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Tappa

50

Bormio - Passo dello Stelvio

Lunghezza
21.9
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
2322
m
-
705
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388440
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Simone La Fortezza.


Tappa superlativa. Lunga e molto, molto impegnativa, sia per lo sforzo (dislivello positivo davvero importante) che le difficoltà. Regala tuttavia enorme soddisfazione.

La perla del giorno è certamente la cima di Monte Scorluzzo (3.095 m): il primo 3.000 dalla partenza, di fronte alla maestà dell’Ortles (3.905 m).

Note particolari

La tappa è una variante al Sentiero Italia (che da Bormio sale direttamente al Lago di Cancano), preferita per l’estrema panoramicità; imperdibile per i più esigenti.

Si tratta di una tappa davvero tosta e potenzialmente rischiosa, se non perfettamente allenati e di buona esperienza: da non sottovalutare.

La tappa è in massima parte completamente esposta al sole.

Punti d’acqua assenti fino al Passo dello Stelvio: portarsi un’ottima buona scorta.

Alcuni tratti in traverso su sfasciumi in traverso possono facilmente  franare, prestare attenzione.

Qualche catena nell'ultimo tratto di salita per il Monte Scorluzzo, leggermente esposto.

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Lasciamo l'abitato e, dopo una breve salitina, prendiamo il sentiero a mezzacosta, per poi tornare sulla strada asfaltata (piuttosto trafficata) e rimanerci per un paio di chilometri. Laddove la strada curva con decisione verso est, troviamo il sentiero (non facile da individuare, nascosto dalla fitta vegetazione) diretto al Passo Crap dell’Aquila. Da qui in poi, il gioco si fa duro.

La salita (600 m D+ circa) verso il passo non concede tregua. Quindi superiamo la linea degli alberi e il sentiero diventa un lungo e aereo traverso, affacciato sulla Valle del Braulio. Alcuni passaggi su sfasciumi, un poco esposti, richiedono passo fermo e concentrazione. Incontriamo numerosi presidi militari (bellissimi quelli delle Buse, dove è presente anche un riparo d’emergenza); dopo alcuni saliscendi, discendiamo la Valle dei Vitelli. Poco prima di ritornare alla strada asfaltata, affrontiamo un breve tratto di traverso complicato, su fondo molto franoso.

Seguiamo la strada fino alla Bocca del Braulio, dove la valle si apre in verdi prati. Superiamo il Torrente Braulio e ci prepariamo ad affrontare la seconda, impegnativa salita, al Monte Scorluzzo (700 m D+ circa). Dopo una prima parte su carrozzabile, il Piano di Scorluzzo ci concede un po' fiato; perciò, con ripido sentiero, risaliamo gli sfasciumi e raggiungiamo il Filone del Mot, da dove guadagniamo la cresta.

Lo spettacolo ha inizio: la cresta è molto aerea, anche se facile e larga (il sentiero è ben chiaro), costellata di trincee e fortini; lo scenario circostante superbo. Dopo un ultimo strappo, superando alcuni facili tratti attrezzati, siamo in cima al Monte Scorluzzo (3.095 m). La vista è totale: l’altissimo Ortles (3.905 m), Cima Piazzi, Cima del Cristallo, l’enorme Vedretta della Piana…

Dalla cima, scendiamo facilmente su sentiero, per prendere la carrozzabile che porta in fretta al Passo dello Stelvio (2.758 m).


COSA SAPERE

Il Passo dello Stelvio è uno dei passi automobilistici più alti d’Europa. Collega la Lombardia all’Alto Adige e il vicino Giogo di Santa Maria alla Svizzera.

Fatto costruire all’inizio dell’Ottocento dall’Imperatore Francesco II d’Asburgo, durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di feroci battaglie. Al termine della guerra il valico divenne territorio italiano.

COSA VEDERE

Ogni tanto scorgiamo delle grandi ombre muoversi sul terreno: se scrutiamo attentamente il cielo, riusciamo a scorgere il maestoso gipeto.

Il rapace, che si era totalmente estinto nelle Alpi, è stato reintrodotto nel 2000 nel Parco Nazionale dello Stelvio. Oggi è uno dei protagonisti indiscussi di queste bellissime montagne.

COSA MaNGIARE

La bresaola è un modo sano e nutriente per rifocillarsi dalle fatiche.

Famosa in tutta Italia, è un salume tipico della Valtellina, fatta con carne di manzo salata ed essiccata.

Oggi, vista la grande richiesta del mercato, viene prodotta anche con lo zebù allevato in Sudamerica. Nonostante ciò, la sua ricetta e la sua produzione sono protette dall’IGP (Indicazione Geografica Protetta) che garantisce il rispetto degli standard qualitativi e mantiene la produzione nella vallata.

DOVE DORMIRE

Lungo la tappa incontriamo due ricoveri di emergenza (vuoti): alle Buse e al Piano di Scorluzzo.

Albergo Folgore, al Passo dello Stelvio. Tel. 0342 903141

Rifugio Garibaldi, poco sopra il Passo dello Stelvio. Tel. 334 706 1060

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla cittadina di Tirano.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile con il treno.


“Al Passo dello Stelvio ci siamo goduti un concerto dei Les Enfants, davanti a un tramonto memorabile”

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