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Tappa

33

Malga Monte Corno > Rifugio Potzmauer

Lunghezza
11.6
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
182
m
-
596
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50385196
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa breve e molto semplice, dai dislivelli modesti: di tutto riposo e priva di momenti di interesse, se non il bellissimo Rifugio Potzmauer e l'incontro col gestore, Roberto - ha delle bellissime storie.

Poco sotto il rifugio, un belvedere naturale offre una vista d’eccezione sulla Valle dell’Adige e sulle lontane Dolomiti del Brenta.

Note particolari

Rischio di zecche.

Unico punto d'acqua a Cauria.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Prima di ripartire dalla Malga Monte Corno, chiedete una grappa alla prugna di Belgrado: vi darà lo sprint giusto. Ripreso il sentiero carrozzabile, proseguiamo verso il piccolo Lago Bianco. Andiamo quindi perdendo quota verso il paesello di Cauria, cui consigliamo di fare una visita, con piccola deviazione. Il ristorante slow Maso Fichtenhof, con bella vista sulla vallata sottostante e sul comune di Salorno, è il posto giusto per una pausa. 

Da lì, una comoda carrozzabile in salita (200 m D+ circa) punta verso Monte dell’Orso. Superiamo località Prà Erto e, stando attenti a non prendere la traccia sbagliata, giungiamo al Passo Rifugio Potzmauer. Una breve discesa e siamo al bellissimo rifugio. A pochi minuti, un belvedere naturale offre una vista d’eccezione sulla vallata dell’Adige e sulle lontane Dolomiti del Brenta.

COSA SAPERE

Roberto Leonardi è l’eclettico gestore del Rifugio Potzmauer: vale di per sé la tappa.

È un autentico rifugista: in un rifugio c’è nato, ci ha vissuto e vi ha lavorato per una vita. Se è in serata, cercate di passare un po’ di tempo con lui, di farvi raccontare la sua storia o la tragica epopea di Cesare Maestri, che lui conobbe da bambino.


Cesare Maestri, conosciuto come il “Ragno delle Dolomiti”, è stato uno dei più grandi rocciatori delle Alpi Orientali del Dopoguerra. 

Nativo di Trento, il suo nome è indissolubilmente legato al Cerro Torre, un lisca di granito verticale della Patagonia estrema: una delle montagne più difficili della Terra. Maestri scalò il Torre due volte, suscitando in ogni caso aspre polemiche, che ne avvelenarono la vita: nella prima occasione, durante la quale morì il compagno di cordata Toni Egger, la comunità alpinistica non credette all’effettivo raggiungimento della vetta (che sarebbe stato il primo); nella seconda, fece uso di un compressore (!) per attrezzare la parete, lungo quella che è divenuta la celebre “Via del compressore”.

COSA VEDERE

Le Piramidi di Segonzano sono un autentico spettacolo della natura: non sono vicinissime ma, se si ha la possibilità, si consiglia di andarle a visitare.

L’erosione delle acque ha corroso il deposito morenico formando "piramidi" alte fino a 40 metri, sormontate spesso da una pietra, come una sorta di buffo cappello; il peso della pietra ha mantenuto compatto il pinnacolo sottostante e lo ha protetto dalla pioggia. Sembrano, più che piramidi, degli enormi funghi chiodini di pietra.


COSA MaNGIARE

La Val di Cembra è un vero e proprio spettacolo per gli occhi: i vitigni, sistemati su un complesso sistema di terrazzamenti, donano alla stretta valle un’atmosfera magica. 

Il vino per eccellenza della valle è sicuramente il Müller Thurgau, un bianco secco, fresco e amabile; ottimo come aperitivo o con le torte salate.

DOVE DORMIRE

Maso Fichtenhof, a Cauria. Tel. 0471 889028

Rifugio Potzmauer, sotto l’omonimo passo. Tel. 338 703 3945

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Capriana.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Capriana, partendo dalla città di Trento.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


"Superato il filo di tipica diffidenza montagnina, Roberto si è sciolto e abbiamo passato una stupenda serata, ascoltando le storie di Cesare Maestri e suonando i suoi strampalati strumenti"

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