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Tappa

19

Rifugio Fabiani > Timau

Lunghezza
14.1
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
574
m
-
1307
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50193762
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa relativamente breve e di medio dislivello.

Il percorso è impreziosito dal lungo e panoramico traverso dalla Sella di Creta Rossa alla Sella Cercevesa, da cui ammiriamo il Monte Coglians (2.780 m, la cima più alta del Friuli - Venezia Giulia), e dalla gigantesca cava di marmo carnico.

Nella lunga discesa verso Cleulis assistiamo per la prima volta ai tremendi effetti dell'uragano Vaia sulle foreste.

Note particolari

La discesa dalla Casera Pramosio a Timau è una variante al Sentiero Italia (che rimane alto e passa per la Casera Pal Grande di Sopra), preferita per visitare il bel borgo di Timau.

Nella discesa da Casera Pramosio a Cleulis, diversi tratti di sentiero sono inagibili a causa degli alberi sradicati da Vaia, prestare molta cautela.

Punti acqua assenti fino a Cleulis: fare buona scorta al Fabiani.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
enogastronomico
PERCORSO

Partiamo subito in salita (350 m D+ circa), verso la Sella di Creta Rossa; da lì, praticamente in traverso, attraversiamo il versante meridionale del Cuestalta (con bella vista sul Canin), per poi perdere un po’ di quota verso i ruderi di Casera Cercevesa, dove una breve salita ci conduce all’omonima sella, molto panoramica: avvistiamo il Monte Coglians (2.780 m), la cima più alta del Friuli Venezia Giulia.

Dalla sella scendiamo (300 m D- circa) facilmente; oltrepassiamo i resti di una caserma militare abbandonata e giungiamo al Rifugio Casera Pramosio, ottimo per una sosta.

Attacchiamo la seconda parte di discesa, (700 m D- circa) su comoda carrozzabile, utilizzata dai camion della grande cava di marmo carnico, poco distante. Un sentiero taglia la carrozzabile; perdendo quota, ci appaiono all’improvviso gli effetti dell’uragano Vaia, che ha distrutto vaste porzioni di bosco. Dobbiamo prestare attenzione ai nostri passi.

Giunti nel fondovalle, attraversiamo l’abitato di Cleulis e, su largo sentiero, costeggiamo il torrente But, giungendo così a Timau, frazione di Paluzza, nel cuore della Carnia.

COSA SAPERE

Timau è un’isola linguistica tedesca, dove si parla il tischlbongarisch. Questo speciale dialetto, di origine germanica, è arrivato assieme ai primi colonizzatori carinziani (la Carinzia è la zona austriaca popolata in antichità dai Carni, un popolo celtico che si insediò in queste zone dal V secolo d.c., lasciando un vasto patrimonio archeologico e culturale).

Timau è da sempre un paese di migrazioni: nel XIV secolo arrivarono in molti dalle pianure della Mitteleuropa, in particolare dall’attuale Ungheria, per trovare lavoro nelle miniere di rame.


COSA VEDERE

All’interno della Chiesa del Cristo Re di Timau possiamo ammirare un enorme crocifisso alto... ben 13 metri!

Secondo una leggenda, la chiesa fu costruita con i soldi dei Cosacchi che invasero la Carnia durante la II Guerra Mondiale. In realtà, i soldi arrivarono dai furti compiuti in Italia dal generale nazista Otto Gustav von Wächter che, finita la guerra, si diede alla fuga (era accusato di crimini di guerra) per ricevere infine asilo in Vaticano, dove morì poco dopo.

COSA MaNGIARE

La Carnia è celebre per i suoi ottimi formaggi. Tra i più gustosi e celebri, troviamo l'alto but, prodotto nella vicina Sutrio, dall’aroma pieno, grazie alla flora dei pascoli locali; se ben stagionato, può essere anche grattuggiato. 


La Festa della Capra a Timau si svolge nel mese di maggio e mira a valorizzare la solida tradizione dell’allevamento caprino della Carnia.

Insieme all’ottimo capretto al forno, ogni anno si possono degustare i formaggi caprini (tra cui l’ottimo zoncolan, che prende il nome da una cima delle Alpi Carniche).

Sono invitati a partecipare tutti gli allevatori della zona per presentare le nuove sperimentazioni di un formaggio troppo poco valorizzato.


DOVE DORMIRE

Casa della Gioventù, della parrocchia di Timau (occorre avere materassino e sacco a pelo). Tel. 333 160 3806

Albergo Da Otto, a Timau. Tel. 0433 779358

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Cogliat.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Paularo, partendo dalla cittadina di Gemona con cambio a Tolmezzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"All'ombra dell'imperiosa Creta di Timau si raccoglie il piccolo paesino, fiero delle sue antiche tradizioni e della sua lingua unica”

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