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Tappa

85

Cimalmotto - Ponte in Val Formazza

Lunghezza
16.6
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1311
m
-
1417
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50385065
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza e buon dislivello (sia a salire sia a scendere); la prima metà del tracciato è purtroppo “inquinata” dalla presenza di impianti sciistici.

Notevole il panorama che si apre dal suggestivo Passo di Bosco. Dopo una digressione in territorio svizzero, torniamo in Italia, nella bella Val Formazza.

Note particolari

Qualche brevissimo tratto attrezzato nel traverso da Passo Quadrella alla Capanna Grossalp, comunque facile.

Punti d’acqua assenti dalla Capanna Grossalp sino a Fondovalle.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
culturale
RAGGIUNGIBILITà
culturale
PERCORSO

Dopo un primo tratto su strada, fino a località Cava, prendiamo il sentiero GTA che si arrampica nel bosco verso Passo Quadrella (700 m D+ circa), senza difficoltà particolari. Giunti al passo (2.137 m), un lungo traverso (con alcuni brevi  tratti leggermente esposti e pertanto attrezzati con catene, cui prestare attenzione specie in caso di bagnato: vi si scivola facilmente) ci conduce alla Capanna Grossalp, dove arrivano diverse funivie. Avvistiamo a valle l’abitato di Bosco Gurin.

Da Grossalp, riprendiamo la salita (350 m D+ circa) verso il Passo di Bosco, senza grossi strappi, seguendo un impianto di risalita. Dal passo (2.323 m), appena sopra il Lago di Bosco, godiamo di una bella vista sul ripido vallone che scende in picchiata; siamo nuovamente su territorio italiano. Ripreso fiato, anziché scendere nel vallone, attraversiamo in leggera salita verso il Passo della Foglia (2.350 m), dominato a est dal Pizzo Stella (2.688 m).

Affrontiamo la lunga discesa (1.100 m D- circa), inizialmente ripida e decisa, perlopiù nel bosco. Arrivati a Fondovalle, la GTA segue la Val Formazza su tracciato praticamente in piano, tenendo il fiume Toce alla nostra sinistra. In breve tempo siamo a Ponte, con la sua grande e storica centrale idroelettrica. Se abbiamo tempo, vale la pena andare ad ammirare la Cascata del Toce, appena sopra località Sotto Frua.


COSA SAPERE

A Formazza, chiamata anche Pomatt in dialetto locale, c’è uno dei più antichi insediamenti walser.

I Walser sono una popolazione di origini germaniche, stanziatasi intorno al Massiccio del Monte Rosa. Il ceppo di appartenenza è quello degli Alemanni, gli antichi abitanti del Canton Vallese (una regione della Svizzera), che nell’alto Medioevo iniziarono ad emigrare per sovrappopolamento, stabilendosi in diverse località alpine tra Italia, Svizzera, Liechtenstein e Francia.
Grazie alla protezione delle montagne circostanti, la fiera cultura walser ha saputo perpetuarsi nel corso dei secoli: in Val Formazza, alpi e boschi erano e sono tuttora governati con un ordinamento comunitario, per cui ai diversi insediamenti della valle viene assegnata la proprietà comunitaria del territorio.

Anche le case, bellissime, sono un elemento distintivo, caratterizzate dal basamento in pietra e dal corpo principale tutto in legno (che sulle Alpi non veniva quasi utilizzato per costruire le abitazioni).


COSA VEDERE

All’inizio del Novecento, la Val Formazza divenne oggetto della cosiddetta “colonizzazione idroelettrica”, che ha rappresentato la maggiore trasformazione storica del paesaggio alpino della zona. 

Se da una parte il processo ha significato un notevole aumento del tasso di occupazione dell’alta valle (che paga la scarsissima produttività del terreno, a causa dell’alta quota), è anche vero che, in generale, la costruzione di una diga ha un violento impatto sull’ecosistema circostante (anche nel lungo raggio): pertanto il tema dell’idroelettrico è delicato e oggetto di controversie.

Tutt’oggi, i laghi di maggiori dimensioni dell’area sono tutti bacini artificiali: dei 32 bacini, solo 14 sono stati costruiti su bacini naturali preesistenti. Tra questi, spicca quello del Sabbione, che a quota 2.460 metri con 26 milioni di metri cubi di invaso, rappresenta il più grande bacino idroelettrico del Piemonte e il secondo di tutte le Alpi. 

Le sue acque alimentano la spettacolare Cascata del Toce, che vanta un salto di ben 143 metri. La sua portata viene regolata grazie alla diga di Morasco; da giugno a settembre è possibile godersi lo spettacolo, per poche ore al giorno. 

In cima alla cascata  si trova uno storico albergo, fondato nel 1863, meraviglioso esempio della bella époque.


COSA MaNGIARE

Il formaggio di Formazza, chiamato bettelmat, riscaldato e servito su pane nero, è un’esplosione di gusto. Si tratta di un formaggio d’alpeggio esclusivamente estivo, con una stagionatura minima di due mesi.


Anche il pane nero è tipico di queste zone e spesso viene arricchito con noci e uvetta.

Molto particolare anche la krosti brie, una polenta tipica della Val Formazza, preparata con la farina bianca.


DOVE DORMIRE

Campeggio Sagersboden, in frazione Ponte. Tel. 388 428 2975

Campeggio Pineta, in frazione Fondovalle. Tel. 389 160 4313 -  347 089 4664

Campeggio Punta Sabbioni, in frazione Brendo. Tel. 339 883 9479 - 333 908 9373

A Formazza sono presenti diverse strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Locarno (Canton Ticino) con cambio a Cevio.

Qui il LINK per controllare gli orari fino a Cevio; qui il LINK per controllare gli orari da Cevio a Cimalmotto.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“A Formazza ci siamo trovati in mezzo al Pomattertag, la festa di paese, tra le allegre danze walser coi costumi tradizionali”

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