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Tappa

333

Erice > Trapani

Lunghezza
10.3
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
54
m
-
759
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66403041
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Giacomo Noto.

L'ultima tappa della Sicilia è corta e quasi tutta in discesa, fino ad entrare nella cittadina di Trapani, con le sue saline.

Arrivederci Sicilia!

Note particolari

Punti acqua assenti fino a Trapani.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Usciti dal centro di Erice, costeggiamo il bordo occidentale del borgo su mulattiera, quindi passiamo per l'antica Porta Trapani e, dopo un breve tratto su strada, riprendiamo la mulattiera e iniziamo la discesa (700 m D- ca.) verso Trapani, che si snoda per tornanti con la vista sul mare e sulle Egadi, su comodo fondo e con pendenza costante.

Quindi attraversiamo un quartiere residenziale, di villette, per poi entrare tra i palazzi della periferia e procedere in linea retta fino a raggiungere il centro antico, nei pressi del porto. Finisce così il nostro tratto siciliano, tra i più belli del Sentiero Italia.

COSA SAPERE

Fin dall'antichità, poco fuori dal centro abitato di Trapani, si sono sviluppate le saline: un complesso sistema di estrazione del sale dal mare che, grazie alle loro enormi distese d'acqua, sono un prezioso scrigno di biodiversità (le lagune e i pantani usati per l'estrazione del sale costituiscono un luogo particolarmente attrattivo per gli uccelli poiché le diverse vasche ospitano una nutrita quantità di batteri, insetti e piccoli animali), oggi protetto dalla Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, preservata dal WWF Italia - un luogo in cui attività produttiva e natura coesistono dando all'area un altissimo valore paesaggistico, architettonico ed etno-antropologico.

La riserva, istituita nel 1995, copre un'area di circa 1.000 ettari. Le saline di Trapani entrarono in decadenza dopo la Prima Guerra Mondiale a seguito dei siti industrializzati di Cagliari e Santa Margherita in Puglia; grazie all'istituzione della riserva, il sale marino trapanese ha tuttavia acquisito nuovo valore ed è stato riconosciuto come prodotto IGP.

Ad arricchire il paesaggio sono i numerosi mulini a vento utilizzati per il "sollevamento dell'acqua": l'acqua veniva pompata da vasca a vasca per la coltivazione del sale - da vasche più grandi si passa a vasche più piccole, dove la concentrazione salina aumenta. Sui bordi delle vasche crescono numerose specie vegetali tra cui la salicornia, il limonio delle saline, il cosiddetto fungo di Malta e diverse specie di chenopodiaceae.

Tra la fauna spiccano su tutti i numerosi fenicotteri, che devono il loro colore anche all'artemia salina, piccolo crostaceo che riesce a sopravvivere nelle estreme condizioni saline dell’acqua - di cui i fenicotteri sono ghiotti.

Anticamente Trapani prendeva il nome di Drèpanon, dalla caratteristica forma a falce della sua baia - la cui lunga e stretta lingua di terra si può ben vedere dalla sommità di Erice.

I primi ad abitarla furono gli Elimi. Nei secoli Trapani fu un vero e proprio emporio del Mediterraneo e visse come città libera in grado di sviluppare un fiorentissimo cantiere navale; anche nel periodo della dominazione romana, la città continuò a svilupparsi.

Lungo le coste di Trapani è stata ritrovata una nave romana risalente alla Prima Guerra Punica, recuperata a 150 metri dalla costa, nei pressi di Marusa.

Scoperta per caso nell'agosto del 1999, è stata recuperata soltanto nel 2011: è ad oggi il più grande relitto romano mai sottratto ai mari italiani. Non è la prima nave di epoca antica che viene scovata in questi fondali: dove oggi sfocia il fiume Birgi, doveva esserci un porto canale usato per scaricare le merci provenienti dall'Africa.

La nave oggi si trova nel Museo archeologico Lilibeo di Marsala.

Tradizione di Trapani è la lavorazione del corallo, un'antica arte che si è tramandata fino a oggi ma che rischia la scomparsa.

A contribuire allo sviluppo di quest’arte furono le numerose famiglie ebree provenienti dal Maghreb. I pescatori di corallo solcavano il mare trascinando la grossa "croce di Sant'Andrea", cui venivano legate le reti sulle quali rimaneva impigliato il corallo. La scoperta dei banchi corallini di Tabarca, nel XVI, secolo diede nuovo impulso all’artigianato e tra il XVII e il XVIII secolo crebbero numerosi maestri nella lavorazione del corallo specializzati nella realizzazione di gioielli.

Ai piccoli monili venivano attribuite virtù terapeutiche e apotropaiche. Tra i tanti artisti, il più famoso è Matteo Bavera che visse nel XVII secolo e realizzò una straordinaria lampada pensile e un crocifisso realizzato su un unico pezzo di corallo.

COSA VEDERE

Davanti alla città di Trapani e quella di Marsala sorge il meraviglioso arcipelago delle Egadi. L'etimologia proviene dal latino Aegates, ossia “isole delle capre”.

Le tre isole principali sono Favignana, Marettimo e Levanzo. I Romani le assoggettarono a seguito della Prima Guerra Punica; nei secoli successivi furono conquistate dai Barbari e dai Saraceni, poi nell'anno Mille vennero fortificate dai Normanni. Incastonate tra stupende acque cristalline, sono oggi meta del turismo internazionale.

L'antica storia delle saline di Trapani è riportata nel Museo del Sale, situato nel vicino comune di Paceco, nella contrada di Nubia.

Il museo si trova all'interno della Riserva Naturale Integrale Saline di Trapani e Paceco. All'interno sono esposti gli utensili per la lavorazione del sale e numerose fotografie che raccontano la storia di un luogo che mette in collegamento la terra e il mare. La struttura è nata grazie alla volontà di Alberto Culcasi (proprietario del baglio con mulino annesso che ospita il museo) di realizzare un luogo che valorizzasse il prodotto secolare di questa terra.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.

Importante per la città di Trapani è la Torre dell'orologio, ancora perfettamente funzionante.

Chiamata anche Porta Oscura (era la porta più antica della città), era una torre di avvistamento realizzata nel XIII secolo e su cui, nel 1596, fu installato l'orologio astronomico progettato da Giuseppe Mennella - uno dei più antichi d'Europa.

L'orologio è caratterizzato da due quadranti, quello del sole e quello della luna: sul primo è possibile seguire le case dello zodiaco, insieme ad equinozi e solstizi; il secondo, che si muove in senso antiorario, scandisce le fasi lunari.

COSA MaNGIARE

Tra i prodotti più rinomati della provincia trapanese c'è sicuramente il marsala, un vino liquoroso reso famoso dal commerciante inglese John Woodhouse, che nel 1773 approdò nel porto di Marsala e degustò il vino invecchiato nella botti di legno di rovere, molto simili ai vini liquorosi spagnoli e portoghesi (analogamente, il metodo di invecchiamento consisteva nel rabboccare ad perpetuum le botti in modo da conservare le caratteristiche del liquido).

Il commerciante acquistò numerosi barili e fece conoscere il Marsala in Inghilterra; visto il successo decide di avviare una sua produzione e la commercializzazione. Il marsala ebbe una certificazione molto precoce in quanto negli anni '30 del Novecento, vista la grave situazione di crisi economica che attraversava la città, molti commercianti vendevano marsala di scarsa qualità, motivo per cui il governo introdusse una legislazione ad hoc a protezione dell'originale. Nel 1969 divenne il primo vino siciliano ad ottenere la DOC.

Per la produzione del vino marsala sono consentite le uva grillo, catarratto, inzolia e damaschino, per la tipologia classica oro/ambra; esiste anche una versione rubino, che prevede l'utilizzo di alcuni vitigni a bacca nera.

Il vino viene poi reso liquoroso tramite l'arricchimento con etanolo di origine vitivinicola, processo attuato da John Woodhouse durante il trasporto verso la madrepatria.

I processi di invecchiamento identificano numerose varietà di Marsala.

Il sale marino di Trapani è un prodotto protetto dalla denominazione IGP.

La sua altissima qualità è legata allo scrupoloso metodo di produzione che dona al sale un sapore particolarmente ricco - la lavorazione è ancora artigianale e prevede la raccolta manuale.

Il sale è ottenuto tramite l'evaporazione dell'acqua marina prodotta tra la Riserva Naturale Orientata di Trapani e Paceco e le saline dello Stagnone (nel comune di Marsala).

Conosciuta come la polenta del sud, la frascatula è un prodotto che viene fatto risalire al piatto romano puls farris - che, ovviamente, non prevedeva l'uso del mais ma dell'orzo.

Durante l'assedio delle truppe degli Angiò del 1282, la frascatula era il pasto che le donne donavano ai combattenti locali.

Ne esistono numerose varianti in tutto il Sud Italia: la versione trapanese prevede un mix di farine di cereali e farine di legumi, cotto in un brodo di verdure.

Trapani è conosciuta in tutta italia per il pesto alla trapanese: si tratta di una salsa usata tradizionalmente per condire le busiate, tipica pasta locale. Sembra che anche questo pesto abbia origini liguri e fu introdotto dai marinai che solcavano il Mediterraneo.

Caratterizzato dalla ricca presenza di aglio, si differenzia da quello ligure per la presenza di mandorle e del pomodoro ciliegino - oltre alle consuete foglie di basilico. Solitamente viene servito arricchito con la mollica atturrata, ovvero tostata.

Prodotto tipico locale è l'aglio rosso di Nubia, anche conosciuto come aglio di Trapani. Protetto dal presidio Slow Food, è caratterizzato dalle tuniche color rosso porpora e dall'allicina superiore alla media, da cui consegue un gusto particolarmente intenso.

Gran parte della produzione si svolge all'interno della Riserva Naturale Integrale Saline di Trapani e Paceco.

Il melone cartucciaro è un frutto tipico del comune di Paceco (viene anche chiamato, assieme al purceddu di Alcamo, “melone d'inverno”, per la sua elevata capacità di conservazione); un prodotto in via di estinzione che si contraddistingue per la sua dolcezza e per il suo squisito sapore - particolarmente rinomato per la granita o per il gelato.

La buccia è gialla e liscia, la polpa bianca e succosa, la forma allungata. Il melone Cartucciaru di Paceco è protetto dal Presidio Slow Food.

DOVE DORMIRE

Ostello Hostelleria, a Trapani. Tel. 329 879 8251

B&B Casa Trapani, a Trapani. Tel. 333 532 2010

B&B Il Cavaliere, a Trapani. Tel. 349 637 8715

A Trapani sono presenti numerose strutture ricettive.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Trapani.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Da Trapani allunghiamo verso Marsala, per visitare le famose saline. Di fronte alle sabbie rosee termina il nostro cammino in Sicilia, terra senza eguali”

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