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Tappa

211

Masseria Pasqualone (Bosco Mazzocca) > San Marco La Catola

Lunghezza
31.3
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1010
m
-
1168
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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54955427
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto lunga con dislivello medio, piacevole e priva di difficoltà. Superato l’affascinante Bosco Mazzocca entriamo in una nuova regione: siamo in Puglia!

Note particolari

La tappa, pur scorrevole, è molto lunga: i meno allenati faranno bene a spezzarla a Tufara (fuori percorso, a circa 3 km dal Sentiero Italia) o nel centro di San Marco la Catola. Bene partire di prima mattina.

La segnaletica è del tutto assente. Il tracciato è sempre ben visibile e intuitivo, ma occorre monitorare la traccia GPS.

Nel primo tratto si attraversa un pezzo su asfalto privo di marciapiede, prestare attenzione.

Punti acqua assenti fino a San Marco la Catola: portarne ampia scorta vista la quasi assenza di ombra.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
PERCORSO

Lasciamo la Masseria Pasqualone e ci addentriamo nel Bosco Mazzocca, molto pittoresco. Proseguiamo in saliscendi su strada bianca (fatta eccezione per un tratto di alcune centinaia di metri su asfalto, su cui è bene prestare attenzione) superando Casa Maglieri. Guadagnata una dorsale, la percorriamo in leggera e costante discesa (700 m D- circa), sempre su carrareccia, superando la strada asfaltata che scende al borgo di Tufara (ben visibile alla nostra sinistra, sul versante opposto: i più stanchi possono dirigervisi e spezzare così la tappa).

Giunti nel fondovalle, superiamo su un piccolo ponte il torrente Fortore e prendiamo a risalire (300 m D+ circa); il percorso, pur largo, è talvolta ripido e complicato dal passaggio dei cingolati che rende il tracciato un poco dissestato. Al termine della salita la vista si apre a 360°: in un paesaggio che ricorda le mesetas spagnole, ammiriamo a nord il Lago di Occhito.

Prendiamo a scendere (300 m D- circa), sempre su carrozzabile, fino ad attraversare dapprima un fiume in secca, quindi la strada statale. Subito dopo troviamo una stradina asfaltata che risale (400 m D+) verso San Marco la Catola; alcuni tratti sono ben ripidi. Giunti nel paesino (dove i più stanchi possono fermarsi), continuiamo per alcuni chilometri su strada asfaltata, in falsopiano. A un grosso bivio, teniamo la destra e (sempre su strada) attraversiamo un bosco; quindi, poco dopo un tornante, troviamo un cancello sulla destra e prendiamo la carrareccia che scende alla Masseria Avellaneta.


COSA SAPERE

San Marco la Catola fu fondata, secondo la leggenda, dai sopravvissuti della VI crociata liberati da Federico II in Terrasanta nel 1228, quando l'imperatore conquistò Gerusalemme. I prigionieri liberati seguirono Federico II fino in Puglia, dove fondarono la città di San Marco.


Antica tradizione del paese è la Giostra della Jaletta, che si svolge durante la festa di San Liberato Martire (19 agosto). I cavalierei dei sette rioni del paese si sfidano in una gara che consiste nell'infilare la punta d’un bastone nella fessura posta sotto una tinozza d'acqua (jaletta) appesa ad una fune tra due balconi, nella piazza antistante il palazzo Pignatelli.

L'abilità del cavaliere sta nell’infilare il bastone senza bagnarsi e vince chi riesce a farlo più volte, guadagnando un punteggio che varia in base all'andatura del cavallo.


COSA VEDERE

Su di un'altura poco fuori dal borgo, annesso al Convento dei Cappuccini, si trova il Santuario di Santa Maria di Giosafat. Edificato intorno alla metà del 1500 su di una abbazia preesistente, contiene un bassorilievo ligneo tardo bizantino (probabilmente portato dai crociati che fondarono il paese) raffigurante la Madonna.

Il convento cappuccino fu voluto dal marchese Pignatelli e ospitò in più occasioni Padre Pio.


A sovrastare San Marco c'è il Palazzo Ducale Pignatelli, a volte chiamato erroneamente Castello Pignatelli, dal nome di una famiglia feudataria di San Marco La Catola.

Il palazzo fu edificato su un forte di fondazione federiciana nel XIV secolo, periodo a cui si deve la costruzione delle due torri.


Nel vicino comune di Motta Montecorvino si trovano i ruderi di una torre chiamata Torre del Diavolo; semidistrutta, sembra avere le sembianze di un'enorme sedia.

Situata in mezzo alle colline della Daunia, è un rudere dell'antica città di Montecorvino, distrutta dalle truppe del re normanno Ruggero II nel 1137.


COSA MaNGIARE

Piatto tipico della zona sono i c’catill (cavatelli) fatti a mano.

Si distinguono per lunghezza, a seconda che siano fatti col movimento di due o tre dita, e solitamente si condiscono con il sugo di cotechino o di agnello e cicoria.


DOVE DORMIRE

Masseria Avellaneta, 5 km dopo il centro di San Marco la Catola, lungo il Sentiero Italia. Tel 347 274 9067


A San Marco la Catola sono presenti diverse strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus partendo dalla cittadina di Riccia.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“I campi coltivati sono un vasto mare brullo su cui spicca, in lontananza, il borgo di Tufara”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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