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Tappa

356

Alà dei Sardi > Caserma F. Bolostiu

Lunghezza
17.7
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
615
m
-
654
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66580222
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza e scorrevole, quasi tutta su strada forestale, caratterizzata dalle prime tipiche formazioni rocciose galluresi e dall'insediamento nuragico (con gran vista!) di Nos Nurattolos.

Note particolari

Tappa da evitare nei mesi centrali estivi.

Il tratto compreso tra Punta Nuratolu e la strada forestale a valle è privo di un sentiero visibile a terra e di segnaletica: bisogna affidarsi all'intuito (seguendo il corso di un torrentello secco) e monitorare la traccia GPS.

Punti acqua del tutto assenti fino all'arrivo, portarne buona scorta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il centro di Alà dei Sardi e cominciamo la lenta salita (300 m D+ ca.), quasi interamente su asfalto, addentrandoci in un ambiente molto affascinante, con formazioni rocciose dalle forme più fantasiose sparse tutte intorno a noi, insieme a qualche pala eolica. Dopo un leggero saliscendi, giungiamo nei pressi di un largo parcheggio; da lì proseguiamo su sentiero arrivando in brevissimo all'insediamento nuragico di Nos Nurattolos, con magnifica vista.

Poco dopo calchiamo la sommità di Punta Nuratolu (1.045 m) e prendiamo a scendere (350 m D- ca.) lungo il letto di un torrentello secco, su traccia pressoché inesistente, fino a intercettare la strada forestale sottostante, che seguiamo verso sinistra. Dopo una leggera salita (100 m D- ca.), andiamo lentamente perdendo lo stesso dislivello e, superando un cancello di metallo, giungiamo infine alla bella caserma Bolostiu.

COSA SAPERE

In Sardegna è presente un corpo militare, appartenente all'Arma dei Carabinieri, unico in Italia: i barracelli. Si tratta di vigilantes delle campagne che risalgono al tempo degli Spagnoli, utili per un maggiore controllo del territorio.

Il nome proviene dallo spagnolo barrachel, che indicava una guardia armata campestre. La prima testimonianza di questa presenza risale al XVI secolo, ma si attestano figure simili già dal XII secolo, nel periodo giudicale - in particolare nelle aree di Alghero e di Sassari.

Il lavoro dei barracelli consisteva nel pattugliare e proteggere i territori agricoli, prevenendo i reati di sconfinamenti e furti di bestiame; ma avevano anche una sorta di funzione politica, essendo in prima linea nel cercare di prevenire e risolvere le questioni tra proprietari terrieri e pastori. Sotto il Regno d'Italia, nel XIX, il corpo venne sciolto per essere ricostituito ufficialmente soltanto nel 1988; oggi ha compiti di polizia amministrativa, polizia giudiziaria e pubblica sicurezza.

La storia antica della Sardegna è stata segnata dalla presenza dei Fenici.

I primi si insediarono in modo pacifico intorno all'anno Mille a.C.. La grande stagione dei Fenici, iniziata con la navigazione astronomica (effettuata cioè con l’ausilio delle stelle), portò la popolazione mediorientale ad allargare i commerci in tutto il Mediterraneo. Allontanati dall’odierno Libano a causa della pressione degli Assiri, i Fenici diedero vita a molti insediamenti, per lo più mercati ed empori, ungo le coste sarde. Col passare del tempo e il prosperare dei commerci con le civiltà nuragiche, le famiglie fenice si intrecciarono con il popolo sardo, col quale convissero pacificamente per diversi secoli. Testimonianza preziosa di questo periodo è la Stele di Nora (IX secolo a.C.) dove compare la parola di origine semitica, quindi senza vocali, SRDN, l'odierna Sardegna.

Con la nascita di Cartagine, a partire dal VI e V secolo a.C., le città puniche in terra sarda si trasformarono da città stato autonome in città stato strettamente collegate alla madrepatria;  e furono in guerra con le popolazioni autoctone soprattutto per lo sfruttamento delle risorse minerarie dell’isola.

COSA VEDERE

Nei pressi della statale 389 nel comune di Alà dei Sardi è presente l'insediamento d'altura di Sa Punta 'e su Forru, in cui sono state ritrovate numerose strutture del periodo della Cultura di Ozieri - periodo prenuragico risalente al Neolitico Antico e Medio. Ci sono circa 32 camere funerarie ipogee, conosciute anche come domus de janas, facenti parti delle vaste necropoli di S'Adde Asile e Mesu 'e Montes e di Giorrè.

I siti ipogei vennero usati nei secoli come ricovero dai pastori locali. Oltre ai siti sotterranei si trovano i cosiddetti protonuraghi, chiamati anche nuraghi a corridoi, intorno a cui sorgevano due villaggi. Probabilmente questo luogo era una sorta di villaggio-santuario.

COSA MaNGIARE

Il pane sardo per eccellenza è il pane carasau, conosciuto anche come "carta musica" per la sua consistenza croccante e sottile. Questo pane dalla lunga conservazione era perfetto per i pastori che rimanevano fuori da casa per lunghi periodi. Si realizza da un impasto di grano duro che, dopo essere lievitato, viene tagliato in dischi cotti velocemente in forno (oggi la maggior parte dei forni usa dei macchinari speciali) fino a che il disco si gonfia separando  due strati di pasta. Le due facce che formano il pallone di pane vengono tagliate, così da avere due dischi (sos duos pizos) di quello che viene chiamato pane lentu, il quale subisce un nuovo passaggio in forno dove avviene la biscottatura (per questa operazione si utilizza il verbo carasare) e si ottiene così il pane carasatu di cui esistono diverse varianti - il più diffuso è il guttiau, è condito con olio e sale.

DOVE DORMIRE

Caserma forestale F. Bolostiu, in località Gianna Sa Curria (è una caserma della forestale e occorre telefonare per richiedere la possibilità di pernottare). Tel. 320 433 1262

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Olbia.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Pochi luoghi in Italia offrono lo stesso senso di sconfinata solitudine come l’entroterra sardo”

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