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Tappa

96

Gressoney - Saint Jacques

Lunghezza
21.3
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
2004
m
-
1699
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50387390
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

La prima tappa dell'Alta Via 1 della Valle d’Aosta è molto faticosa (per la lunghezza e il grande dislivello, sembra non finire mai) e tuttavia meravigliosa di enorme soddisfazione, con viste incredibili su quasi tutti i Giganti della Val d’Aosta.

La deviazione alla memorabile cima del Testa Grigia (3.315 m), pur da non sottovalutare, è una tentazione alla quale è difficile sfuggire.

Note particolari

La deviazione al Testa Grigia è una deviazione dal Sentiero Italia, del tutto opzionale, spettacolare ma tecnica: consigliata solo agli escursionisti esperti.

La tappa (anche senza la deviazione al Testa Grigia) è molto faticosa e adatta a camminatori ben allenati. Bene partire prima dell’alba, per non subire il sole cocente nella lunga salita. La si può tuttavia spezzare facendo sosta al bellissimo Bivacco Lateltin, sotto la cima del Testa Grigia.

Le uniche difficoltà tecniche sono nel tratto tra il Colle Pinter e il Testa Grigia: il sentiero non è sempre ben visibile e il terreno è friabile e franoso, spesso umido; ci sono diversi tratti esposti (e non attrezzati!) e occorre avere passo fermo e sicuro. L’ultimo (breve) tratto prima della cima è esposto, ma attrezzato con catene.

Punti d’acqua assenti dall’Alpeggio Ondermonterl a  Cunéaz.

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Proseguiamo  verso nord sulla carrozzabile che costeggia il Torrente Lys, quindi superiamo il ponte verso località Tschemenoal e, poco dopo, prendiamo il sentiero sulla sinistra, l’Alta Via 1: inizia la lunghissima salita (1.350 m D+ circa). Si sale con ritmo costante, in lontananza appare il versante sud del Monte Rosa. Superiamo diversi alpeggi e, dopo quello di Montil, usciamo dal bosco. Il sentiero è sempre ben battuto. Superato l’alpeggio di Pente, affrontiamo uno strappo ripido e siamo al Colle Pinter (2.777 m). La vista è magnifica: a ovest svetta il Grand Combin (4.314 m), a sud-ovest il la piramide del Monte Emilius (3.559 m). 

Dal colle, se ben allenati, approfittiamo per salire la cima al Testa Grigia. Attacchiamo la salita (550 m D+ circa) prendendo il sentiero sulla destra, piuttosto ripido: si affrontano alcuni passaggi un poco esposti, su fondo ghiaioso. Giunti al Bivacco Ulrich Lateltin (3.137 m), i più stanchi possono scegliere di fermarsi per la notte, magari godendosi l’alba dal Testa Grigia; se vogliamo invece arrivare a Saint Jacques in giornata, lasciamo gli zaini al bivacco per alleggerirci e ripartiamo per la vetta, non troppo lontana. Il percorso non è difficile, ma l’ultimo tratto è esposto ed attrezzato con catene. La soddisfazione regalata dalla cima del Testa Grigia (3.315 m) è grandissima, il panorama è grandioso: oltre al deserto di ghiaccio del Rosa, ci troviamo di fronte il Cervino (4.478 m).

Ripartiamo in discesa verso il Colle Pinter, da cui attacchiamo la lunga discesa verso la Val d’Ayas (1.050 m D- circa).

La discesa è molto scorrevole e in bell’ambiente; attraversiamo il bel borgo di Cunéaz e, giunti alla località sciistica di Crest Forné, prendiamo la strada carrozzabile, che vira verso nord per un lungo tratto a mezzacosta nel bosco. Dall’Alpe Ciarcerio, prendiamo la strada forestale che porta docilmente fino a Saint Jacques.


COSA SAPERE

La lingua più diffusa della Valle d’Aosta è sicuramente il patois.

Con il termine patois si intende ufficialmente una lingua non regolare, cioè una parlata vernacolare non riconosciuta, priva di una letteratura. Viene dal francese patoier (che significa “gesticolare”) e in passato denotava una parlata arretrata, rurale, dialettale e grossolana.

In certe regioni alpine nord occidentali è usato per indicare genericamente l’idioma locale, che talvolta è arpitano (o franco-provenzale) e altre occitano. In entrambi i casi, il ceppo linguistico è francofono.


I sabot sono degli zoccoli di legno tradizionali della Val d’Ayas, antesignani degli scarponi, utilizzati un tempo per proteggersi dal freddo e dall’acqua; ormai quasi inutilizzati, sono tuttavia un importante elemento di folklore locale e tanti sono gli artigiani che ancora li producono, a scopo decorativo.

COSA VEDERE

Il Grande Sentiero Walser è un percorso trasversale alle prime tre valli valdostane: la Valle del Lys, la Val d'Ayas e la Valtournenche.

Il tracciato intende ripercorrere le tracce dei coloni Walser, per raccontare che cosa fosse la montagna nei secoli passati e cosa significasse abitarla. Prendendo spunto dai territori che l'escursionista attraversa e dalle emergenze ambientali ed architettoniche, il sentiero cerca di evidenziare i segni lasciati in passato dall'uomo sul territorio: le tracce dei terrazzamenti, le tipologie architettoniche delle abitazioni dei montanari, l'uso degli alpeggi...


COSA MaNGIARE

Le tegole (in francese tuiles) sono una leggera delizia tipica della Valle d’Aosta, così chiamate per la forma simile a quella di una tegola di tetto.

Sono dei biscotti a cialda al gusto di nocciola e furono create negli anni ‘30 dalla famiglia di pasticceri Boch, in seguito ad un loro viaggio in Normandia.


DOVE DORMIRE

Bivacco Ulrich Lateltin, poco sotto la cima del Testa Grigia; 12 posti letto, coperte, stufa (a oltre 3.000 m)… e chitarra! Sempre aperto.

Hotel Genzianella, a Saint Jacques. Tel. 0125 307156

Rifugio Guide di Frachey, all’Alpe Resy, cui si arriva dall’Alpe Ciarcerio continuando in piano (senza scendere a St. Jacques) in 30 minuti. Tel. 329 211 3531 - 334 746 3640

A Saint Jacques sono presenti diverse strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Aosta con cambio a Pont Saint Martin.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Guardiamo ammaliati i ghiacciai sdraiati sul versante ovest del Rosa, contrapposti all’impervia parete est ammirata nei giorni scorsi”

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