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Tappa

37

Rifugio Oltradige > Fondo

Lunghezza
17.6
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
248
m
-
1034
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50385291
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza, molto facile e piacevole, perlopiù in dolce discesa tra boschi e larghi pratoni. Di riposo.

Entriamo nella celebre Val di Non: molto suggestivi i borghi di Malesco e Fondo, dove è assolutamente consigliata la visita del bel Canyon Rio Sass.

Note particolari
Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
enogastronomico
PERCORSO

Ripercorriamo il tratto in leggera salita verso la Malga di Romeno, quindi, su larga carrozzabile nel bosco, procediamo in piano, incontrando il Rifugio Mezzavia e, qualche chilometro dopo, il Rifugio Genzianella. In discesa, arriviamo al Passo di Mendola, nei pressi dell’omonimo abitato, pieno di strutture e solitamente affollato.

Continuiamo sulla strada che prosegue verso nord, in salita; dopo un paio di tornanti, riprendiamo il sentiero che, in breve saliscendi, ci riporta su una bellissima carrozzabile, tra prati fioriti e fitti boschi: siamo in Val di Non. Incontriamo sulla via il bel Bivacco Baita Larsetti, con una fontana a disposizione dei camminatori.

Quindi svoltiamo nuovamente sul sentiero in direzione dei pini secolari; tagliando su un piccolo sentiero, non facilissimo da individuare, perdiamo quota nel bosco, per arrivare alla sottostante strada asfaltata, all’altezza della cappella di Sant’Antonio. Prendiamo la strada verso sinistra e, dopo un centinaio di metri, riprendiamo il sentiero che, in dolce discesa (200 m), ci porta all’abitato di Malesco, con le sue case affrescate; ancora un tratto su strada e giungiamo al bel paese di Fondo.

COSA SAPERE

Nella Val di Non si parla il dialetto noneso, una variante del ladino dolomitico; negli ultimi anni si è fatta richiesta di riconoscimento del noneso come lingua ufficiale, al fine di tutelarlo e insegnarlo nelle scuole e inserirlo nella toponomastica.


Uno degli alberi più rappresentativi della valle è il bagolaro, chiamato anche “spaccasassi” e noto per il suo legno, particolarmente duro ma flessibile: le sue caratteristiche lo rendevano perfetto per la produzione dei manici da frusta: il paese di Taio ospitava un’industria che esportava i manufatti in tutta Europa, molto florida fino agli anni Trenta.

COSA VEDERE

Il Canyon Rio Sass, che divide a metà il paese di Fondo, è un enorme orrido lungo 300 metri e profondo 60.

Dal 2001, grazie all'installazione di scale e passerelle, è possibile percorrerlo con una comoda passeggiata a strapiombo sulle cascate e le pozze del Rio Sass.

L’orologio ad acqua di Fondo, nella piazza principale, è una macchina complessa e affascinante, costituita da due meccanismi distinti e collegati, fatti funzionare dall’acqua: il primo (idrocronometro) misura il tempo; il secondo meccanismo (idrosuoneria) fa funzionare le suonerie. L'unico inconveniente è... il gelo invernale!

COSA MaNGIARE

Salume tipico della Val di Non, la mortandela (non mortadella) ha la forma di una palla schiacciata ed è formata da varie parti del maiale macinate (una volta veniva usato il mortaio, da cui prende il nome). 

Le dosi delle spezie variano seguendo le diverse tradizioni familiari; la “mortandela affumicata della Val di Non” è un Presidio Slow Food.

DOVE DORMIRE

A Passo di Mendola e Fondo sono presenti molte strutture ricettive.

Casa Pioncla, a Malosco. Tel. 347 603 6603

Casa Patrizia, a Malosco. Tel. 335 571 2999

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Amblar.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Cavareno, partendo dalla città di Trento con cambio a Cles.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"Lo spettacolo del piccolo Canyon Rio Sass ci rapisce e puntualmente ci dimentichiamo di prestare attenzione ai gradini scivolosi, con esiti comici"

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