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Tappa

63

Rifugio Ventina - Rifugio Bosio-Galli

Lunghezza
11.2
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1165
m
-
1047
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50601676
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa che, pur corta sulla carta, è segnata dalle impegnativo Passo Ventina: la salita è davvero tosta, così come la discesa.

Il paesaggio è splendido e spazia dalle pareti del Disgrazia all’ambiente lunare che ospita i Laghetti di Sassersa, per finire quindi nella bucolica Valle Airale.

Note particolari

La salita e la discesa al/dal Passo Ventina sono tutt’altro che banali, a causa della ripidità e del fondo insidioso: da affrontare con cautela ed evitare in caso di rischio temporali (le rocce hanno un’ alta percentuale ferrosa e c’è il forte pericolo dei fulmini).

Unico punto acqua all'Alpe Giumellino.

Punto di partenza della tappa NON raggiungibile in macchina; si può tuttavia arrivare al Pian del Lupo (a meno di un’ora a piedi dal Rifugio Ventina).

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Dopo un breve tratto in piano verso la testa del vallone, il sentiero inizia a salire lento lungo la lingua morenica di detriti. Quindi, la pendenza cambia drasticamente e attacchiamo la ripidissima salita (650 m D+ circa), su terreno sdrucciolevole (ghiaia e pietraia); la traccia non è sempre facile da scorgere. L’arrivo al Passo Ventina (2.676 m) è una vera liberazione.

Bene tuttavia non perdere la concentrazione: la lunga discesa (900 m D- circa) è infatti complicata e insidiosa, anch’essa su ripida pietraia e ghiaioni franosi. Il paesaggio intorno è marziano, un mosaico di rocce rosse e arancioni; strepitoso il contrasto con l'azzurro dei Laghetti di Sassersa.

La discesa riprende su pietraia in un ripido vallone, fino a incrociare la variante del sentiero diretta verso l'Alpe Giumellino: la prendiamo e poco dopo torniamo finalmente su terra battuta, nel bosco. Perdiamo ancora quota, tra scorci sul bel pianoro pratoso dell’Alpe Lago. Giunti all’Alpe Giumellino iniziamo un traverso relativamente pianeggiante che va via via uscendo dal bosco; ci inoltriamo così nella Valle Airale.
Superiamo le vecchie miniere di talco e, dopo gli ultimi chilometri, arriviamo al Rifugio Bosio.

COSA SAPERE

La Valmalenco è famosa per la pietra ollare, con cui si usa fare ancora le scandole dei tetti (cioè assicelle di legno con cui venivano ricoperti i tetti, al posto delle tegole, in costruzioni di alta montagna come baite o fienili).

Inoltre, questa pietra è ottima come piano di cottura.


COSA VEDERE

Poco sotto Alpe Lago c’è il borgo di Chiesa Valmalenco, rinomata stazione turistica.

Offre ai suoi visitatori numerose iniziative e attività sportive di ogni genere e per ogni stagione, dal trekking allo sci di fondo, dall’arrampicata su ghiaccio al pattinaggio.


COSA MaNGIARE

Lo scimudin, un formaggio magro di pasta molle, di breve stagionatura, tipico della Valmalenco (dove scimud significa “formaggio”). Di origini antiche, era originariamente prodotto con il latte caprino, successivamente “convertito” quando in Valtellina l’allevamento di capre è stato soppiantato da quello di vacche da latte.

Angelo, un simpatico mugnaio dell’Alpe Lago, lo produce per sé durante il periodo in cui le mucche sono al maggengo di Alpe Lago. Angelo è sempre pronto a far assaggiare i suoi formaggi e a spiegare i segreti del suo formaggio. (VEDI ARTICOLO)


DOVE DORMIRE

Rifugio Bosio, in Valle Airale. Tel. 0342 45165

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina. 

La località raggiungibile in macchina più vicina è Pian del Lupo (Chiareggio).


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Chiesa in Valmalenco, partendo dalla città di Sondrio. 

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Laggiù in fondo, i laghi di Sassersa sembrano pepite preziose, un miraggio nel sole estivo”

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