Text Link

Tappa

314

Floresta > Rifugio Miraglia

Lunghezza
34.9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
932
m
-
685
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66401802
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto lunga, pur priva di difficoltà e grossi dislivelli.

Attraversiamo il bellissimo Bosco di Mangalaviti, di faggi secolari, quindi il Lago di Biviere (con la vista sulle Rocche del Crasto) e il Lago di Maulazzo.

Note particolari

Tappa molto lunga, da affrontare ben allenati; bene partire di buon'ora (non ci sono strutture intermedie).

Segnaletica non sempre presente, monitorare la traccia GPS (il tracciato rimane comunque sempre molto chiaro).

Unico punto acqua appena prima del Lago di Maulazzo: portarne ottima scorta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo Floresta su strada asfaltata; dopo un paio di chilometri imbocchiamo la stradina (sempre asfaltata) sulla sinistra e prendiamo a salire (100 m D+ ca.) lentamente, quindi scendiamo di pari dislivello su strada dissestata verso il torrente Grassetta; abbandoniamo l'asfalto e infiliamo una carrozzabile (detta Dorsale dei Nebrodi), attraversiamo il torrente e prendiamo nuovamente a salire (250 m D+ ca.) senza strappi eccessivi. Rimanendo sulla larga dorsale in comodo saliscendi avviciniamo Pizzo Scavello, quindi entriamo nel Bosco di Mangalaviti e saliamo dolcemente a Serra Pignataro; il paesaggio boschivo è splendido.

Da Serra Pignataro (1.653 m) scendiamo (350 m D- ca.) al Lago Biviere, unico lago naturale dei Nebrodi, caratterizzato da una speciale alga (Euglena sanguinea) che in estate lo colora di rosso.  A nord è bellissima la vista sulle Rocche del Crasto, di roccia dolomitica, e sulle Eolie (Alicudi e Filicudi).

Dopo un breve tratto pianeggiante, attraversiamo il torrente Cuderi e saliamo (100 m D+ ca.) fino al Lago Maulazzo. Dopo averne percorso la sponda nord-occidentale, torniamo a salire (100 m D+ ca.) per arrivare alla strada asfaltata: siamo a Portella di Femmina Morta (1.526 m: il valico stradale più alto della Sicilia). Prendiamo la strada verso sinistra e, dopo poche centinaia di metri, siamo al Rifugio Villa Miraglia."

COSA SAPERE

Tutto il territorio siciliano è ricco di miti e leggende provenienti dal periodo ellenistico.

Tra i miti c'è quello delle Isole Eolie, legate ovviamente al dio dei venti Eolo. Il mito racconta che Eolo ricevette da Zeus il compito di controllare i venti dopo che questi avevano causato il distaccamento dell'isola dal continente. Eolo scelse l'isola di Lipari per custodirli, chiusi in un otre, al sicuro in una grotta.

Anche un episodio dell'Odissea è legato alle isole Eolie: il poema narra che Eolo ospitò commosso Ulisse e gli fece dono dell'otre che conteneva i venti contrari alla sua rotta. Mentre Ulisse riposava, ripresa la navigazione, i suoi compagni aprirono l'otre credendolo pieno di tesori e si scatenò così una tempesta da cui, di tutta la flotta, si salvò soltanto la nave dell'eroe omerico.

COSA VEDERE

Alle pendici del Monte Soro è presente il Lago Maulazzo, un bacino artificiale di 5 ettari realizzato negli anni '80.

Circondato dalla faggeta di Sollazzo Verda, è un luogo suggestivo che attira molti turisti locali che si godono il paesaggio nei giorni di festa.

COSA MaNGIARE

Tra le specie faunistiche che popolano il Parco dei Nebrodi c'è il suino nero dei Nebrodi che è libero di scorrazzare e cibarsi tra i cinquantamila ettari di faggi e querce - chiusi da recinti mobili.

Molto simile al cinghiale, è caratterizzato dalla taglia piccola e dal mantello ricoperto da folte setole scure. Tradizionalmente allevato allo stato brado o semibrado, fa parte delle poche razze autoctone di suino sopravvissute in Italia (la maggior parte sono state sostituite dai più produttivi maiali provenienti dall'Europa centrale). Protetta dal presidio Slow Food, la carne del suino nero dei Nebrodi è da sempre utilizzata per la produzione dei classici insaccati come la salsiccia (fresca o secca), il salame fellata, il capocollo, insieme alla pancetta e al prosciutto. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un incremento degli allevamenti di questa antica razza (si parla della sua presenza già in epoca greca e cartaginese) conosciuta anche come “nero siciliano” o “nero dell'Etna”. Il suino nero dei Nebrodi ha una buona fertilità ed è capace di resistere meglio alle malattie e alle avversità climatiche.

DOVE DORMIRE

Rifugio Villa Miraglia, 500 m a sud da Portella Femmina Morta. Tel. 095 883 4898

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Catania.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“In un paesaggio di primavera, tra il profumo della fioritura e gli sbuffi dell’Etna sullo sfondo, sperimentiamo una tappa in mountain bike sulla Dorsale dei Nebrodi”

Sostieni il progetto

Contribuisci alla crescita del progetto!

Anche il più complicato dei sogni, un sogno lungo più di 7.000 chilometri, si può realizzare, insieme: la nostra spedizione sul Sentiero Italia ne è stata la prova!

Va’ Sentiero è un progetto nato dal basso e cresciuto grazie al contributo spontaneo di migliaia di persone che hanno creduto in noi.

Ora, che abbiamo concluso la nostra prima spedizione e dimostrato la nostra credibilità, vogliamo continuare a perseguire il nostro ideale, promuovendo la montagna come laboratorio di innovazione e tutela ambientale.

Come?
Facendo ciò che ci viene meglio: camminare, scoprire, raccontare, creare connessioni, ispirare.

Aiutaci a far crescere il progetto, diventane parte!

SOSTIENI VA' SENTIERO