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Tappa

324

Cefalà Diana > Masseria Rossella

Lunghezza
27.1
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
892
m
-
750
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66402821
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di buona lunghezza ma dislivello non eccessivo.

La tappa è piuttosto lunga, tuttavia il dislivello non è troppo: si cammina in dolce saliscendi, godendo dell’ombra del bellissimo Bosco di Ficuzza.

Le chicche del giorno, oltre al bosco, sono le bastionate di Rocca Busambra e, verso fine tappa, la vista del Lago dello Scanzano.

Note particolari

Nella seconda parte della tappa, appena usciti dal Bosco di Ficuzza lungo la salita verso Rocca di Corvo, si passa un tratto privo di traccia e caratterizzato da erba altissima e terreno dissestato.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Usciti da Cefalà Diana prendiamo una strada sterrata tra i casolari; da subito, in lontananza, ci godiamo la vista dell'imponente Rocca Busambra, il rilievo più alto del gruppo montuoso dei monti Sicani (nonché la cima più alta della Sicilia occidentale, coi suoi 1.613 m), che ci accompagnerà praticamente durante tutto il percorso. Superiamo un tunnel scavato nella roccia. Superata un'area attrezzata, entriamo nel magnifico Bosco di Ficuzza, una vastissima area naturale protetta situata tra i Comuni di Corleone, Godrano, Marineo, Mezzojuso e Monreale.

Proseguiamo all’ombra del bosco - qua e là spuntano rocce perfette per il boulder. Continuiamo fino ad arrivare a Ficuzza, dove possiamo sostare sotto il porticato davanti l'imponente Chiesa Parrocchiale di Santa Rosalia. Usciti dal paese proseguiamo nuovamente nel bosco, con l'imponente Rocca Busambra all’orizzonte, salendo (200 m D+ ca.) verso Rocca di Corvo. Usciti dalla selva, dobbiamo affrontare circa 1 km camminando nell’erba alta, senza traccia (facciamo attenzione alla segnaletica): è la parte più complicata dell'intero percorso.

Dopo aver scollinato, passiamo su sterrato in falsopiano, godendoci la vista del vicino al Lago dello Scanzano fino ad arrivare alla lussuosa Masseria Rossella.

COSA SAPERE

La Riserva del Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è stata istituita nel 2000 su quella che era un'area preservata dai disboscamenti ottocenteschi compiuti per ampliare i terreni coltivabili. I possidenti dei terreni donarono l'area a Ferdinando I delle Due Sicilie, che ne fece la sua riserva di caccia, arricchendola con la Casina Reale di caccia che sorge ai margini del borgo di Ficuzza.

Oltre al Bosco di Ficuzza, reso bosco nazionale inalienabile nel 1901, l'area è caratterizzata dalla Rocca Busambra, un massiccio calcareo di 1613 m, che separa il Bosco di Ficuzza dal Bosco del Cappelliere. Abbondanti corsi d'acqua caratterizzano l'area, dando vita ai gorghi (piscine naturali che si formano lungo i canali torrentizi); il più famoso è il Gorgo del Drago di Godrano che ad inizio XIX secolo fu trasformato in un laghetto per l'allevamento del pesce da Ferdinando I.

In quest'area di natura incontaminata vivono ben l'80% delle specie animali dell'intera regione: dai daini ai ricci, passando per il cinghiale e il gatto selvatico.

I Sicani sono la più antica popolazione che ha abitato la Sicilia.

Scacciati dai Siculi dal versante orientale nel II millennio a.C., si stanziarono nella parte centrale dell'Isola: più o meno nelle attuali province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta.

Dei Sicani oltre le testimonianze greche, dei Sicani sono rimaste le ceramiche, caratterizzate dalla pittura rossa. Le origini di questo popolo dedito all'agricoltura sono dibattute fin dall'antichità: Diodoro Siculo e Tucidide lo volevano discendente dei popoli iberici, Timeo invece sosteneva fosse una popolazione autoctona. Le recenti indagini spingono a far rientrare i Sicani nella cosiddetta stirpe mediterranea costituita dalla razza Ibero-Ligure-Sicana. Grazie agli scritti di Diodoro Siculo si evince che i Sicani non furono uniti in un unico stato, ma un'aggregazione di villaggi che si autogovernavano con i propri re: l'unico di cui si ha notizia è Cocalo, noto per aver dato rifugio a Dedalo, in fuga dal re Minosse per il quale aveva precedentemente costruito il celebre labirinto.

Elemento architettonico distintivo dell'area è il baglio. Si tratta di un edificio, caratterizzato dalla presenza di un cortile interno, che costituiva una fattoria fortificata: una struttura abitativa rurale che ha caratterizzato le campagne siciliane, utilizzato per colonizzare le aree interne incolte e abbandonate.

I nobili concedevano la "licenza di ripopolamento" e il baglio si trasformava in una azienda agricola che, oltre ai proprietari terrieri, ospitava i numerosi contadini. Tutte le strutture interne al baglio erano rivolte alla corte e le mura degli edifici costituivano una muraglia difensiva. All'interno erano presenti anche le stalle e i depositi per i foraggi. Costruiti in posizione dominante per il controllo del territorio, i bagli nascevano vicino alle sorgenti d'acqua.

Nei pressi del Lago di Scanzano è presente dagli anni '60 il Centro Spaziale di Scanzano. Attivo dal 1989, opera nel settore dei collegamenti satellitari - telecomunicazioni, navigazione satellitare e telerilevamento.

Esteso per 65.000 metri quadri, si trova in una posizione privilegiata che gli consente di gestire le comunicazioni dall'Africa e dal Medio Oriente.

COSA VEDERE

La Rocca Busambra (1.613 m) è la vetta più alta dei Monti Sicani: una cresta lunga 15 km che sovrasta le colline del Bosco di Ficuzza.

Il suo nome viene fatto risalire alle parole arabe qalat abu samra, che significano "il castello dell'oscurità" e fanno riferimento all'enorme forma scura che si staglia nel paesaggio. Le pareti calcaree del massiccio svettano verticali e sembrano portare un pezzo di Dolomiti in Sicilia. Secondo i locali, sulla cresta del massiccio è possibile udire il rumore delle onde del mare, un'eco che rimbalzando sulle colline raggiunge la vetta del monte.

In località Ficuzza, all'interno del comune di Corleone, è presente la Real Casina di Caccia.

Costruita nel 1799, fu la residenza di Ferdinando I da Borbone dal 1810 al 1813. Realizzata dall'architetto Carlo Chenchi, è caratterizzata dallo stile neoclassico e dall'enorme e severa facciata. Riaperto al pubblico nel 2009, oggi ospita il Museo multimediale del bosco di Ficuzza in cui, oltre alla biodiversità del territorio, viene raccontata la storia di Ferdinando I, che amò profondamente questo luogo.

Il mobilio originale fu distrutto durante i moti del 1820-21; rimangono intatti i dipinti della camera da letto del re, che raffigurano diverse scene di caccia. Nei sotterranei dell'edificio resiste una delle più antiche e rare neviere della Sicilia - pare che il re amasse servire ai suoi ospiti la neve grattugiata e insaporita con il succo di limone.

COSA MaNGIARE

Prodotto caseario simbolo del territorio è la provola dei Monti Sicani.

Un formaggio a pasta filata realizzato con latte vaccino crudo, dalla classica forma a pera con testina, più piccola e tondeggiante rispetto agli altri tipi di provole. Usata in cucina per la realizzazione di piatti "filanti", è ottima anche come formaggio da tavola.

DOVE DORMIRE

Agriturismo Masseria Rossella, in località Rossella (Piana degli Albanesi). Tel. 366 469 3129

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Palermo.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Passeggiamo nel Bosco di Ficuzza ammirando incombenti le pareti di Rocca Musambra”

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