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Tappa

227

Cassano delle Murge > Gioia del Colle

Lunghezza
18.5
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
25
m
-
8
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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54968262
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza tra le Murge, tutta in piano e un po' monotona.

Una passeggiata tra gli ulivi e il bosco di querce.

Note particolari

Segnaletica assente: bene monitorare la traccia GPS.

Punti acqua assenti.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Culturale
Enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
Culturale
Enogastronomico
PERCORSO

Lasciamo Cassano delle Murge e ci immettiamo sulla carrareccia dell'Acquedotto Pugliese, costeggiando un bosco di querce. Proseguiamo in rettilineo pianeggiante, superando alcune strade asfaltate, quindi entriamo nel Bosco Tateo, che attraversiamo verso est.

Usciti dal bosco, superiamo (con cautela) la strada provinciale e ci immettiamo nuovamente sull'Acquedotto. Continuiamo per una dozzina di km nella stessa direzione, tra i campi e gli uliveti, fino a superare la ferrovia; dopo un paio di km siamo a Gioia del Colle.


COSA SAPERE

Gioia del Colle pare sia nata a seguito dell'abbandono dell'insediamento di Monte Sannace ( situato poco fuori dal centro abitato, di cui rimane una zona archeologica di immenso valore storico, naturalistico e paesaggistico). Dal monte si può godere di un panorama spettacolare che va dal Mar Ionio all'Adriatico.

La cittadina si trova a metà strada tra Bari e Taranto e per questo motivo fu un punto di snodo fondamentale fin dal XI sec. a. C.. Il suo territorio è ricco di reperti archeologici, che testimoniano la presenza dell’uomo fin dai tempi antichi: i Peucezi occuparono la parte centrale della Puglia tra l'VIII e il II secolo a.C., confinando a nord con i Dauni e a sud con i Messapi. Se i Dauni si distinsero per l'agricoltura e i Messapi per le abilità guerriere, i Peucezi si distinsero per l’alto livello culturale riscontrabile nei manufatti ritrovati.

La tesi più accreditata dell'origine del nome di Gioia del Colle è quella che lo fa risalire al periodo bizantino; il nome infatti deriverebbe da Joha, diminuzione del cognome Joannakis - famiglia che vi abitò durante il Medioevo.

Altri sostengono che il nome sia da far risalire alla perdita (e quindi al felice ritrovamento) di numerosi gioielli appartenenti a una nobildonna di passaggio in queste zone; sull'araldo del comune sono presenti dei gioielli all'interno di un calice.


Il castello federiciano di Gioia del Colle fu sede di una delle più famose e controverse storie d'amore dell'epoca medievale, quella tra Federico II e Bianca Lancia.

Molti sostengono che l'imperatore conobbe Bianca Lancia durante il matrimonio con Jolanda di Brienne, combinato per ricucire le relazioni con il papato e mai digerito dal sovrano svevo. Non potendo pertanto convolare a nozze, Federico e Bianca Lancia si amarono segretamente e da questa relazione nacque il principe Manfredi, futuro successore alla guida del Regno di Sicilia.

Alla nascita di Manfredi è legata la storia del castello di Gioia del Colle: si narra infatti che Federico II, accecato dalla gelosia e credendo l’amata fosse rimasta incinta di un paggio, abbia fatto rinchiudere Bianca Lancia nella prigione da cui uscì soltanto dopo la nascita del piccolo Manfredi. Leggenda vuole che Bianca Lancia si sia presentata a Federico con i seni recisi (tali ferite la portarono alla morte) e che dentro la prigione si possano notare due sporgenze, simboli dei seni della dama.

In realtà, quanto emerge dalle documentazioni ci porta a pensare che Federico la amasse profondamente (numerosi sono i disegni che li ritraggono amorevolmente abbracciati) e che il fantomatico atto di gelosia potrebbe essere il frutto di leggende postume che volevano a screditare la legittimità della discendenza di Manfredi. Federico, infatti sposò Bianca Lancia in punto di morte proprio per legittimare la prole: vedeva in Manfredi, che gli somigliava moltissimo, il suo successore.


L'aeroporto "Antonio Ramirez" di Gioia del Colle è un’importante base aerea della NATO.

Nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, vi nacque una delle prime scuola di volo del Regno d'Italia. L'aeroporto venne in seguito conquistato dagli Americani durante la Seconda Guerra Mondiale e poi restituito al termine del conflitto. Negli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, la base si trasformò in base missilistica con tanto di testate nucleari.

Gioia del Colle continua a svolgere un'importante ruolo strategico nello scacchiere militare della NATO.


COSA VEDERE

Il castello federiciano di Gioia del Colle (costruito nel 1230 al ritorno dalla crociata), in contatto visivo con Castel del Monte, faceva parte del sistema che Federico II costruì per controllare l’amata Puglia: una vera e propria rete di comunicazione.

Il castello, oltre a essere la residenza dell’amata Bianca Lancia, era la residenza che Federico II usava per riposarsi durante le battute di caccia. Eretto su un nucleo di origine bizantina del IX secolo, dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento passò sotto il controllo degli Angioini.

Spettacolare è la sala del trono, enorme e ancora ben conservata, dove l'imperatore riceveva i suoi ospiti; la Torre Imperatrice, dove risiedeva Bianca Lancia, era arricchita da servizi per la cura del corpo, eredità del mondo arabo (disprezzati invece dai cattolici): c'era addirittura un... gabinetto!

Nei secoli il castello ha subito numerosi saccheggi, ma ha mantenuto la struttura originaria.


All'interno del castello è presente il Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle, dove sono custoditi i reperti rinvenuti nel Parco Archeologico di Monte Sannace. Gli scavi di Monte Sannace iniziarono nel secondo dopoguerra e portarono alla luce numerosi reperti peucezi, ellenici e romani, tra cui un'invidiabile collezione di anfore.

A Monte Sannace si possono ammirare ancora i resti delle mura che formavano la struttura difensiva, quelle di alcune abitazioni e di tombe affrescate. Insediamento antichissimo, si trovava in una posizione facilmente difendibile e con tanta terra a disposizione per le coltivazioni.

All'interno del museo si possono ammirare numerosi reperti che raccontano della vita quotidiana nell'antico insediamento, che visse il suo momento di splendore durante il III secolo, dopo gli scontri con la città di Taranto, quando vi fu un ulteriore processo di ellenizzazione e la nascita di nuove fasce aristocratiche. La città, si pensa, fu distrutta dai Romani in seguito all'appoggio (indiretto) che la popolazione greca diede ai Cartaginesi durante l’invasione di Annibale.

Per maggiori info su orari e biglietti del museo, si veda il seguente LINK.


Poco fuori dal centro abitato è presente la Distilleria Cassano, esempio di archeologia industriale. A seguito delle misure protezionistiche tra Italia e Francia, in Puglia si assistette ad una sovrabbondanza di produzione di vino, rispetto a quella che era la domanda: fu così che nel 1890 Paolo Cassano, come altri proprietari terrieri della zona, cominciò la produzione di distillati. Quella di Cassano fu una produzione di eccellenza (in particolare per il cognac) e uno degli esempi più innovativi di attività industriale dell'epoca.


COSA MaNGIARE

Prodotto d'eccellenza è la mozzarella di Gioia del Colle.

La Denominazione d’Origine Protetta, ottenuta nel dicembre 2020, segna un passo importante per un prodotto simbolo del territorio, raccontato già nel secondo dopoguerra dall'Istituto Luce. Moltissime erano le mozzarelle che negli anni Sessanta e Settanta partivano da Gioia del Colle per essere vendute nei negozi del Nord-Italia.

Il famoso formaggio a pasta filata di Gioia del Colle può essere, secondo disciplinare, realizzato in tre diverse forme: a nodino, a treccia o tondo. Il prodotto è realizzato con latte vaccino delle mucche che pascolano nelle campagne murgesi; il latte viene lavorato a crudo così da mantenere i preziosi aromi di questa terra.


Il primitivo è il vitigno per eccellenza del territorio centrale della Puglia.

Tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti sorge la cantina Polvanera, nata dall'iniziativa di Filippo Cassano - che, dopo gli studi in enologia, ha voluto con i suoi vini raccontare la storia della sua famiglia, valorizzare il suo territorio e mostrare le potenzialità del vitigno Primitivo.

La cantina, scavata nella roccia calcarea per 8 metri circa, è il luogo che simboleggia tutto questo. Il nome Polvanera deriva dall'utilizzo della masseria adiacente alla cantina, usata per la produzione del carbone. Il vino più significativo è il Polvanera 17 (dall’etichetta provvisoria che indicava la gradazione): dopo aver ricevuto i tre soli dalla guida Veronelli, è divenuto un nome iconico.


DOVE DORMIRE

Hotel Svevo, a Gioia del Colle. Tel. 080 348 2739


B&B Dimora Solferino, a Gioia del Colle. Tel. 333 679 6744


B&B Beatitudinem, a Gioia del Colle. Tel. 328 438 3383


A Gioia del Colle sono presenti numerose strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus partendo dalla città di Bari.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Che degustazione, quella nella stupenda cantina Polvanera…”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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