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Tappa

271

Latronico > San Severino Lucano

Lunghezza
28.7
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
972
m
-
928
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
65835981
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa molto lunga e impegnativa, con due salite (una lunga all'inizio, una breve e ripida nel finale) ma nel complesso scorrevole (rovi a parte!), caratterizzata da una seconda parte lungo il torrente Peschiera che ci offre la possibilità di un bagno ristoratore.

Note particolari

Diversi tratti di sentiero sono invasi dai rovi, che talvolta (specie nella prima parte, la discesa su sentiero da Latronico) rendono difficile individuare la traccia: occorre procedere con cautela e monitorare la traccia GPS.

Unici punti d'acqua nella salita iniziale (nella borgata di Masullo) e, nell'ultima parte, al rifugio lungo il fiume Frido, poco dopo aver superato il ponte asfaltato.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo Latronico e, superato un sottopasso, attacchiamo una discesa (300 m D+ ca.) su sentiero ben ripido e a tratti sconnesso. Nella prima parte, alcuni rovi rendono difficile capire la direzione, dobbiamo farci strada. Poi passiamo su sterrata, la pendenza si addolcisce e attraversando una conca prativa superiamo la statale. Poco dopo, proseguendo su sterrata, superiamo su ponte il fiume Sinni e attacchiamo la lunga salita (600 m D+ ca.) nel bosco, di pendenza costante.

Giunti al termine della salita, passiamo su sentiero e prendiamo a perdere quota (200 m D- ca.), facendoci a volte strada tra i rovi. Giunti su strada asfaltata, la prendiamo verso sinistra e ci immettiamo brevemente su una provinciale, che seguiamo verso sinistra prima di riprendere una strada minore verso destra; poco dopo superiamo un'area attrezzata, con due rifugi aperti a abbandonati (utili riparo, in caso di maltempo). Giungiamo così in località Madonnina, dalla quale torniamo su sterrata e prendiamo nuovamente a scendere lentamente (200 m D- ca.), sempre all'interno della faggeta. Dopo diversi km, giungiamo sulla riva del torrente Peschiera, nei pressi di un parco giochi per bambini; scendendo al torrente, troviamo delle belle marmitte (vasche naturali) ottime per un bagno ristoratore. Proseguiamo lungo il corso d'acqua, godendo di momenti di grande bellezza nel bosco. Infine, giunti alla confluenza tra i torrenti Peschiera e Frido, arriviamo nei pressi della strada asfaltata; prendiamo la strada, oltrepassiamo un ponte e poco dopo (disegnando una curva a U) sterziamo a destra sul sentiero che costeggia la sponda opposta del Frido, giungendo così a un rifugio dove possiamo far rifornimento d'acqua.

Prendiamo il sentiero dietro il rifugio (poco dopo il sentiero si perde, dobbiamo seguire la traccia GPS) e, con qualche saliscendi proseguiamo risalendo il corso d'acqua. Superato un ponte asfaltato, continuiamo in piano su una sterrata invasa talvolta dai rovi; poi, dopo un'ansa, prendiamo un sentierino sulla sinistra, attraversiamo per l'ultima volta il torrente Frido e affrontiamo una ripida salita (150 m D+ ca.), piuttosto provante a fronte della stanchezza accumulata, che ci conduce alle porte di San Severino Lucano, grazioso paesello che ci apre le porte del Pollino.

COSA SAPERE

Posizionata tra il Tirreno e lo Jonio, San Severino Lucano deve il suo nome alla celebre nobile famiglia dei Sanseverino, uno dei casati più importanti del Regno di Napoli.

Il borgo di San Severino (bandiera arancione del Touring Club Italiano) è la porta del Parco Nazionale del Pollino: da qui partono numerosi itinerari escursionistici da fare a piedi, in bici o a cavallo.

La frazione di Mezzana rappresenta il cuore del massiccio del Pollino e il Bosco Magnano è un luogo affascinante dove si possono incontrare il lupo o il cervo; sulle rive del fiume Peschiera sopravvive ancora la lontra.


Leggenda vuole che Teana, la moglie di Pitagora, fosse usa trascorrere le sue estati tra le alture del Pollino. Un piccolo borgo della zona prende il nome di Teana e alcuni sostengono sia stato fondato proprio dai pitagorici.

Nel centro si celebra uno dei più famosi carnevali della Basilicata.


Dal 1996, in estate, si svolge a San Severino Lucano il Pollino Music Festival, in cui musicisti nazionali e internazionale vengono ad esibirsi.

Tra questi Subsonica, Caparezza, Daniele Silvestri, Afterhours, Bandabardò, A Toys Orchestra, Teresa De Sio, Inti-Illimani, Brunori Sas, Niccolò Fabi… Circa trecento concerti in più di venticinque anni di storia.


COSA VEDERE

A San Severino si possono vedere numerosi piccoli musei che raccontano il passato legato ad antichi mestieri, come il Museo della civiltà contadina o il Museo della civiltà artigiana. Nella frazione di Mezzana è presente il Museo Laboratorio della Fauna Minore.

Di pregio è anche il Mulino Iannarelli, una struttura del 1745 che al suo interno possiede una segheria idraulica e una gualchiera, due esempi di macchinari di epoca preindustriale.


COSA MaNGIARE

Il giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, a San Severino si festeggia il pirtusavutt, ovvero la spillatura delle botti: in questa ricorrenza ci si incontra nelle cantine per assaggiare il vino novello.

Durante il giorno di festa si possono assaggiare numerose specialità locali come i rascatieddi (orecchiette fatte a mano), le lagane e fasul' (tagliatelle e fagioli), la pasta ca muddrica (pasta a mano con mollica di pane agli aromi), le mazzacorde (interiora con aglio, prezzemolo e peperoncino) e il suffritto (fegato e interiora varie al sugo).


DOVE DORMIRE

Hotel Paradiso, a San Severino Lucano. Tel. 0973 576586

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Sapri con cambio a Maratea e Lagonegro.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Dopo i consueti ravanage nella fitta boscaglia, la tentazione di dare fondo alle scorte d’acqua non è indifferente”

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