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Tappa

158

Pracchia - Cascina di Spedaletto

Lunghezza
16.8
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
696
m
-
420
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388486
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza, molto facile e con dislivello ridotto, su comodo tracciato in buona parte nel bosco.

Camminiamo nei pressi della vecchia Linea Gotica.

Note particolari

Poco dopo aver lasciato Pracchia, la strada è resa inagibile da una frana, che occorre aggirare.

Unico punto d’acqua al Passo della Collina.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Attraversiamo l’abitato di Pracchia verso sud, quindi attraversiamo il fiume Reno e prendiamo il percorso della Grande Escursione Appenninica, su comoda carrozzabile; iniziamo a salire (300 m D+ circa). Lasciata la carrozzabile, proseguiamo su sentiero giungendo agilmente al Passo Piastreta (897 m), dove ritroviamo il sentiero 00 e la vista si apre sulla Valle dell’Ombrone. La pendenza diminuisce e rientriamo presto su comoda carrozzabile, quindi su strada asfaltata. Giungiamo al Passo della Collina (932 m), sulla vecchia Linea Gotica nazista, dove incontriamo un bar e una fontana.

Proseguendo sullo 00, affrontiamo una piccola rampa (100 m D+ circa) che ci porta sul Poggio di Val Capratica (1.044 m), da cui proseguiamo seguendo la linea della dorsale, alternando la strada carrozzabile a tratti di largo sentiero, in dolce saliscendi per bei boschi di faggi e castagni, fino ad attraversare la statale verso Pistoia e, subito dopo, arrivare al Centro Visite di Cascina Spedaletto (891 m). 

Volendo, si può proseguire per circa 5 km sullo 00 e pernottare al Rifugio Pacini, portandosi avanti sulla tappa successiva.


COSA SAPERE

Poco dopo aver lasciato Pracchia, la strada è resa inagibile da una frana, che occorre aggirare.

Unico punto d’acqua al Passo della Collina.


COSA VEDERE

Il pistoiese è sempre stata terra di confine e di guerre, dall’epoca dei Romani (quando passò Annibale) fino alla Seconda Guerra Mondiale: da qui passava la Linea Gotica, costruita dai tedeschi dopo che gli Alleati sbarcarono in Sicilia.

In località Signorino, poco distante dal Passo della Collina, si trovano ancora fortificazioni in cemento armato, gallerie e fortini, posti in alcuni punti strategici per difendere l’accesso al valico.

Oggi queste fortificazioni si trovano in mezzo ai boschi, ma durante la guerra c’erano solo prati che i tedeschi avevano disseminato di mine; alla fine del conflitto fu necessaria la massiccia opera degli sminatori, che persero spesso la vita perché non ci fossero ulteriori vittime, magari tra i bambini che venivano a giocare.

COSA MaNGIARE

Il pane toscano è una tradizione locale ormai celebre per i versetti danteschi e per il fatto di essere “sciocco”, cioè privo di sale - il che dà risalto alle pietanze locali che accompagna, tradizionalmente ben sapide.

Si ritiene che la sua origine sia legata alla storica rivalità tra la Repubblica di Firenze e quella di Pisa, la seconda delle quali aumentò sensibilmente i dazi sul sale per mettere in difficoltà i rivali; questi ultimi tuttavia reagirono evitando semplicemente l’ingrediente nell’impasto.

Il pane toscano (oggi prodotto DOP) è caratterizzato da una crosta croccante e dal sapore sciapo e appena acidulo.


DOVE DORMIRE

Centro Visite di Cascina di Spedaletto. Tel. 338 303 7439


Rifugio Luigi Pacini, a Pian della Rasa (a circa dure da Cascina di Spedaletto, lungo il percorso della tappa successiva). Tel. 366 898 5418 - 349 805 7163 - 348 253 4060

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Pistoia.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza raggiungibile in treno, partendo dalla città di Pistoia.

Qui il LINK per controllare gli orari.

“Ascoltiamo la pioggia che picchia sui vetri della vecchia scuola in cui ci siamo riparati, imbevuti di una sottile malinconia”

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