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Tappa

168

Passo di Viamaggio - Passo di Bocca Trabaria

Lunghezza
17.5
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
819
m
-
747
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50388593
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa abbastanza lunga ma di dislivello ridotto, con la sola vera salita al Monte dei Frati; il paesaggio è prevalentemente boschivo, ma quando si apre stupisce, sospesi tra la grande Valle del Tevere, a ovest, e il reticolo di pieghe e conche che definiscono il bacino idrografico del Metauro, a est. La chicca del giorno è la bellissima conca rocciosa di Ripa della Luna.

Chiudiamo con questa tappa la nostra avventura sul tracciato della Grande Escursione Appenninica.

Note particolari

In caso di pioggia, a causa del terreno argilloso, il terreno si trasforma in un pantano molto scivoloso e la percorrenza può diventare assai difficoltosa.

Lungo la tappa più volte si entra in riserve di caccia: in diversi punti occorre pertanto scavalcare delle passerelle di legno o aprire e chiudere dei cancelli di filo spinato.

Punti d’acqua assenti, portare buona scorta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
paesaggistico
PERCORSO

Riprendiamo il sentiero 00 e prendiamo docilmente quota (150 m D+ circa) fino a Monte Verde (1.149 m). Quindi scendiamo un poco e, rimanendo sulla dorsale boschiva, arriviamo al Passo dello Spugnolo (991 m). Dal valico proseguiamo verso destra, su comoda carrareccia quasi pianeggiante, fino ai Piani di Macinato. Quindi, seguendo il tracciato dello 00, svoltiamo a sinistra e affrontiamo su sentiero la seconda parte della salita del giorno (400 m D+ circa).

Ci portiamo al Passo delle Coste (1.229 m) e da lì, senza strappi, seguiamo il filo dello spartiacque, tra faggete e radure erbose. Oltrepassiamo la località Bruciato (1.936 m), dove passava la Linea Gotica, fino a guadagnare senza grossi strappi la sommità di Monte dei Frati (1.453 m), da cui avvistiamo nel bosco il piccolo bivacco Paolo Massi (dotato di sole panche e tavolino).

Proseguiamo sul crinale lungo l’evidente traccia dello 00, sempre all'interno della faggeta, andando a perdere progressivamente quota. Alla nostra sinistra ammiriamo le caratteristiche erosioni della spettacolare parete rocciosa a forma di semicerchio, la cosiddetta Ripa della Luna, per poi intravedere la cima boscosa del Monte Maggiore. 

Senza prendere il sentiero che scende a destra verso il Monte Cucco, aggiriamo il Monte Maggiore da ovest, in comodo traverso, e arriviamo al Passo Sbocco di Buccine (1.231 m), un caratteristico passaggio tra due massi, dal quali ci affacciamo a est sul versante marchigiano. Riprendiamo il cammino lungo la dorsale, incontrando un secondo ricovero, probabilmente per i cacciatori (con tavolini, panche e fornelletti a gas). In dolce saliscendi, superiamo alcuni rilievi minori e giungiamo a Poggio Tre Termini, così chiamato perché qui confluiscono i confini di Toscana, Umbria e Marche.

Continuiamo diritto fino ad affrontare la piccola, ma ripida salita al Poggio del Romito (1.200 m), dopo il quale il sentiero curva verso est e scende facile e veloce al Valico di Bocca Trabaria (1.049 m), dove si apre la vista sull’alta valle del Tevere: salutiamo l’Appennino settentrionale (tosco-emiliano), per iniziare quello centrale (umbro-marchigiano).


COSA SAPERE

A Bocca Trabaria, che separa la valle del Tevere dalla valle del Metauro, finisce l'Appennino del Nord ed inizia l'Appennino centrale.

L'origine del nome è chiaramente latina (da trabis: “trave”) e pare che derivi dal fatto che i Romani usassero questa zona come riserva di legname, per farne travi, che venivano trasportate nella Città Eterna lungo il Tevere.


L’area era celebre, in passato, per l’abbondanza delle piante di guado, utilizzata per produrre la tinta  blu, colore simbolo dei nobili (molto usato da Pier della Francesca, il cui padre era un ricco commerciante di guado, per l’appunto): in questa zona sono state rinvenute più di cinquanta macine di guado in pietra, dei veri e propri reperti di archeologia industriale.

Per ironia della storia, in una nota nel suo Codice Atlantico, Leonardo da Vinci spiegava come il colore blu venisse estratto dal guado mescolandolo con aceto e... urina: quest’ultima veniva recuperata sistemando fuori dalle osterie dei grandi barili, nei quali gli avventori lasciavano l’ingrediente richiesto.

Un’origine decisamente plebea per il colore simbolo della nobiltà!


COSA VEDERE

A Borgo Pace (il paese più occidentale delle Marche) si incontrano i due torrenti Meta e Auro le cui acque, unendosi, danno vita al fiume Metauro: il più lungo della regione.


Nella piccola frazione di Lamoli si trova il Museo dei Colori, ospitato all’interno dell’Abbazia Benedettina. Propone un percorso tra i colori naturali prodotti dall’antichità fino all’inizio del Novecento, esponendo documenti di archivio e offrendo la possibilità di fare esperienze in laboratorio per realizzare i colori e applicarli su supporti diversi.

Per maggiori info, orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


COSA MaNGIARE

Diffuso ormai in tutta l’Italia centrale, la panzanella è un simbolo della cucina rustica toscana.

Era il pasto tipico dei carbonai che in estate rimanevano a lungo nei boschi: il pane che si portavano appresso diventava raffermo col passare dei giorni, così per poterlo mangiare lo inzuppavano in acqua e aceto, quindi lo condivano con pomodori, cipolla e un pizzico di sale. Nel tempo si sono aggiunte mille varianti, a seconda degli ingredienti preferiti.

Ogni anno a Lamoli, a metà agosto, si tiene la Sagra della Panzanella, dove potrete gustare questa e altre prelibatezze.


DOVE DORMIRE

Al Passo di Bocca Trabaria non sono presenti strutture ricettive: occorre scendere al borgo di Lamoli, sul versante marchigiano, lungo la strada asfaltata (ci sono due autobus al giorno, oppure ci si arriva camminando in discesa in circa 90 minuti).

Ostello Oasi San Benedetto, a Lamoli. Tel. 0722 80133


Agriturismo La Casciara, a circa 9 km da Bocca Trabaria, lungo il percorso della tappa successiva. Tel. 075 856 0154


Scendendo a Borgo Pace è possibile trovare diverse strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla cittadina di Sansepolcro o dalla Città di Rimini.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“I colori che virano sempre più sul giallo pastello ci avvisano che anche l’autunno ormai sta per finire…”

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