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Tappa

126

Sambuco - Santuario di Sant'Anna di Vinadio

Lunghezza
18.8
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
2176
m
-
1330
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50386959
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di avvicinamento alle Alpi Marittime. Di media lunghezza, ha però due lunghe salite da non sottovalutare, alla spalla del Monte Vaccia e al Passo Bravaria.

La tappa offre momenti e paesaggi memorabili (come le caserme militari sul Monte Vaccia), ma il Santuario di Sant’Anna di Vinadio è il protagonista indiscusso della giornata.

Note particolari

La deviazione alla Cima di Test è molto suggestiva, ma richiede esperienza e passo fermo, dati i numerosi passaggi esposti lungo la cresta rocciosa che porta alla vetta. Da evitare categoricamente se inesperti e se si soffre di vertigini.

MTB: seguire la GTA senza effettuare la deviazione che dal Colle Fauniera porta alla Cima di Test (il tratto è attrezzato e infattibile anche con la bici in spalla).

Unico punto d’acqua al Rifugio Don Martini (incustodito).

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
culturale
RAGGIUNGIBILITà
culturale
PERCORSO

Lasciamo Sambuco alle prime luci, su strada in discesa, raggiungendo il fondovalle.  Attraversato il torrente Stura di Demonte, prendiamo il sentiero della GTA attacchiamo la prima salita (1000+) del giorno, molto regolare, nel bosco. La tratta ci regala alcuni scorci sugli spettacolari camini della parete sud del Monte Bersaio (2.385 m ). Il sentiero non è ripido, ma lungo e stancante.

A quota 1.800 m ca. attraversiamo un piccolo pianoro che ci lascia riprendere fiato; quindi, il sentiero riparte abbastanza ripido per l'ultimo strappo; infine si addolcisce e dopo un piccolo, piacevole traverso (durante il quale usciamo dal bosco) giungiamo alla bellissima piana (2.243 m), sotto la cima del Monte Vaccia. E' un posto incredibile, per il panorama e per l’affascinante presenza di due ex caserme militari diroccate.

Riprendiamo il cammino e affrontiamo la discesa (950 m D- circa), inizialmente decisa ma mai impegnativa; superata la frazione Luca, una comoda carrozzabile ci porta a Bagni di Vinadio. Il paesaggio cambia in fretta, le Alpi Marittime sono ormai vicine.

Dopo il piccolo paese (dove i più stanchi possono spezzare la tappa), riprendiamo la marcia sulla GTA: superiamo il Rio Strepeis e ci portiamo sul versante meridionale del vallone, da cui prendiamo la strada carrozzabile, che dopo aver costeggiato il torrente, in piano, entra nel Vallone Insciauda. Inizia così la seconda salita del giorno (1.000 m D+ circa): la prima parte è molto facile, su carrozzabile in pendenza regolare; superati i 1.800 m, passiamo su facile sentiero. L'ultimo tratto di salita, fuori dagli alberi, è davvero godibile, tra il ruscello e le pietraie.

Con un ultimo strappo siamo a Passo Bravaria (2.319 m), che si affaccia sul vallone di Sant'Anna, lasciando intravedere il Santuario omonimo. Da lì parte un lungo sentiero a mezzacosta, che scende (300 m D- circa) fino alla nostra meta. Il tratto è più faticoso di quanto ci si possa aspettare e alterna segmenti più ripidi su pietraia a parti pianeggianti (nulla di difficile, comunque).


COSA SAPERE

Il toponimo del comune Sambuco pare sia dovuto alla pianta omonima, che in questi territori è particolarmente diffusa; un'altra ipotesi sostiene che potrebbe trarre le sue origini dalla sambuca, un’arpa di forma triangolare di origine greca, usata nell’antichità dai pastori.

COSA VEDERE

In Val Stura, qualche chilometro a nord di Sambuco, sorge la frazione di Pontebernardo, del comune di Pietraporzio. L’abitato è sovrastato dal costone montuoso che forma la paurosa Gola delle Barricate, formata da alte pareti verticali di roccia calcarea, che cadono a picco sulla strada.

Nel paesino è possibile visitare l'Ecomuseo della Pastorizia, nato dal progetto di recupero della razza ovina sambucana e dalla riscoperta della cultura pastorale in Valle Stura. La struttura, oltre che il museo, ospita un piccolo caseificio aperto al pubblico e un punto di vendita dei manufatti in lana di pecora sambucana.

Per maggiori info, orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


Nel Vallone del Piz, soprastante Pietraporzio, si trova un larice monumentale: alto oltre 23 m, misure ben 6,6 m di circonferenza del fusto. Si stima che l'albero possa vantare un'età di almeno 650 anni, che ne fanno il più vetusto del Piemonte.

COSA MaNGIARE

La Sambucana, una pecora locale d’alta quota, preziosa per la lana, è rinomata soprattutto per la carne compatta, saporita, poco grassa e soprattutto biologica, essendo gli animali allevati secondo l’antico ritmo delle stagioni: passano l’inverno nelle stalle, a cibarsi di fieno locale, mentre in estate sono condotti negli alpeggi ricchi di erbe aromatiche e di acqua pura.

Particolarmente buono è l’Agnello Sambucano (Presidio Slow Food).

DOVE DORMIRE

Albergo della Pace (posto tappa GTA), a Sambuco. Tel. 0171 96628

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Cuneo con cambio a Vinadio.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Dal santuario ammiriamo una stellata strepitosa: dalla pianura non giunge nemmeno un filo di luce”

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