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Tappa

189

Padula > Campotosto

Lunghezza
20.8
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1618
m
-
1176
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
54945736
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di buona lunghezza e notevoli dislivelli (in salita e in discesa), di avvicinamento al Gran Sasso. Le cartolina del giorno sono gli scorci del Corno Grande dal Piano di San Pietro e la vista del grande Lago di Campotosto (il secondo bacino artificiale più grande d'Europa!) dalla Sella della Laghetta.

Note particolari

La tappa presenta dislivelli importanti e terreni non sempre facili: da non sottovalutare.

Diversi tratti della traccia sono ricoperti da vegetazione invasiva (felci, erba alta), specie nella salita al Passo Forchetta e in quella a Sella della Laghetta.

La discesa da Piano San Pietro alla strada per Cesacastina è molto ripida e complicata per via di alcune rocce da superare; la traccia è per di più quasi inesistente e la segnaletica assente (bene monitorare costantemente la traccia GPS).

Unico punto d'acqua a Cesacastina.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Culturale
Paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
Culturale
Paesaggistico
PERCORSO

Lasciamo Padula diretti ripercorrendo il sentiero del giorno precedente fino alla strada asfaltata, che seguiamo fino alla frazione di Macchiatornella; quindi prendiamo il sentiero sulla sinistra per risalire (300 m D+ circa) fino al Passo Forchetta; dopo un tratto aperto e panoramico, entriamo nel bosco e, superando un tratto di vegetazione invasiva, giungiamo al Passo Forchetta (1.329 m).

Percorriamo la dorsale del Colle della Palomba in dolce saliscendi su una larga carrareccia, fino a piegare a gomito per procedere in direzione sud-est, verso la piana di San Pietro. Splendido il panorama verso sud, sul massiccio del Gran Sasso. Lasciamo la carrozzabile e prendiamo la traccia nell'erba (non segnata: bene monitorare il GPS) sulla destra, fino a raggiungere il Colle del Pizzo (1.332 m); iniziamo perciò la discesa (400 m D- circa) verso la strada che conduce a Cesacastina. Il sentiero, pur largo, è molto ripido e va man mano perdendosi nell'erba alta, dobbiamo prestare attenzione alla direzione e, in prossimità di alcuni salti rocciosi, indovinare i passaggi più agevoli.

Infine giungiamo sulla strada asfaltata e risaliamo (150 m D+ circa) al borgo di Cesacastina, punto di partenza per la celebre cascata di Cento Fonti. Dopo una pausa (qui l'unico punto acqua della tappa), riprendiamo il cammino continuando sulla strada asfaltata per poche centinaia di metri; quindi prendiamo il sentiero sulla destra e attacchiamo la lunga salita (800 m D+ circa) verso la Sella della Laghetta. La prima parte del percorso avviene su una strada carrozzabile, larga e in pendenza costante; quindi, giunti in un piccolo pianoro erboso, la traccia si muove tra l'erba e dobbiamo aguzzare la vista per individuare i segnavia posti su alcuni pali di legno. Appena prima del valico troviamo la sorgente Pane e Cacio (così chiamata per via dei pastori che qui si fermavano a mangiare un boccone).

Dalla Sella della Laghetta il panorama si apre sul bellissimo e vasto Lago di Campotosto. Iniziamo la discesa (600 m D- circa) su sentiero ben segnato a mezzacosta, ora su lastroni di pietra ora su erba; dopo un paio di chilometri si passa su larga carrareccia e si procede in falsopiano fino a raggiungere la strada asfaltata che, salendo appena, ci porta al borgo di Campotosto, devastato dal terremoto.


COSA SAPERE

Il centro abitato di Campotosto è stato colpito dal sisma del 2009 (con epicentro a L’Aquila) e da quello del 2016 (Amatrice); tuttavia è stato il terremoto del gennaio 2017 (noto per la tragedia di Rigopiano) a causare i maggiori danni alle abitazioni. In quel tragico momento era in corso una nevicata straordinaria, che ha reso ancora più drammatica la situazione e complicati i soccorsi.


Il Lago di Campotosto è un bacino artificiale di ben 14 kmq, uno tra i più grandi laghi artificiali d'Europa. Venne costruito durante il periodo fascista, ma l'invaso avvenne soltanto nel dopoguerra. La diga, gestita dall'ENEL, produce ben 700 megawatt.

L'agricoltura della provincia di Teramo è alimentata dall'acqua del Lago di Campotosto.

COSA VEDERE

Tra le casette costruite nel centro distrutto di Campotosto è possibile visitare il laboratorio La fonte della tessitura di Assunta Perilli, che utilizza le antiche tecniche di cardatura, colorazione e lavorazione della lana. La tessitura nel passato era una pratica del periodo invernale: intorno al telaio, che spesso si trovava in cucina, si organizzava la vita familiare; sulle panche del telaio si consumavano i pasti.


Le cascate Cento Fonti, all’interno del comune di Cesacastina, sono tra le più belle d'Abruzzo.

Come in tutto il territorio dei Monti della Laga, la roccia arenaria forma uno strato impermeabile e le cascate precipitano fragorose per centinaia e centinaia di metri. Tanta bellezza richiede però una bella camminata (di circa 2 ore) dal centro di Cesacastina.

Per maggiori info sulle cascate e sul percorso, si veda il seguente LINK.

COSA MaNGIARE

La specialità del luogo è sicuramente la mortadella di Campotosto, un salume conosciuto anche come cojoni di mulo. In mezzo alla carne di suino,  macinata finemente (una volta veniva pestata con il mortaio), viene messo un blocchetto di lardo per ritardare la stagionatura.

Tradizionalmente la mortadella viene consumata nel periodo di Pasqua, dopo tre/quattro mesi di stagionatura; il prodotto è oggi un presidio Slow Food e in paese è possibile visitare il laboratorio di Nonna 'Ina, dove Ugo Paolini continua la produzione tradizionale della Mortadella.


All'Osteria del Pescatore si può assaggiare il coregone, un pesce introdotto nel lago negli anni '70. Oggi la sua presenza è salvaguardata dagli allevamenti perché l'introduzione di specie molto voraci, come lucci e carpe, ha messo in pericolo la sua sopravvivenza.

Ottimo cucinato alla griglia, il coregone viene preparato anche marinato ed è buono sia come antipasto sia come secondo.


DOVE DORMIRE

Casa della Comunità, a Campotosto. E' una struttura dell'Associazione Nazionale degli Alpini in cui è possibile pernottare; necessari il materassino e il sacco a pelo. Tel. 0862 900142; 329 667 5558


Pensione Serena, a Campotosto. Tel. 0862 900213


Locanda Mausonium, a Campotosto. Tel. 0862 909132

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Teramo con cambio a Cortino.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Dal passo Cacio & Pepe le nuvole si diradano liberando la vista sull’immenso Lago di Campotosto”

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