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Tappa

21

Rifugio Marinelli > Rifugio Calvi

Lunghezza
21,3
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1763
m
-
1721
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto lunga e con due salite importanti (al Passo di Volaia e al Passo Sesis), priva di difficoltà tecniche, lungo la Traversata Carnica.

Tutte le fatiche sono ripagate dai paesaggi: il bellissimo Lago di Volaia, ai piedi della parete occidentale del Coglians; e lo scenario che avvolge il Rifugio Calvi, dal Monte Peralba al Chiadenis.

Note particolari

La tappa è davvero lunga e adatta ai ben allenati: bene partire di buon ora. E’ possibile spezzare il tragitto presso il Lago di Volaia (sono presenti due rifugi, uno italiano e l’altro austriaco).

Per accorciare la tratta, è possibile tagliare per il sentiero attrezzato Spinotti che, rimanendo in quota, traversa dal Marinelli al Lambertenghi: presenta alcuni tratti esposti e attrezzati con catene e scalette.


Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il Rifugio Marinelli e dalla Forcella di Moraret prendiamo il sentiero che scende (700 m D- circa) verso Plan di Val di Bos, tagliando i tornanti della strada forestale fino al Rifugio Tolazzi. Dopo un breve tratto di forestale, riprendiamo il sentiero e cominciamo la salita (550 m D+ circa) su buon tracciato, che sale deciso ma regolare al cospetto della parete meridionale del Coglians. Infine, passato il Rifugio Lambertenghi (da cui prendiamo a camminare sulla Traversata Carnica), oltrepassiamo il Passo di Volaia (1.970 m) e ci addentriamo in territorio austriaco fino a calcare la sponda ovest del lago omonimo, bellissimo e dominato dalla mole del Coglians (2.780 m). Dopo uno spuntino con vista da cartolina (al rifugio Wolayerseehütte fanno uno strudel notevole), prendiamo a scendere (300 m D- circa) su comoda forestale (tagliando quando possibile su sentierino) fino a giungere in bucolico pianoro, popolato di placide mucche. Attraversato il pianoro verso ovest, torniamo su sentiero e, seguito di un divertente tratto in traverso, riprendiamo a salire (300 m D+ circa) tra ripidi pratoni verso il Passo Giramondo (2.005 m), da cui rientriamo in territorio italiano.

Giunti in cima, il sentiero si fa in dolce saliscendi e possiamo riprendere fiato. Attraversiamo alcune pietraie dal colore rosso accese e ai nostri piedi compare il bel Lago Bordaglia. Dalla Sella Sissanis, prendiamo a scendere (400 m D- circa) facilmente verso la Val Fleons.

Superata la Casera Fleons di sotto, passiamo su una vecchia e larga mulattiera e attacchiamo l’ultima salita, la più impegnativa della giornata (800 m D+ circa). La pendenza ha alcune impennate ma nel complesso l’ascesa, pur stancante (abbiamo già tanti chilometri nelle gambe), si sviluppa su ottimo tracciato. Dal paesaggio boschivo ed erboso passiamo via via a quello dolomitico e ci portiamo alle pendici orientali del Monte Peralba (2.694 m); con uno strappo siamo al Passo Sesis (2.367 m) e da lì in poco tempo raggiungiamo il bel Rifugio Calvi, protetto dalle guglie del Pic Chiadenis (2.459 m) tra cui ci colpisce l’aguzzo Dente del Pescecane.

COSA SAPERE

Il 20 luglio 1988 la signora Anna e il marito Giulio Galler, gestori del Rifugio Calvi, ebbero una visita improvvisa a dir poco speciale: quella di Papa Giovanni Paolo II, grande appassionato di montagna, che aveva appena compiuto l’ascensione al Peralba lungo la via normale (da allora rinominata “il sentiero del Papa”).
Giovanni Paolo II entrò al rifugio e vi si riposò in compagnia degli stupefatti gestori e della figlioletta Heidi. L’evento straordinario impattò non poco sulla vita del rifugio: orde di giornalisti vennero per settimane a intervistare i testimoni e il gestore dovette prelevare dalla cima il libro di vetta con la firma del papa, prima che i malintenzionati lo rubassero. Ad oggi è possibile ammirare il libro autografato all’interno del rifugio.


COSA VEDERE

Sul versante meridionale del Monte Avanza si sviluppano numerose gallerie di origine medievale: si possono ancora notare i segni dello scavo manuale. Documenti ne testimoniano lo sfruttamento fin dal 778 d.C..

La zona di Forni Avoltri si è sviluppata proprio intorno allo sfruttamento delle miniere, in particolare quelle di rame e ferro. Numerosi sono i raccoglitori di pietre che vanno alla ricerca di preziosi minerali nei dintorni delle gallerie.


COSA MaNGIARE

Il gepitchta krapfen è un tipico tortello sappadino, fatto con pasta di patate pizzicata e farcito con mocetta di camoscio: delizioso, si scioglie in bocca.

DOVE DORMIRE

Rifugio Lambertenghi, appena prima del Passo di Volaia. Tel. 0433 786074


Wolayerseehütte, sulle rive del Lago di Volaia. Tel. +43 720 346 141


Rifugio Calvi, poco sotto Passo Sesis. Tel. 0345 77047


Rifugio Sorgenti del Piave. Tel. 334 779 9175 Rifugio Piani del Cristo. Tel. 333 368 7599

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Collina, partendo dalla cittadina di Tolmezzo con cambio a Forni Avoltri.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Dalla superficie del Lago di Volaia si levano nuvole di umidità che danzano sul dorso del Coglians, la cima più alta del Friuli Venezia-Giulia”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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