE

Nel comune di Vernio ogni anno si tiene la Festa della Pulenda (o “Festa della Miseria”), a ricordo della generosità dei Conti Bardi, i signori locali che nel 1512, a fronte della terribile carestia che affliggeva la popolazione locale (causata dall’invasione spagnola nella guerra con la Repubblica di Firenze), fecero distribuire tra il popolo farina di castagne, stoccafisso, baccalà e aringhe.

Durante la festa viene preparata la polenta dolce di castagne, insieme ai necci, alle frittelle e ai castagnacci, tutti alimenti poveri rigorosamente a base di farina di castagne.


DOVE DORMIRE

Eremo del Viandante, appena sotto il Monte delle Scalette (nord-ovest); molto spartano, solo tavolo e panche


Posto Tappa GEA, a Montepiano. Tel. 339 183 1692

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Acquerino, partendo dalla città di Pistoia.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Certi grovigli di radici e muschio sono degli inni naturali alla creatività”

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