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Tappa

125

Rifugio Fauniera - Sambuco

Lunghezza
12.7
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
310
m
-
1433
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50386943
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Renata Larghi.


Tappa abbastanza breve lungo la Grande Traversata delle Alpi, quasi tutta in discesa.

I panorami sono spaziali, soprattutto se si prende la piccola deviazione che porta alla Cima di Test, che offre un’incredibile vista a 360°, specie sull’affilata Rocca la Meja (2.833 m), autentica perla della Val Maira. Molto suggestiva anche la percorrenza del Vallone della Madonna.

Note particolari

La deviazione alla Cima di Test è molto suggestiva, ma richiede esperienza e passo fermo, dati i numerosi passaggi esposti lungo la cresta rocciosa che porta alla vetta. Da evitare categoricamente se inesperti e se si soffre di vertigini.

MTB: seguire la GTA senza effettuare la deviazione che dal Colle Fauniera porta alla Cima di Test (il tratto è attrezzato e infattibile anche con la bici in spalla).

Unico punto d’acqua al Rifugio Don Martini (incustodito).

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Risaliamo (200 m D+ circa) il sentiero della GTA verso il vicino Colle Fauniera (2.480 m). Da lì, la GTA prosegue su strada fino al Colle Valcavera; tuttavia, se la giornata è bella, i più esperti possono deviare alla vicina Cima di Test, cui giungiamo prendendo la traccia che dal colle sale (150 m D+ circa) verso ovest, sulla cresta rocciosa, in un paesaggio carsico. Il percorso presenta, all’inizio, un breve tratto attrezzato; a tratti è molto esposto.

La Cima di Test (2.620 m), ci regala una vista meravigliosa, a 360°; a nord scorgiamo il solito Monviso, a sud apprezziamo l’intera catena delle Alpi Marittime, a ovest, svetta l’incombente Becco Grande (2.775 m), oltre il quale spunta la pinna di squalo rocciosa di Rocca la Meja (2.833 m), autentico gioiello della Val Maira. Il manto erboso del pianoro sommitale è tempestato di preziose stelle alpine, che facciamo attenzione a non calpestare.

Da qui in poi è tutta discesa (1.450 m D- circa). Prendiamo il sentiero che scende ripido verso ovest, in direzione del Colle del Mulo; alla sella precedente, viriamo verso sinistra e andiamo a prendere la carrozzabile verso il Colle Valcavera, poco prima del quale ci ricongiungiamo alla GTA. Perdiamo facilmente quota e ci addentriamo nella Val Chiaffrea, su comoda carrozzabile; in questo tratto è facile avvistare stambecchi e camosci. Passiamo il Rifugio Don Martini (incustodito, serve chiedere le chiavi) e viriamo verso sud, inoltrandoci nel Vallone degli Spagnoli.

Giunti in località Gias Mure, torniamo su sentiero e discendiamo il bellissimo Vallone della Madonna, ammirando il sottostante canyon scavato dal torrente, sormontato dal grande Monte Bersaio (2.385 m). Il sentiero, qui ben ripido, è a tratti sdrucciolevole e occorre prestare attenzione. Infine la pendenza diminuisce e andiamo a costeggiare il torrente, giungendo in breve nel bel borgo di Sambuco.


COSA SAPERE

Il toponimo del comune Sambuco pare sia dovuto alla pianta omonima, che in questi territori è particolarmente diffusa; un'altra ipotesi sostiene che potrebbe trarre le sue origini dalla sambuca, un’arpa di forma triangolare di origine greca, usata nell’antichità dai pastori.

COSA VEDERE

In Val Stura, qualche chilometro a nord di Sambuco, sorge la frazione di Pontebernardo, del comune di Pietraporzio. L’abitato è sovrastato dal costone montuoso che forma la paurosa Gola delle Barricate, formata da alte pareti verticali di roccia calcarea, che cadono a picco sulla strada.

Nel paesino è possibile visitare l'Ecomuseo della Pastorizia, nato dal progetto di recupero della razza ovina sambucana e dalla riscoperta della cultura pastorale in Valle Stura. La struttura, oltre che il museo, ospita un piccolo caseificio aperto al pubblico e un punto di vendita dei manufatti in lana di pecora sambucana.

Per maggiori info, orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


Nel Vallone del Piz, soprastante Pietraporzio, si trova un larice monumentale: alto oltre 23 m, misure ben 6,6 m di circonferenza del fusto. Si stima che l'albero possa vantare un'età di almeno 650 anni, che ne fanno il più vetusto del Piemonte.

COSA MaNGIARE

La Sambucana, una pecora locale d’alta quota, preziosa per la lana, è rinomata soprattutto per la carne compatta, saporita, poco grassa e soprattutto biologica, essendo gli animali allevati secondo l’antico ritmo delle stagioni: passano l’inverno nelle stalle, a cibarsi di fieno locale, mentre in estate sono condotti negli alpeggi ricchi di erbe aromatiche e di acqua pura.

Particolarmente buono è l’Agnello Sambucano (Presidio Slow Food).

DOVE DORMIRE

Albergo della Pace (posto tappa GTA), a Sambuco. Tel. 0171 96628

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Pradleves, partendo dalla città di Cuneo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Al Colle Fauniera una bella statua ricorda uno dei più grandi ciclisti di sempre, il Pirata Marco Pantani”

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