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Tappa

27

Misurina > Rifugio Albergo Ospitale

Lunghezza
17,9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
966
m
-
1237
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52701197
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza e dislivello, senza vere difficoltà, quasi tutta su buon tracciato.

Affacciati dapprima sul gruppo del Sorapiss (3.205 m) e poi sulla cittadina di Cortina, discendiamo la bellissima Val Padeon, tra le pareti del Cristallo (3.221 m) e la lunga cresta del Pomagagnon.


Note particolari

Nel tratto di discesa dalla Forcella de Popena alcuni pezzi di sentiero sono franati e occorre superarli a monte con prudenza.

Nella prima parte di discesa dal Rifugio Son Forca, una volta abbandonata la strada carrozzabile, non è facilissimo individuare la traccia ed è bene tenere d’occhio la traccia GPS.


Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Costeggiamo il lato occidentale del Lago di Misurina, quindi giunti alla quasi estremità meridionale prendiamo il sentiero a salire (400 m D+ circa) verso la Forcella de Popena. La prima parte è su comodo e largo sentiero in leggera pendenza, quindi la salita si fa più decisa (ma sempre facile) e ci portiamo ai piedi delle Pale di Misurina.

Con un lungo traverso, affacciato sui Cadini di Misurina, giungiamo appena sotto la forcella e iniziamo la discesa (450 m D- circa) verso la strada di Passo Tre Croci. La pendenza è a tratti importante e alcuni tratti franati richiedono prudenza. Rientrati tra gli alberi, ai piedi del Corno d’Angelo, guadiamo il torrente e giungiamo facilmente fino alla strada, che prendiamo verso destra salendo lentamente fino al vicino Passo Tre Croci (1.805 m).

Dal valico prendiamo la carrozzabile a salire (400 m D+ circa) verso il Rifugio Son Forca. Dopo circa un chilometro, prendiamo il sentierino sulla destra, ottimamente tenuto, e giungiamo al Passo Son Forcia con vista memorabile sulla Val Padeon, sulle Tofane e sulle Dolomiti di Braies; da un vicino spiazzo, nascosto dai pini mughi, ammiriamo dall’alto Cortina, il Beco di Mezzodì e le Cinque Torri.

Con un ultimo strappo siamo al Rifugio Son Forca, punto di arrivo di diverse funivie, dove i più stanchi possono spezzare la tappa. Consumato il pranzo, attacchiamo la lunga discesa lungo la Val Padeon. Il tracciato, salvo la primissima parte (non chiaramente visibile, ma molto intuitiva) è ottimo e largo; camminiamo a lungo tra le pareti sud-occidentali del Cristallo e quelle nord-orientali del Pomagagnon, costeggiando il Rio Bosco. Infine, attraversando il Pian de Col dei Stònbe, superiamo il Rio Felizon e giungiamo al Rifugio Albergo Ospitale.


COSA SAPERE

Il Cadore corrisponde geograficamente al bacino idrografico dell’alto Piave, dalla Carnia fino a Cortina D’Ampezzo. La Magnifica Comunità di Cadore vanta sin dai tempi della sua alleanza alla Serenissima (XIV secolo) una forte autonomia.

Ne è esempio la persistente istituzione delle 16 regole cadorine, delle comunità territoriali formate dalle famiglie locali, che rimangono il soggetto giuridico deputato a gestire (attraverso i propri organi) le risorse silvo-pastorali delle valli come un bene comune indiviso, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e delle radici culturali.


La storia della vicina Cortina d’Ampezzo è legata a doppio filo allo sviluppo del turismo di montagna.

Se già dalla fine dell’Ottocento comincia ad essere una rinomata zona turistica, è con le Olimpiadi Invernali del 1956 che si trasforma nella meta invernale per antonomasia. La crescita è continuata ininterrotta fino agli anni 2000; in questi ultimi vent’anni il turismo e la popolazione hanno subito un notevole calo.

Oggi sembra tuttavia essere iniziata una nuova fase di slancio per la cittadina, grazie alle controverse Olimpiadi del 2026 che per molti rappresentano l’ennesimo maltrattamento ambientale ai Monti Pallidi.


COSA VEDERE

Alla Gola del Fanes è possibile ammirare la suggestiva cascata di Fanes di Sopra.

Il Ponte Outo (alto) che attraversa la gola è protagonista di una leggenda medievale: gli Ampezzani, non volendo concedere la mano della figlia del castellano di Botestagno al cavaliere Guglielmo Brack von Asch (soprannominato el Bracùn) della Valle Badia, decisero di far crollare il ponte; per tutta risposta Guglielmo superò la profonda gola (80 m di altezza) facendo fare un gran balzo al suo destriero.


COSA MaNGIARE

Il pastin è un insaccato tipico delle Dolomiti bellunesi, un mix di carne tritata di manzo e di maiale unito a vino, aglio, cannella e chiodi di garofano; la ricetta di origine contadina (preparata nei freddi giorni della macellazione del maiale) varia da valle a valle.

Lo si può mangiare come una salsiccia, ad esempio per condire la pasta, oppure ricavarne delle fette a mo’ di hamburger, cotte alla griglia.


DOVE DORMIRE

Rifugio Albergo Ospitale, in Val Felizòn. Tel. 0436 4585

Rifugio Ra Stua, nel Valon Scuro (a circa 6 chilometri dall’Albergo Ospitale). Tel. 0436 5753

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Belluno con cambio a Calalzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“La Val Padeon scorre veloce come il rio che la percorre ”

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ISTRUZIONI ALL'USO

IL PERCORSO

Tutte le tappe qui descritte sono state percorse dalla spedizione Va’ Sentiero.

Pur seguendo il Sentiero Italia come via maestra alle volte abbiamo optato per delle deviazioni di piacere o per necessità, in base ai consigli degli abitanti del luogo e alla percorribilità dei sentieri al momento del nostro passaggio. In tutti i casi, abbiamo indicato e motivato le deviazioni nelle schede delle tappe interessate.

Chiaramente, la percorribilità dei sentieri di montagna può subire modifiche (anche improvvise) in base alle condizioni atmosferiche e a eventi straordinari quali frane, cadute di alberi, incuria; ogni escursionista deve perciò sempre usare il buon senso e, qualora le tracce GPS qui fornite lo conducessero su tracciati chiaramente inagibili o in situazioni di potenziale pericolo, tornare sui propri passi.


SPUNTI CULTURALI

Le informazioni culturali ed enogastronomiche inserite nelle schede tappe non riguardano soltanto i luoghi effettivamente toccati dal Sentiero Italia, ma anche le aree circostanti, nell’ottica di chi percorre solo una tratta e vuole spendere del tempo nella tappa di arrivo, esplorando quello che il territorio ha da offrire.


SUDDIVISIONE DELLE TAPPE

Il criterio applicato per organizzare le tappe è quello di un escursionista di buona gamba. 

Alcune tappe possono risultare oltremodo faticose e/o lunghe per i meno allenati: nelle schede di pertinenza abbiamo sempre specificato laddove è possibile spezzare le tappe più impegnative. 


RICORDA!

Il Sentiero Italia è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza.

Per la propria sicurezza, è sempre consigliabile andare in montagna in compagnia (e poi "la felicità è tale solo se condivisa", soprattutto lassù); in ogni caso, è bene lasciare sempre detto ai familiari dove saremo, tappa per tappa.

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Trovi i nostri consigli sull’equipaggiamento a questo link.

Trovi un video sull’abbigliamento consigliato a questo link.