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Tappa

90

La Gomba - Antronapiana

Lunghezza
19.9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1258
m
-
1599
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50385287
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di discreta lunghezza, mediamente impegnativa, caratterizzata dalla lunga salita al Passo della Preja, in ambiente selvaggio.

Molto panoramica, si svolge per buona parte fuori dal bosco.. Bello l’ingresso nella Valle Antrona attraverso il Lago di Cheggio.

Note particolari

Piccoli tratti leggermente esposti nel traverso tra Campo e il Passo della Preja.

Nel medesimo tratto, vegetazione invasiva ed erba spesso alta, il sentiero è poco battuto: per tale motivo, è facile incontrare delle vipere. Bene pertanto essere vigili e battere il suolo coi bastoncini, per farle spostare col dovuto anticipo.

Il tracciato è spesso poco visibile e coperto dall’erba alta: tenere sott’occhio la traccia GPS.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Ripartiamo su sentiero in salita (350 m D+ circa), nel bosco, per andare a riprendere la GTA poco prima dell'alpe Oriaccia. Prendiamo quindi il facile sentiero a mezzacosta e, in dolce saliscendi, oltrepassiamo la bucolica radura che ospita il bel Bivacco Marigonda. Proseguiamo senza fatica in falsopiano; il sentiero, ormai fuori dal bosco, è molto aperto e ci offre uno splendido panorama sulle verdi montagne del versante opposto della Val Bognanco (Cima Camughera, 2.249 m; Pizzo Montalto, 2.705 m), scavate dai sottili e ripidi corsi d'acqua. 

Superata l’Alpe Campo, perdiamo leggermente quota prima prima di attaccare la salita (400 m D+ circa) verso il Passo della Preia. L’area, molto selvaggia, è anche assai poco frequentata; sentiero e segnavia sono spesso coperti dall’erba alta e non è sempre facile intuire la direzione. Dopo l’Alpe Preia (che offre un riparo d’emergenza, sotto un grande masso erratico), il sentiero si fa più ripido; dopo un ultimo strappo, siamo al Passo della Preja (2.327 m): davanti a noi la Val Loranco, dominata dal drammatico Pizzo Andolla (3.656 m).

La discesa al Lago di Cheggio è lunga (800  m D- circa) e inizialmente abbastanza ripida, ma su buona traccia. Giunti all’Alpe Testa Inferiore, prendiamo il sentiero a destra, verso il fondovalle; superiamo  il Torrente Loranco e proseguiamo verso la sponda occidentale del Lago di Cheggio, che percorriamo su tracciato comodo e molto appagante, sospeso sulle verdi acque. Poco dopo la grande diga, giungiamo al paesino di Cheggio, dove sorge il Rifugio Città di Novara (i più stanchi possono fermarsi per la notte).

Attacchiamo infine l’ultima, facile discesa (550 m D- circa), alternando il sentiero a brevi tratti di strada (rientrando presto nel bosco), e giungiamo ad Antronapiana.


COSA SAPERE

La Strada Antronesca, sul fondovalle ossolano, è ritenuta una delle più antiche vie per i passi alpini, forse già percorsa da Etruschi e Romani.

Si staccava dall’antica Via Francisca (usata per raggiungere le Fiandre e lo Champagne) e serviva per spostarsi dall’Ossola al Vallese (cantone meridionale della Svizzera) attraverso il passo di Sass. Dal Vallese venivano soprattutto bestiame e il famoso panno valesino, mentre dall'Ossola esportavano l'aspro vino prodotto sui terrazzamenti posti allo sbocco della valle, il ferro estratto dalle miniere della Brevettola e infine il sale, indispensabile per la conservazione degli alimenti.

Come tutte quelle montane, anche la Strada Antronesca dovette far fronte a problemi di manutenzione. Fu comunque usata fino al XVII secolo. quando, insieme a tante altre, perse la sua importanza a causa della costruzione della strada napoleonica del Sempione e cadde nel dimenticatoio.

Tuttavia dal 1996, grazie all’opera del CAI di Villadossola, per la strada Antronesca si è aperta una nuova era, quella dell’escursionismo culturale.


COSA VEDERE

La Valle Antrona è caratterizzata dal colore verde del Serpentino Antigorite, un minerale in scaglie rettangolari e in masse compatte. Oggi lo si può ammirare nel percorso geologico “Rocce Verdi di Antrona”.


COSA MaNGIARE

L’Ossola è terra di ottimi salumi. In Valle Antrona e in Val Vigezzo è tipico il violino di capra, così chiamato per la forma particolare, che rimanda a quella dello strumento ella di un violino: per affettarlo, occorre poggiare il salume alla spalla, usando il coltello come se fosse un archetto.

DOVE DORMIRE

Rifugio Città di Novara, a Cheggio. Tel. 0324 575977

Camping Le Betulle, ad Antronapiana. Tel. 0324 51892 - 348 723 9944

B&B La casa della nonna, ad Antronapiana. Tel. 0324 51892

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Bognanco, partendo dalla cittadina di Domodossola. 

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“A fine tappa ci concediamo un bagno nel lago di Antrona: è domenica e le rive sono affollate, in un bel clima di festa”

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