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Tappa

322

Montemaggiore Belsito > Ciminna

Lunghezza
26.1
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
922
m
-
980
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66402793
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa piuttosto lunga e dal dislivello non indifferente: da non sottovalutare.

La fatica viene però ripagata dalla varietà del panorama che cambia notevolmente.

Note particolari

Tappa quasi completamente priva di ombra: vivamente sconsigliata nei mesi estivi.

Gli unici 2 punti d’acqua si incontrano dopo il 20esimo km: portarne buona scorta.

Alcuni tratti di sentiero sono mal segnalati e privi di traccia: bene monitorare la traccia gpx.

In periodi di piogge abbondanti, l'attraversamento del Fiume San Leonardo non è da sottovalutare.

Prestare attenzione alla presenza di cani da pastore nei pressi dei casolari, soprattutto nel caso in cui non vi siano i padroni.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il paese di Montemaggiore Belsito e, appena superato il cimitero, imbocchiamo una strada asfaltata ai cui lati stanno diversi casolari. A bordo strada ci sono moltissime piante di fico d'India.

Proseguiamo su sterrato risalendo appena le pendici del Monte Scardilla, sul versante meridionale. Una volta superato il monte si apre una vista sulla Valle del Torto, in fondo alla quale intravediamo la piccola stazione ferroviaria di Montemaggiore: la raggiungiamo in leggera discesa (250 m D- ca.) camminando nespoli, ciliegi, limoni e aranci. Passata la stazione attraversiamo il fiume Torto (che dà il nome all'omonima valle) ed entriamo nella Val di Mazzara.

Proseguiamo sul sentiero in falsopiano, riprendendo lentamente quota (350 m D+ ca.), circondati da campi di grano, fino a scollinare all'altezza del borgo di Sambuchi. Da lì proseguiamo in ripida discesa (350 m D- ca.) fino ad arrivare al fondovalle, dove superiamo il fiume San Leonardo e, per l’ennesima volta, affrontiamo una salita (450 m D+ ca.). Il sentiero prosegue privo di segnaletica in mezzo agli uliveti e dobbiamo prestare attenzione alla traccia; ritroviamo la segnaletica una volta ritornati su asfalto. Dopo un paio di km, riprendiamo il sentiero e affrontiamo l’ultimo ripido strappo in salita, giungendo alla spalla di Cozzo Maragliano (680 m), da cui intravediamo finalmente il borgo di Ciminna.

Scendiamo (200 m D- ca.) lungo la strada; l’ingresso in paese è decisamente scenografico, soprattutto al tramonto.

COSA SAPERE

Nel 1962, nel borgo di Ciminna furono girate varie scene del Gattopardo di Luchino Visconti, ospitando un cast di tutta eccezione: Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale... In quell’occasione il paesino si "finse" il borgo di Donnafugata, uno dei luoghi del romanzo di Tommaso di Lampedusa (esattamente la residenza estiva dei Salina).

Al polo museale di Ciminna è presente una mostra fotografica che racconta quei memorabili momenti. Il film fu un'occasione per mostrare le bellezze di questo borgo nascosto nella Sicilia interna.

Anni dopo, la chiesetta di San Vito fu utilizzata come location per il film Baarìa di Giuseppe Tornatore.

A Ciminna, nel giorno dell'Immacolata (8 dicembre), si tiene, da oltre due secoli, la Festa du Triunfu.

Ha inizio alle quattro di mattina, quando si comincia a mangiare la focaccia ripiena di carne di maiale, cipolle e spezie. Nella notte la statua della Madonna viene portata in processione lungo il paese, mentre ardono i fuochi di legna - detti busana.

COSA VEDERE

Nel borgo di Ciminna sorge la chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, già set del film il Gattopardo. Presente dal XIII secolo, nel Trecento venne riedificata in stile normanno. All'interno sono presenti numerose opere d'arte Cinquecentesche tra cui un polittico marmoreo attribuito a Giacomo Gagini. Seicentesche invece sono le decorazioni a stucco di Scipione Li Volsi da Tusa, somiglianti a quelle della cattedrale di Palermo. L'interno, costituito da tre navate, è caratterizzato dagli stalli corali intagliati da Francesco Amari.

Lungo la strada provinciale che porta verso la costa si trova l'Eremo di San Felice, edificato dall'eremita laico frate Guglielmo Gnoffi a cavallo tra il XIII e il XIV secolo.

Situato a 600 m s.l.m., all'interno del comune di Caccamo, è costituito da una piccola chiesetta dedicata alla Madonna, una canonica e la stalla. Dall’eremo si gode di una meravigliosa vista sul mare.

Sempre presso il comune di Caccamo si può vedere il Lago di Rosamarina, un invaso artificiale tra i più grandi della regione, alimentato dal torrente Sirolo, con 16 km di sponde e profondo ben 100 metri.

Le sue limpide acque sono il luogo di ritrovo per molti appassionati di pesca, vela, windsurf e canoa. Sotto il livello delle acque, sommerso dal 1994, è rimasto il ponte Chiaramontano voluto da Manfredi I di Chiaromonte, dalla classica forma a schiena d'asino.

COSA MaNGIARE

Dolce tipico della tradizione siciliana sono i buccellati, biscotti di pasta frolla farciti con un preparato di fichi, frutta secca e marmellata.

Preparati durante le festività natalizie, possono conservarsi a lungo. Numerose sono le varietà nelle diverse province, c'è chi ai fichi preferisce le mandorle o il cioccolato. Qualcuno sostiene che il nome derivi dal termine "buccellatum", che nell'antica Roma indicava un pane a ciambella; oggi vengono chiamati in dialetto cucciddati.

DOVE DORMIRE

Villa Priolo, a Ciminna (a circa 2 km dal centro). Tel. 328 558 5619

Fast Room, a Ciminna. Tel. 333 707 3317

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

La località raggiungibile con il treno più vicina è la stazione di Montemaggiore Belsito (a 9km), partendo dalla città di Palermo.

“La Sicilia in fiore è un quadro di Monet”

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