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Tappa

155

Passo delle Radici - Bivacco Lago Nero

Lunghezza
24.1
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
956
m
-
759
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388439
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Edoardo Passaretti.


Tappa lunga ma molto varia e senza dislivelli eccessivi: paesaggi bellissimi.

Ci si può fermare al Lago Santo Modenese (d'estate, la sua acqua fresca è una manna); ma il Bivacco Lago Nero ha un'atmosfera che vale tutta la fatica e la tappa stessa.

Note particolari

La tappa presenta un elevato chilometraggio, ma può essere facilmente spezzata al Lago Santo Modenese, luogo bellissimo. Si è tuttavia scelto di proseguire al Bivacco Lago Nero per l’unicità e l’atmosfera del Bivacco Lago Nero.

Unici punti d’acqua presso i rifugi del Lago Santo Modenese.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Lasciamo Passo delle Radici in leggera discesa, sulla comoda carrozzabile immersa tra i boschi che ci porta a San Pellegrino (il centro abitato non comunale permanente abitato più alto di tutto l’Appennino!), con l'omonimo Santuario. Su comodo sentiero, risaliamo (100 m D+ circa) fino al Giro del Diavolo, dove riprendiamo la dorsale e il tracciato della Grande Escursione Appenninica.

Seguiamo la carrozzabile fino al Monte Spicchio (1.658 m), quindi prendiamo la cresta, per leggeri saliscendi. Tra le Cime di Romecchio (1.784 m) e la Cima dell'Omo (1.860 m) la salita (200 m D+ circa) si accentua e il fondo si fa leggermente più sconnesso. La vista è appagante, dalle distese boschive della Garfagnana alle pareti impervie delle Alpi Apuane.
Guadagniamo così il Colle Bruciata (1.767 m), da cui lasciamo lo 00 e, seguendo la GEA (sulla sinistra), procediamo su comodo e largo traverso fino al vicino Passo Boccaia, da cui in breve discesa giungiamo allo splendido Lago Santo Modenese (i più stanchi possono interrompere qui la tappa approfittando dei diversi rifugi).

Proseguiamo su sentiero a mezzacosta che va progressivamente salendo (150 m D+ circa), attraversando un anfiteatro glaciale con ampie distese di mirtilli. Giunti a Foce a Giovo (1.664 m), teniamo il sentiero sulla sinistra e arriviamo in piano al Passo di Annibale. Su buon sentiero in saliscendi oltrepassiamo il suggestivo Lago Piatto e, poco dopo, giungiamo al Lago Nero, con l'omonimo bivacco. Nei weekend, al suo interno si respira un’atmosfera unica: preparatevi a far fiesta.

COSA SAPERE

Poco sopra San Pellegrino in Alpe troviamo una località chiamata “Giro del Diavolo”. Si narra che qui San Pellegrino, tentato dal Diavolo, perse la pazienza e lo schiaffeggiò tremendamente, tanto da farlo andare a sbattere fin contro le Alpi Apuane, che vennero addirittura bucate dal corpo del Maligno: di qui il Monte Forato, un grande arco naturale di pietra ben visibile, per l’appunto, da San Pellegrino in Alpe.


Una leggenda narra che il Lago Santo Modenese fosse un tempo il luogo di ritrovo di due innamorati che non potevano dimostrare il loro amore a causa dell’odio che divideva le due famiglie (una sorta di Romeo e Giulietta dell’Appennino).

Per questo, con la scusa di portare al pascolo le pecore, i due si incontravano lungo le rive del lago. Un giorno d’inverno, dalla fretta di abbracciarsi, i due si misero a correre sulla superficie ghiacciata del lago: fecero appena in tempo a stringersi prima di essere per sempre inghiottiti dalle acque.


COSA VEDERE

San Pellegrino in Alpe è un piccolo borgo dalla storia antichissima che si svolge attorno al suo santuario, uno dei più celebri ed antichi d’Italia.

Già in un documento dell’XI secolo di parla di un ospizio e di una chiesa, meta di fitto pellegrinaggio: il bel santuario accoglie infatti i resti di San Pellegrino (figlio del Re di Scozia che rinunciò alla corona e viaggio per l’Europa a piedi, per morire qui nel 643 d.C.) e del suo discepolo San Bianco.

Il santuario è stato a lungo conteso tra i ducati di Lucca e di Modena: si dice che persino la teca che contiene le spoglie dei due santi sia posta esattamente sul confine, così che i corpi abbiano la testa in Emilia e i piedi in Toscana.


COSA MaNGIARE

L’Appennino modenese è celebre per il mirtillo nero, che cresce spontaneamente tra i 900 e i 1.800 metri (il nome pare essere un vezzeggiativo di mirto, data la somiglianza col “parente” mediterraneo), dalla tipica bacca scura di sapore agrodolce.

Fin dall’antichità sono note le sue proprietà terapeutiche: nel medioevo era utilizzato come rimedio alle emorroidi. Tuttavia la sua caratteristica più nota è la capacità di aguzzare la vista, specie al buio, motivo per cui durante la Seconda Guerra Mondiale ne facevano ampio uso i piloti inglesi della Royal Air Force, per le loro incursioni notturne.

Ottimo mangiato caldo col gelato, il mirtillo è anche utilizzato in chiave salata, nel risotto o con le tagliatelle.


DOVE DORMIRE

Rifugio Giovo, presso il Lago Santo Modenese. Tel. 0536 71556


Rifugio Marchetti, presso il Lago Santo Modenese. Tel. 0536 71253


Rifugio Vittoria, presso il Lago Santo Modenese. Tel.  0536 71509


Bivacco Lago Nero, presso l’omonimo lago. Aperto e gestito nei fine settimana da luglio a settembre, privo di corrente: solo candele, un camino e.. 2 chitarre! Dispone di un locale invernale da 4 posti, sempre aperto. Tel. 334 2645401 - 0573 365582


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Casa Ceccarini, partendo dalla città di Sassuolo con cambio a Piandelagotti.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Il Lago Santo è uno specchio di colori e ci attardiamo a guardarlo; quando arriviamo al bivacco, è già buio”

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