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Tappa

253

Rifugio San Michele > Colli Fontanelle

Lunghezza
15.2
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
775
m
-
1645
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
65528515
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa di media lunghezza e prevalentemente in discesa, che regala scorci spettacolari sulla Costiera Amalfitana, da Positano fino alle isole Li Galli, dove Ulisse fu ammaliato dalle sirene.

Note particolari

Tappa da evitare nei mesi centrali estivi.

Diversi tratti del sentiero, dalla cima di Monte Comune in poi, sono invasi dalla vegetazione e la segnaletica è piuttosto discontinua: bene monitorare la traccia GPS.

Unico punto acqua a Santa Maria di Castello: portarne buona scorta.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
PERCORSO

Dal rifugio San Michele torniamo al Passo delle Scorchie, da dove siamo venuti nella tappa precedente, e da lì prendiamo l'agile sentiero nel bosco che, superando la sorgente dell'Acqua Santa (ottima!) va risalendo (200 m D+ ca.) verso la spalla occidentale del Monte Molare (1.444 m), di cui volendo è possibile salire la cima con una deviazione di circa 15 minuti (all'alba è uno spettacolo!). Dal crinale, oltrepassando un bellissimo buco naturale nella roccia, proseguiamo in saliscendi verso la Croce della Conocchia (1.387 m); dunque attacchiamo la lunga discesa (700 m D- ca.) per gradoni di roccia, attorniati da pareti sensazionali e un panorama a dir poco fantastico. Giunti poco sopra una caserma della Forestale, prendiamo verso destra e procediamo su largo sentiero in falsopiano, fino a entrare nella frazione di Santa Maria del Castello (dove troviamo una fontanella, in direzione del santuario).

Abbandonato il piccolo centro, ritorniamo su sentiero e poco dopo attacchiamo la salita (200 m D+ ca.) verso il Monte Comune; la pendenza va man mano aumentando, ma ci distraiamo con i bellissimi scorci su Positano. In cima (877 m) ci aspetta l'insolita visione di un pascolo per mucche, con tanto di balle di fieno, davvero inaspettato. Sotto di noi, nel mare, avvistiamo le isole Li Galli, dove Ulisse (legato all'albero maestro) udì il canto delle sirene.

Iniziamo perciò una nuova discesa (300 m D- ca.) e in questo tratto le condizioni del sentiero si fanno più complicate per via della vegetazione invasiva (rovi e felci in particolare); giunti in una larga sella, proseguiamo sul ciglione della scogliera affrontando una breve ma intensa salita (100 m D+ ca.) verso la spalla meridionale del Monte Vico Alvano. Da lì è una comoda discesa su sentiero verso Colli San Pietro, che raggiungiamo passando all'interno del parco di un albergo; giunti sulla strada principale, seguiamo la statale per circa 1 km, quindi ce ne stacchiamo e prendiamo una stradina secondaria; con un ultimo saliscendi, raggiungiamo la frazione di Colli di Fontanelle.


COSA SAPERE

Davanti al promontorio di Colli di Fontanelle, da cui la frazione di Sant'Agnello prende il nome, si stagliano nel mare le isole Li Galli. L'arcipelago è composto da tre isolotti: Gallo Lungo, La rotonda e Briganti.

Queste isole sono state identificate come il luogo in cui Ulisse incontrò le sirene. Il famoso episodio dell'Odissea, che costrinse l'eroe omerico a legarsi all'albero della nave per poter udire il soave suono delle voci delle sirene, è qui collocato perché questo è un tratto di navigazione difficile in cui le correnti spingono le imbarcazioni verso gli scogli sui quali molte navi sono affondate. Il nome “Li Galli” deriverebbe proprio dal mito greco che vedeva le sirene non come nell'odierno immaginario comune metà donna e metà pesce, bensì come metà donna e metà uccello. Studi recenti hanno ipotizzato che il mito sia stato ispirato dal richiamo notturno delle berte, uccelli marini che vengono a nidificare sulle scogliere.

Abitato fin dal periodo romano, fu soltanto nel corso del Novecento che il piccolo arcipelago divenne una meta conosciuta e famosa e numerosi sono stati i personaggi illustri che hanno soggiornato qui, su tutti il ballerino russo Rudolf Nureyev. Nell’arcipelago è stata costruita una villa da Le Corbusier.


COSA VEDERE

All’inizio della tappa è d'obbligo una deviazione sul Monte Molare, una delle tre cime del Sant'Angelo ai Tre Pizzi che, con i suoi 1.444 m, è il monte più alto della catena.

Oltre alla vista spettacolare, si possono notare i resti del primo nucleo realizzato in onore dell'arcangelo Michele.


A Colli di Fontanelli è presente la chiesa della Natività di Maria Vergine, magnifico esempio di stile barocco, recentemente ristrutturata.


Nel comune di Sant'Agnello, verso il golfo di Napoli, c’è il golfo del Pecoriello: piccola baia di straordinaria bellezza. Se oggi è una meta turistica per visitatori da tutto il mondo un tempo era il locus amoenus di un pastore e del suo gregge - da cui il nome.

COSA MaNGIARE

La cucina sorrentina è contraddistinta dal gusto agrodolce, in molte ricette la frutta ha un posto di rilievo, ma la più emblematica è quella delle melanzane con il cioccolato.

La mulignana c’a’ ciucculata, questo è il nome locale, viene fritta e poi ricoperta da una miscela di zucchero e cacao in polvere. A parte si prepara la salsa di cioccolato con il liquore Concerto, usata per nappare le melanzane fritte; il tutto viene ricoperto da frutta secca e canditi. Il piatto è tipico del periodo estivo, in particolare del giorno di Ferragosto.

DOVE DORMIRE

Agriturismo Piccolo Paradiso, a Colle di Fontanelle. Tel. 081 808 3869

B&B Villa Irma, a Colle di Fontanelle. Tel. 081 807 2842

B&B Villa Costanza, a Colle di Fontanelle. Tel. 333 270 4455

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Pimonte, partendo dalla città di Napoli.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Un migliaio di metri più in basso di noi, sono distese brulicanti di lidi balneari e centinaia di yacht si accalcano intorno alle calette della Costiera Amalfitana”

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