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Tappa

353

Ristoro Norghio > Vecchia Cantoniera di S.Anna

Lunghezza
35.9
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1509
m
-
1527
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66580043
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa lunghissima e sfinente, con dislivelli davvero importanti e tracciato piuttosto complicato, spesso (quasi) inesistente: da duri!

Ma la cresta del Montalbo riserva momenti mozzafiato, tra memorie di film western e paesaggi da Majella.

Note particolari

Tappa da evitare nei mesi centrali estivi (buona parte del tratto in cresta è completamente privo di ombra); in ogni caso, occorre partire molto presto, anche per riuscire ad arrivare a fine tappa con la luce.

La tappa è, nella sua interezza, davvero complicata per lunghezza, impegno fisico richiesto e difficoltà di orientamento: è riservata perciò solo ed esclusivamente ai più esperti ed allenati. Volendo, è possibile spezzarla in un ricovero per pastori (su pinnetu) dopo circa 20 km, ma occorre avere materassino, sacco a pelo e ottimo spirito di adattamento: il ricovero è molto essenziale.

Buona parte della discesa iniziale, da Pedra Longa alla strada asfaltata, avviene senza un tracciato chiarissimo; anche la segnaletica, fatta eccezione per qualche filo di plastica bianco e rosso, è assente: occorre monitorare la traccia GPS. Lo stesso discorso vale per la cresta del Montalbo, dall'ultimo strappo che precede Corru de sa Mandra (cioè la sella da cui attacchiamo il crinale) fino alla discesa verso il vallone Sadde: occorre aguzzare la vista per individuare gli ometti disposti sul terreno (non sempre facilmente riconoscibili) e tenere costantemente d'occhio la traccia GPS, onde evitare di infilarsi in situazioni rischiose.

Rischio zecche.

Unici punti d'acqua nelle vicinanze del Ristoro Norghio (praticamente alla partenza) e, molti km dopo, molti nei pressi della strada asfaltata nel vallone di Sadde (appena prima dell'ultima salita a Punta Cupetti): portarne buona scorta, servirà tutta!

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciato il Ristoro Norghio, facciamo a ritroso il tratto di strada asfaltata fatto il giorno precedente fino a superare il parco archeologico sulla sinistra e, poco dopo, raggiungere l'ampia sella da cui infiliamo una strada sterrata in direzione di Pedra Longa. Iniziamo così la lunga discesa (400 m D- ca.) al fondovalle: dopo un primo tratto su comoda sterrata, passiamo su sentiero, non sempre evidentissimo e privo di segnaletica (seguiamo la traccia GPS e facciamo attenzione ai nastri di plastica bianca e rossa annodati ai rami), che diventa ben ripido nel finale. Infine giungiamo su una stradina e, con una curva a gomito, prendiamo il sottopasso che supera la superstrada, che costeggiamo poi verso sinistra su una piccola stradina asfaltata, che seguiamo per circa 3 km.

Ci stacchiamo dalla stradina e prendiamo la sterrata sulla destra, cominciando così la prima porzione di salita (350 m D+ ca.) al Montalbo, su ottimo fondo; finita la salita, ci godiamo un bel tratto pianeggiante, all'ombra del bosco di lecci. Giunti in prossimità di un pinnettu (dove i più stanchi possono riposare o spezzare la tappa, a patto di avere materassino, sacco a pelo e ottimo spirito di adattamento!), attacchiamo la seconda salita (300 m D+ ca.) e passiamo presto su tracciato sempre più impervio e ripido: il tratto ci mette alla prova, culminando nell'ultimo tratto che precede la sella, privo di traccia e molto ostico.

Guadagnata la sella (Corru de sa Mandra, 983 m), seguiamo la dorsale verso destra, lungo un antico muro a secco; affrontiamo poi una breve ma ripida salita (sempre prestando attenzione agli ometti) fino a giungere sulla cresta del Montalbo, che seguiamo in saliscendi; il tratto è spettacolare,a ma richiede attenzione, non essendoci un vero e proprio sentiero. Dopo un tratto nella boscaglia, torniamo allo scoperto e aggiriamo Punta Su Mutrucone sul versante meridionale, prendendo ancora leggermente quota fino a varcare un grande pianoro, assai spoglio; quindi attacchiamo una decisa salita (100 m D+ ca.) fino a raggiungere Punta Gurturgius (1.042 m, gran vista!), da cui, procedendo quasi a vista, scendiamo rapidamente (250 m D- ca.) all'interno di un vallone, per arrivare così in prossimità della strada asfaltata, nel vallone di Sadde, dove troviamo una fontana.

Rinfrescatici, ci stacchiamo dall'asfalto e ci immettiamo sulla sterrata sulla destra; poco dopo, prendiamo un sentierino sulla destra e iniziamo la ripida salita (200 m D+ ca.) verso la spalla settentrionale di Punta Cupetti (1.029 m); giunti lassù, in un bellissimo paesaggio dolomitico, dopo aver costeggiato una bastionata rocciosa attraversiamo un ampio pianoro, quindi prendiamo a scendere (250 m D- ca.) lungo una traccia ben definita, con splendida vista mare; superato una recinzione di fil di ferro, procediamo tra le sterpaglie e, poco prima di un traliccio dell'elettricità, superiamo una seconda recinzione sulla sinistra e ci portiamo sulla strada asfaltata, che seguiamo per un paio di km fino a raggiungere le case di Sant'Anna.

COSA SAPERE

Tra le civiltà prenuragiche si distingue quella della Cultura degli Ozieri, che si sviluppò intorno al V millennio a. C..

I primi ritrovamenti di questa civiltà avvennero nella cittadina di Ozieri, nella Sardegna settentrionale, per l'esattezza nella grotta di San Michele - per cui viene anche chiamata Cultura di San Michele. Dentro la grotta vennero alla luce numerosi manufatti che portarono gli studiosi a ritenere che in quel periodo vi fosse un notevole fermento culturale, forse stimolato dai contatti col Medio Oriente; in particolare si evidenziò una certa somiglianza con il vasellame cretese.

La Cultura di Ozieri, di cui si sa ancora poco, rivela una realtà urbana priva di fortificazioni; anche nelle sepolture (domus de janas) sono state rinvenute poche armi.

COSA VEDERE

Meravigliose sono le dune di Capo Comino: sabbia bianca e mare turchese, uno dei paesaggi più belli della Baronia.

Non distante da Siniscola, la spiaggia di Capo Comino è caratterizzata dalla presenza delle dune più alte di tutta la costa orientale. I fondali marini davanti alla spiaggia sono altrettanto belli, arricchiti dalla presenza di una flotta dell'antica Roma, una nave della II guerra mondiale e un caccia francese. E’ un luogo battuto dai venti, location perfetta per gli appassionati di Kite e Windsurf.

COSA MaNGIARE

Tipico piatto a base di maiale, oltre il porceddu, è sa manicatura - manic sta per cibo.

Si tratta di un piatto tipico di Lodè a base di maiale (le parti possono variare, sicuramente non mancano le costolette - sa costiglia) bollito assieme alle verdure - principalmente verza, patate e ceci. E’ usanza bagnare il pane carasau con il brodo, per accompagnare il piatto.

DOVE DORMIRE

Agriturismo Sas Pretas, in località Sant'Anna. Tel. 333 848 5142

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Siniscola, partendo dalla città di Nuoro.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Se le Dolomiti sorgessero sul mare, assomiglierebbero al Montalbo”

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