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Tappa

206

Isernia > Santuario dell'Addolorata, Castelpetroso

Lunghezza
12.5
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
587
m
-
171
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
54954208
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa facile e breve, priva di particolari momenti di interesse, ci porta al cospetto del Santuario dell'Addolorata a Castelpetroso.

Note particolari

Poco dopo aver imboccato il sentiero si attraversa una piana infestata di piante spinose; la segnaletica è assente e occorre pertanto monitorare la traccia GPS per non perdersi.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Culturale
RAGGIUNGIBILITà
Culturale
PERCORSO

Attraversiamo il centro storico di Isernia; quindi usciamo dalla città attraverso un dedalo di stradine. Attraversata una grossa strada, ne imbocchiamo una minore fino a oltrepassare i binari della ferrovia; da lì passiamo su sterrato e, salendo un poco (100 m D+ circa), guadagniamo un ampio pianoro infestato di piante spinose, dove il tracciato non è segnalato e occorre orientarsi col GPS per non perdersi.

Torniamo brevemente su strada, quindi riprendiamo un sentiero in saliscendi, superiamo una radura e giungiamo ad un convento di monache. Una breve, ma ripida salita (100 m D+ circa) ci porta al paese di Pettoranello, dove troviamo una fontana. Continuiamo su strada scendendo lentamente, quindi in occasione di un tornante passiamo su carrareccia e proseguiamo su un lungo rettilineo in piano; un'ultima salitina e siamo al monumentale Santuario di Castelpetroso.


COSA SAPERE

Castelpetroso è rinomato per il suo Santuario di Maria Santissima Addolorata (patrona del Molise).

L’immagine del Santuario di Maria Santissima Addolorata coperta di neve ricorda molto il castello della favola disneyana di Frozen. Di stile neogotico, la basilica ha la cupola alta 54 m circondata da sette braccia, che simboleggiano il cuore trafitto dalle sette spade dell'apparizione, i sette dolori mariani.


Il santuario sorge in località Cesa tra Santi, laddove a fine Ottocento si dice apparve della Madonna.

Due pastorelle che stavano cercando una pecora smarrita furono attratte dalla luce proveniente da una grotta; avvicinatesi videro la Madonna, con il petto trafitto da sette spade, vegliare sul corpo di Gesù Cristo. Nel luogo dell'apparizione comparve una sorgente d'acqua e, negli anni successivi, l'acqua di questa sorgente guarì miracolosamente dalla tubercolosi ossea Carlo Acquaderni, fratello di uno dei fondatori dell'Azione Cattolica. L'apparizione e l'azione miracolosa della sorgente furono messe sotto indagine dal vescovo di Bojano che, attestato il miracolo, nel 1890 pose la prima pietra del Santuario - concluso poi solo nel 1975.


Nel borgo di Castelpetroso è possibile vedere un presepe artistico molisano; i personaggi, ritratti alle prese con i mestieri di un tempo, indossano i costumi settecenteschi di quest'area del Molise.


A scandire i momenti di festa del paese è sempre presente il du-bot, termine dialettale con cui si indica l'organetto. Dal 1986 lo strumento musicale, che una volta invitava al ballo la popolazione contadina durante le fasi dei lavori nei campi di grano, è il protagonista di un festival a Castelpetroso, che preserva l'antica tradizione.


COSA VEDERE

Su una collina nei dintorni di Isernia si trova l'eremo dei Santi Cosma e Damiano, anch’esso costruito su di un antico tempio pagano dedicato al dio Priapo, protettore della virilità. Pur con l’avvento del Cristianesimo, per secoli il culto ai due Santi Medici si mescolò a quello spontaneo dedicato all’antico dio pagano. Molte donne ancora senza figli si recavano in processione all’eremo per chiedere la grazia di una gravidanza: durante le celebrazioni dei santi Cosma e Damiano, nel mese di settembre, era tradizione portare doni ex-voto a forma di genitali maschili e femminili. Nel 1778 l’ambasciatore britannico sir William Hamilton presso il Re di Napoli, dopo una visita all’eremo, consegnò al Parlamento Inglese una relazione sul culto popolare di cui era stato testimone - il che destò un’ondata di sdegno cristiano in tutta Europa, a seguito della quale le istituzioni locali vietarono la manifestazione.

Ancora oggi, talvolta, compaiono nella chiesa degli ex-voto a forma fallica, portati di nascosto.


COSA MaNGIARE

Taccuzzelle e fagioli è un piatto tipico di Castelpetroso. Conosciute in altri luoghi come sagne, le taccuzzelle sono una pasta tagliata a piccoli rombi, tradizionalmente cucinata con fagioli coltivati alle pendici del Monte Patalecchia - che svetta sopra il santuario.


Casc e ova, cacio e uova, è un binomio di cui si sente parlare spesso sull'Appennino: qui la ricetta prevede un potpourri di zucchine, fagioli, salsiccia, pomodori pelati, cipolla, prezzemolo e, ovviamente, uova e pecorino.


DOVE DORMIRE

Ostello del Santuario dell'Addolorata, a Castelpetroso. Tel. 0865 936110


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus partendo dalla città di Campobasso.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza raggiungibile in treno partendo dalla città di Campobasso.

Qui il LINK per controllare gli orari.

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