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Tappa

183

Norcia > Castelluccio di Norcia

Lunghezza
17.8
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1245
m
-
445
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
54875425
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Lasciamo il centro di Norcia con una tappa di media lunghezza, in buona parte in salita, ma priva di strappi e difficoltà.

La vetta del Monte Patino e, ancora più, la vista sul Pian Grande dal meraviglioso borgo di Castelluccio di Norcia (purtroppo devastato dal terremoto del 2016) sono momenti indelebili.

Note particolari

La salita, pur in assenza di difficoltà, è lunga e il dislivello piuttosto significativo; da non sottovalutare se alle prime armi.

Nonostante la semplicità dei sentieri, la segnaletica è piuttosto scarsa; bene tenere d'occhio la traccia GPS.

Unico punto acqua presso la Fonte Patino, sul finire della salita.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
Culturale
Enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
Culturale
Enogastronomico
PERCORSO

Lasciamo Norcia su strada asfaltata iniziando fin da subito la lunga, lenta salita (1.200 m D+ circa) verso Monte Patino. Dopo un paio di km, prendiamo la carrabile sulla sinistra e superiamo alcune case; quindi, lasciandoci sulla sinistra la deviazione verso Casa Fausti, prendiamo il largo sentiero, perlopiù nel bosco, che va inoltrandosi nella Valle di Patino.

Salvo rari momenti, la pendenza è sempre accettabile e si cammina piacevolmente.

Dopo una decisa inversione di direzione, verso nord, usciamo progressivamente dal bosco e continuiamo fino alla Fonte di Patino, unico punto acqua della tappa. Con un altro cambio di direzione, muovendoci in traverso a salire, raggiungiamo infine la sommità di un pianoro. Se abbiamo gambe e fiato, deviamo verso ovest per raggiungere su facile dorsale (con qualche saliscendi) la cima del Monte Patino (1.883 m), che regala una vista impagabile su Norcia e buona parte dell'Appennino Umbro-Marchigiano: a est troneggia il massiccio del Monte Vettore (2.476 m).

Tornati al pianoro, cominciamo la discesa (300 m D- circa) verso Castelluccio di Norcia; attraversiamo Coste I Valloni e rientriamo in un bosco di giovani betulle; quindi raggiungiamo la strada carrozzabile e davanti a noi si spalanca la vista di Pian Grande, celebre per la fioritura delle lenticchie nel mese di luglio. Prendiamo verso sinistra e poco dopo siamo al piccolo borgo arroccato; molte case non esistono più dopo il sisma del 2016.

COSA SAPERE

Il piccolo paese di Castelluccio, frazione di Norcia, è posto su un colle che si eleva ai bordi dell’altopiano omonimo, tra i più vasti d’Italia. Il borgo, di origini medioevali, è stato quasi totalmente raso al suolo dai terremoti del 2016 (in particolare, è crollata la Chiesa di Santa Maria Assunta, insieme al campanile): la forza dello sciame sismico ha abbassato il suolo nei pressi del borgo di addirittura 70 cm!

Alcune curiosità: pare che fino agli anni Settanta nel borgo non ci fosse l'elettricità e che la piazza fosse usata come stalla per i cavalli che attraversavano l’altopiano. Inoltre, nell’inverno del 2005 la temperatura nel paese, il cui clima è caratterizzato da forti escursioni termiche, è scesa fino a -32°, una delle più basse mai registrate in Italia.


L'altopiano di Castelluccio è costituito dal Pian Grande, dal Pian Piccolo e dal Pian Perduto; si estende su una superficie di 15 kmq ed è il secondo in Italia per grandezza, dopo Campo Imperatore. Il pianoro, situato a circa 1.300 m d'altezza, ha avuto origine circa un milione di anni fa come una grande depressione in cui si venne a formare un lago che  nel tempo si è prosciugato, a causa dei numerosi fenomeni carsici (fosse, inghiottitoi, doline) presenti nella zona.
L'area, dalla grande propensione turistica, è rinomata per la pratica del volo con il deltaplano e il parapendio, grazie alle correnti ascensionali.


COSA VEDERE

Nel periodo tra maggio e luglio si può ammirare la famosa fioritura del Pian Grande (chiamata "Fiorita"), il cui inizio e  durata variano a seconda del clima e soprattutto delle piogge. Ai colori dei fiori delle lenticchie si aggiungono quelli di innumerevoli papaveri, fiordalisi, margherite e altri, creando una gigantesca, magica tavolozza. Migliaia di turisti raggiungono ogni anno i Piani di Castelluccio per assistere allo spettacolo.


Il Bosco Italia, sul Pian Grande nei pressi di Castelluccio, è un enorme bosco di conifere a forma di Italia, appunto. Fu realizzato nel 1961 per la X Festa della Montagna e per festeggiare il primo centenario dell'Unità d'Italia. A volerlo fu l'allora Ministro dell'Agricoltura Mariano Rumor.

COSA MaNGIARE

Il prodotto più rinomato è sicuramente la lenticchia di Castelluccio. Di piccole dimensione e con la buccia sottile, permette la cottura senza bisogno di ammollo. Il prodotto è sotto la tutela Indicazione Geografica Protetta fin dal 1997.

La caratteristica policromia (dal giallo, al verde, al rosso) e il gusto ricco ne fanno un prodotto unico e l’alto valore proteico le ha rese famose come "carne dei poveri". Tradizionalmente vengono servite in umido, cotte insieme a sedano, carota, cipolla e pomodoro.


DOVE DORMIRE

Agriturismo La valle delle Aquile, a Castelluccio di Norcia. Tel. 339 258 6218


Subito dopo l'Agriturismo La valle delle Aquile troviamo sulla sinistra una strada carrozzabile che conduce, in circa 2 km, a un'area di campeggio libero in Valle Canatra; è presente una sorgente d'acqua.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Spoleto.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“La vista di Castelluccio ci intristisce il cuore; di quel magico borgo antico è rimasto ben poco dopo il terremoto”

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