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Tappa

111

Pialpetta - Balme

Lunghezza
15.2
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1573
m
-
1200
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50386610
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Affrontiamo una tappa di media lunghezza e importanti dislivelli (positivo e negativo) per il superamento del Colle di Trione.

La camminata si conclude nello storico borgo di Balme, spaventosamente sovrastato dalla minacciosa parete sud dell’Uja di Mondrone; a ovest, ammiriamo la Bessanese (3.640 m) e l’Uia di Ciamarella (3.676 m).

Note particolari

La discesa dal Colle di Trione è impegnativa, da non sottovalutare. E’ inoltre molto facile perdersi, sono tante le diramazioni senza cartelli e le tracce lasciate dalle vacche ingannano. Nello stesso tratto, la segnaletica è saltuaria e spesso poco affidabile sulle tempistiche.

Punti d’acqua assenti fino al fondovalle: portarsi buona scorta.

Bellezza
periodo
Giugno - Settembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
culturale
RAGGIUNGIBILITà
culturale
PERCORSO

Ci incamminiamo sulla Grande Traversata delle Alpi, attaccando presto la lunga salita (1.450 m D+ circa). Con un lungo traverso a salire nel bosco arriviamo al bel pianoro dell'Alpe Trione, chiusa in una conca; da lì, la salita si fa più scoscesa, fino ai piccoli Laghi di Trione (2.161 m), dopo i quali affrontiamo uno strappo ancora più ripido, fino al Colle di Trione (2.498 m).

Riprendiamo fiato e affrontiamo la lunga e ripida discesa (1.100 m D- circa) nella Val d’Ala. La prima rampa, verso il Lago Vasuero, tira parecchio, il terreno non è felicissimo. Quindi, la pendenza diminuisce un poco, ma è spesso difficile seguire la traccia, ce ne sono diverse non segnalate e quelle create dalle vacche non aiutano. Anche i cartelli, quando presenti, sono un po’ confusi e danno tempi di arrivo completamente sballati e incoerenti fra loro.

Dopo l’Alpe di Pian Pra, rientriamo nel bosco e il sentiero migliora. Guadagniamo il fondovalle presso il Fiume Stura e imbocchiamo la strada asfaltata fino a Balme. 

Dal paese, si ha quasi un senso di claustrofobia per la vertiginosa parete meridionale dell’Uja di Mondrone, che sembra debba crollare da un momento all'altro. A chiudere la Val d’Ala, verso ovest, gli imponenti massicci della Bessanese (3.640 m) e della Uia di Ciamarella (3.676 m) - ai loro piedi, il Pian della Mussa, dove venne composto il famoso canto de La Montanara.


COSA SAPERE

Balme è città di guide alpine, a partire dal “capostipite”, Antonio Castagneri, protagonista di ben 43 prime ascensioni sulle Alpi.

Tale la sua fama che Quintino Sella (fondatore del Club Alpino Italiano) lo volle con sé in una scalata al Cervino, perché affiancasse il suo figlioletto.


A Balme nel 1896 vennero usati per la prima volta gli sci in Italia, da Adolfo Kind, un ingegnere svizzero che li utilizzò per andare da Balme al Pian della Mussa.


Al Pian della Mussa, ai piedi degli imponenti massicci della Bessanese e della Uia di Ciamarella, venne composto il famoso canto alpino de La Montanara.


COSA VEDERE

A Balme è imperdibile il piccolo Ecomuseo delle Guide Alpine, davvero interessante nel mettere insieme elementi naturalistico alla storia del piccolo paese, dalla trasformazione dei contrabbandieri in guide alpine (che per un secolo accompagnarono gli alpinisti torinesi nell’esplorazione delle Alpi Occidentali) alla Resistenza.

Per maggiori info, orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


Andando da Balme verso Torino si può ammirare uno dei tanti “Ponti del Diavolo” che ci sono in Italia. Quello di Lanzo (costruito nel 1378), con il suo arco a tutto sesto, è un bellissimo esempio. Al centro del ponte c’è un arco di pietra, resto di una porta edificata nel 1564: veniva chiusa per impedire l’ingresso nel paese agli stranieri in caso di epidemia di peste.

COSA MaNGIARE

Rinomati in tutta la regione, i torcetti di Lanzo (da torchietti, cioè “attorcigliati”) sono una vera e propria delizia: un classico della pasticceria secca, fin dal 1800.

Nascono tradizionalmente come dolci a base di pasta lievitata, arricchita con zucchero o miele, cotti nei forni a legna: venivano infatti infornati in attesa che la temperatura del forno fosse abbastanza alta per cuocervi il pane.

Nel 1854 che la ricetta viene codificata nel “Trattato di cucina, Pasticceria moderna, Credenza e relativa Confettureria” di Giovanni Vialardi, capocuoco del re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II: nati “popolari”, i torcetti diventano così una vera raffinatezza.

Impossibile smettere di mangiarli prima che finiscano.


DOVE DORMIRE

Les Montagnards (posto tappa GTA), nella frazione Cornetti di Balme. Tel. 0123 233073

Bivacco Gino Gandolfo, lungo il percorso della tappa successiva, dopo i Laghi Verdi (a circa 2,5 h da Balme); 10 letti, coperte. Sempre aperto.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Torino con cambio a Ceres dove si cambia compagnia di automezzi.

Qui il LINK del bus per controllare gli orari fino a Ceres.

Qui il LINK della seconda compagnia di automezzi per controllare gli orari da Ceres a Pialpetta.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Il piccolo Ecomuseo delle Guide Alpine è una testimonianza preziosa: Balme è davvero uno scrigno di storie”

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