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Tappa

68

Filorera > Frasnedo

Lunghezza
19,2
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1975
m
-
1539
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52705463
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa molto lunga e segnata dalla lunga, lunghissima salita al Passo dello Spluga (pur priva di difficoltà tecnica).

La fatica viene ampiamente ripagata dal borgo di Frasnedo, con vista sul lembo settentrionale del Lago di Como, e (con un’ulteriore salitina) dal belvedere che si affaccia tanto sul grande lago tanto sul Sasso Manduino, autentico prodigio di roccia.

Note particolari

La salita al Passo dello Spluga rappresenta una variante al Sentiero Italia (che passa per il Passo di Primalpia), preferita per la quasi impercorribilità del tracciato originale, non segnalato e ripidissimo.

La tappa è molto lunga e impegnativa; pur priva di difficoltà tecniche, richiede buon allenamento e una partenza alle prime luci del giorno. Può essere accorciata sostando al Bivacco Primalpia.

Superato il laghetto di Primalpia, si affronta un breve tratto di traverso un poco esposto, prestare attenzione.

Punti d’acqua assenti dalla borgata di Ceresolo fino al Bivacco Primalpia.


Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciato di buon ora il centro di Filorera, percorriamo la Val di Mello verso sud, prendendo il sentiero a mezzacosta che punta verso la borgata di Civo. Dall'abitato, cominciamo la lunghissima salita (ben 1.800 m D+ ca.). Camminiamo su buon tracciato nel bosco, prendendo quota gradualmente. Superate le case diroccate di Corte di Cevo, il tracciato si va talvolta perdendo tra l'erba alta e bisogna aguzzare la vista per scorgere i segnavia. Usciamo definitivamente dagli alberi e la pendenza aumenta un poco (pur senza difficoltà). Quindi raggiungiamo il primo dei Laghi di Spluga; senza cedere alla tentazione di fermarci, proseguiamo fino all'ultimo, ben più grande: il posto è perfetto per tirare il fiato e ricaricare le energie in vista dello strappo che ci attende.

Mantenendoci sul lato settentrionale del lago, affrontiamo la decisa salita al Passo dello Spluga, che ci impegna non poco. Infine raggiungiamo la sommità e di fronte a noi troviamo la gigantesca mole del Sasso Manduino.

Finalmente prendiamo a scendere (1.350 m D- ca.). Su sentiero ripido, ma facile, giungiamo al piccolo Lago di Primalpia. Lo aggiriamo da nord e, superata l'estremità occidentale, prendiamo il traverso (un po' esposto, è l'unico tratto leggermente tecnico del giorno, occorre prestare attenzione) che attraversa il versante nord del vallone; quindi pieghiamo con decisione  verso sud, rimanendo per un po' in saliscendi a mezzacosta, prima di scendere facilmente fino al confortevole Bivacco Primalpia (dove i più stanchi possono interrompere la tappa), che domina la Valle dei Ratti.

Da qui in poi la discesa si fa agevole e raggiungiamo piacevolmente il torrente, lo attraversiamo e continuiamo la discesa ai piedi della grande parete della Cima del Cavrè. Al bivio da cui parte il sentiero per Verceia, teniamo la destra e su larga strada sterrata saliamo docilmente (100 m D+ ca.) fino a raggiungere il bel Rifugio Frasnedo.

In fondo alla valle scintilla il Lago di Como.


COSA SAPERE

Frasnedo è un maggengo che sorveglia la Valle dei Ratti, raggiungibile solo a piedi. Veniva abitato solo nel periodo estivo ed era il punto di riferimento di tutti gli alpeggi della valle,  prima come maggengo e poi come luogo di scambi (farina, castagne etc.). Impreziosito dalla Chiesa della Madonna delle Nevi, è stato premiato da Legambiente per le iniziative volte a riqualificare i pascoli e contrastare l’abbandono delle pratiche agricole.

Tutto intorno ammiriamo i grandi boschi di aceri e castagni, questi ultimi fondamentali per la sopravvivenza degli abitanti: nella Valle dei Ratti è presente infatti un enorme castagneto secolare, tant’è che la frazione a valle di Frasnedo si chiama Castan.

Oggi a Frasnedo vivono stabilmente solo i gestori del Rifugio Frasnedo.


COSA VEDERE

A costo di un’ultima (piccola fatica), vale la pena di portarsi la birra di fine giornata al belvedere sopra Frasnedo, a circa 20 minuti di cammino (150 m D+ ca.). Da lì, nel tramonto estivo, ammiriamo buona parte del Lago di Como e, a nord, la selvaggia Val Codera e la Val Chiavenna.

Per chi poi ne avesse ancora, consigliatissimo il tratto di dorsale che porta alla Forca, la forcella posta ai piedi di Cima di Provinaccio: sopra di noi si erge imperioso Sasso Manduino (2.888 m), una delle cime più spettacolari delle Alpi Retiche. Guardarlo tingersi nel tramonto estivo… non ha prezzo.

COSA MaNGIARE

Gli gnocchetti al formaggio (Casera a pasta morbida, semigrasso), fatti con la farina di castagne (invece che con la normale farina bianca usata in Valchiavenna), sono una ricetta per cui il Rifugio Frasnedo è famoso.

Come riferiscono orgogliosamente i gestori, molti Chiavennaschi preferiscono andare a mangiarli lì, piuttosto che nelle osterie dietro casa...


DOVE DORMIRE

Bivacco Primalpia, alla testa di Val dei Ratti; 18 letti, coperte, stufa, cucina economica, bagno, illuminazione e acqua corrente. Sempre aperto.


Rifugio Frasnedo, a Frasnedo. Tel. 333 626 6504


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

La località raggiungibile con il treno più vicina è Verceia, partendo dalla città di Lecco.

Qui il LINK per controllare gli orari.

“Oltre quei monti sono altri monti, e altri monti ancora…”

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ISTRUZIONI ALL'USO

IL PERCORSO

Tutte le tappe qui descritte sono state percorse dalla spedizione Va’ Sentiero.

Pur seguendo il Sentiero Italia come via maestra alle volte abbiamo optato per delle deviazioni di piacere o per necessità, in base ai consigli degli abitanti del luogo e alla percorribilità dei sentieri al momento del nostro passaggio. In tutti i casi, abbiamo indicato e motivato le deviazioni nelle schede delle tappe interessate.

Chiaramente, la percorribilità dei sentieri di montagna può subire modifiche (anche improvvise) in base alle condizioni atmosferiche e a eventi straordinari quali frane, cadute di alberi, incuria; ogni escursionista deve perciò sempre usare il buon senso e, qualora le tracce GPS qui fornite lo conducessero su tracciati chiaramente inagibili o in situazioni di potenziale pericolo, tornare sui propri passi.


SPUNTI CULTURALI

Le informazioni culturali ed enogastronomiche inserite nelle schede tappe non riguardano soltanto i luoghi effettivamente toccati dal Sentiero Italia, ma anche le aree circostanti, nell’ottica di chi percorre solo una tratta e vuole spendere del tempo nella tappa di arrivo, esplorando quello che il territorio ha da offrire.


SUDDIVISIONE DELLE TAPPE

Il criterio applicato per organizzare le tappe è quello di un escursionista di buona gamba. 

Alcune tappe possono risultare oltremodo faticose e/o lunghe per i meno allenati: nelle schede di pertinenza abbiamo sempre specificato laddove è possibile spezzare le tappe più impegnative. 


RICORDA!

Il Sentiero Italia è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza.

Per la propria sicurezza, è sempre consigliabile andare in montagna in compagnia (e poi "la felicità è tale solo se condivisa", soprattutto lassù); in ogni caso, è bene lasciare sempre detto ai familiari dove saremo, tappa per tappa.

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Trovi i nostri consigli sull’equipaggiamento a questo link.

Trovi un video sull’abbigliamento consigliato a questo link.