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Tappa

172

Cagli - Cantiano

Lunghezza
10
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
532
m
-
460
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388642
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa abbastanza breve con dislivello ridotto; attualmente, tuttavia, le condizioni del tracciato sono disastrose e fin dall’inizio si presentano tratti pericolosi.

Il percorso si sviluppa lungo la Valle del Burano costeggiando l’antica Via Flaminia, per poi giungere nel pittoresco borgo di Cantiano.

Note particolari

La tappa presenta delle criticità notevoli, a causa del pessimo stato del sentiero, che in due passaggi (alla partenza e nel punto più elevato) è franato e quasi impercorribile: si rischia di scivolare facilmente. I medesimi tratti sono anche esposti e pertanto rischiosi: la percorrenza è assolutamente sconsigliata. Da Cagli si può invece prendere il sentiero 260, fino al Monte Tenetra, e poi scendere a Cantiano.

Unico punto d’acqua all’abitato di Foci.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
culturale
RAGGIUNGIBILITà
culturale
PERCORSO

Andiamo a ritrovare il sentiero nei pressi del Convento dei Cappuccini. La traccia è fin dall’inizio molto malmessa e ci costringe ad aggirare una frana, con estrema prudenza (si scivola facilmente e si è esposti). Superato il difficile passaggio, torniamo su una traccia passabile e proseguiamo in falsopiano, con brevi saliscendi, fino a costeggiare la Flaminia e, attraversando un sottovia, giungere alla piccola frazione di Foci.

Usciamo dall’abitato superando un secondo sottopassaggio, all'uscita del quale facciamo attenzione a non prendere la traccia che si inoltra nel bosco, ma svoltiamo a sinistra in leggera discesa, per costeggiare il fiume Burano. Torniamo perciò a prendere gradualmente quota (300 m D+) a mezzacosta, alternando al fitto lecceto alcuni scorci aperti, che ci permettono di ammirare la bella e selvaggia vallata.

Giunti nel tratto di sentiero più alto (600 m circa), avvistiamo nel fondovalle l’antico Ponte Romano. Quindi affrontiamo un altro tratto davvero periglioso a causa di una seconda, grande frana e dei fitti rovi che ricoprono la traccia. Il tracciato prosegue semi-abbandonato in discesa (assente qualsiasi indicazione), fino a guadagnare nuovamente il fondovalle. Costeggiamo il fiume Burano, attraversiamo una proprietà privata e, attraversando il ponte sul fiume, arriviamo alle case di Pontedazzo. Proseguiamo per gli ultimi 2 km su strada asfaltata per arrivare infine al suggestivo e antico borgo di Cantiano, con le sue belle chiese.


COSA SAPERE

Cantiano ha una storia assai travagliata: fu fondata nel VI secolo come fortezza, espugnata successivamente da Federico II, che la donò alla città di Gubbio, per passare quindi al Ducato di Urbino fino a che, dopo la sua estinzione (per mancanza di eredi maschi) fu inserita nello Stato della Chiesa, fino all’Unità d’Italia.  

Oggi è un piccolo, incantevole paese, inserito in un contesto naturalistico e paesaggistico di grande bellezza. Nel centro storico ci sono case di pietra, chiese antiche e musei, ad attestare la sua lunga e antica storia.

La sua popolazione tuttavia, come quella di quasi tutti i borghi montani, è drasticamente diminuita dal secondo dopoguerra e molte case sono abbandonate. Con la speranza di invertire la tendenza, l’amministrazione ha messo in vendita queste case al prezzo di un euro, a patto che vengano ristrutturate e abitate entro un certo periodo.


COSA VEDERE

Sui monti Nerone, Petrone e Catria pascolano allo stato brado mandrie di cavalli del Catria. Si tratta di una razza seguita all'incrocio di cavalli autoctoni con cavalli maremmani (frequenti erano infatti i contatti tra a carbonari marchigiani e i pastori grossetani): molto robusta, adatta per il pascolo montano, una volta era molto usata in ambito agricolo, oggi per il turismo equestre.

A metà ottobre avviene la transumanza a valle seguita da una grande fiera a Cantiano.


COSA MaNGIARE

Uno dei prodotti più rinomati di Cantiano è la visciola, una ciliegia selvatica importata in Italia dai tempi dell’antica Roma.

Queste ciliegie hanno un sapore aspro e poco gradevole se mangiate crude, ma diventano una prelibatezza se sciroppate: le si mette in un vaso di vetro con la stessa quantità di zucchero, meglio se di canna, quindi si lascia il vaso all’aria aperta e al sole per una ventina di giorni, mescolando ogni tanto. A quel punto, i frutti si possono mangiare con il gelato, con lo yogurt… lo sciroppo si può invece allungare con acqua, buccia di limone e ghiaccio, per una bevanda molto dissetante e profumata.

Ottimo anche il vino di visciola, un vino dolce da degustazione o da dessert (ottimo coi cantucci); viene preparato macerando le visciole nel vino, con aggiunta di zucchero, oppure facendo fermentare lo sciroppo di visciole nel mosto.


DOVE DORMIRE

Locanda del Brolio, a Cantiano. Tel. 0721 783068


B&B La Badia, a Chiaserna (a circa 1 ora da Cantiano, sul percorso della tappa successiva). Tel. 335 659 9487


Camping Le ginestre del Catria, a Chiaserna. Tel. 346 049 9219

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla cittadina di Fano con cambio a Calmazzo.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Cantiano è una vera oasi di pace e bellezza, con le sue stradine, i suoi colori antichi, i suoi gatti educati”

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