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Tappa

299

Piani di Zervò > Rifugio Biancospino

Lunghezza
14.0
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
534
m
-
450
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66386784
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa abbastanza corta ma non priva di dislivelli, nel paesaggio boschivo tipico dell'Aspromonte, lungo il Sentiero del Brigante.

Note particolari

La tappa rappresenta una variante al Sentiero Italia (che punta verso Sud, giungendo al paese di San Luca), qui preferita per esigenze logistiche.

La segnaletica del Sentiero del Brigante presenta la dicitura “SB”, prestarvi attenzione ai bivi.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo i Piani di Zervò e rientriamo nel bosco, su largo sentiero, superando subito dopo una bella radura erbosa. Proseguiamo attraversando un piccolo corso d'acqua e tagliando alcuni pianori di felci; giungiamo su una strada asfaltata che seguiamo verso destra per poche centinaia di metri; quindi infiliamo un sentiero sulla sinistra, che sale (200 m D+ ca.) con pendenza abbastanza regolare fino al Passo di Cerasara (1.399 m), dove incrociamo nuovamente una strada asfaltata.

Prendiamo il sentiero sulla destra, che va dapprima lievemente salendo; poi la traccia si restringe e scendiamo di poco, in traverso. Attraversata un'altra strada, riprendiamo a salire (100 m D+ ca.) e giungiamo alla Portella Mastrangelo, da cui continuiamo in salita (100 m D+ ca.) su sentierino nel bosco.

Giunti al termine della salita, affrontiamo una discesa (200 m D- ca.) inizialmente ben ripida e priva di una traccia vera e propria; poi passiamo su una strada forestale, sterrata, e proseguiamo senza difficoltà fino ad arrivare ai Piani di Carmelia da cui, con gli ultimi 2 km su strada asfaltata (e alcuni tagli tra le felci) giungiamo al Rifugio Biancospino.

COSA SAPERE

Nativo di San Luca è lo scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore Corrado Alvaro.

Cominciò la sua carriera di poeta molto giovane e divenne poi collaboratore di diversi giornali nazionali. Nel periodo fascista fu uno dei firmatari del “Manifesto degli intellettuali antifascisti” di Benedetto Croce, ma gli fu poi rinfacciato di aver pubblicato un reportage sull'Agro Pontino per l'istituto fascista di Cultura.

Tra le sue opere spicca la tragedia Lunga notte di Medea, pubblicata nel 1949, in cui lo scrittore rilegge lo scontro tra Giasone e Medea come un'opposizione tra gesto eroico e l'uomo stanco dell'eroismo. Vincitore del premio Strega nel 1951 con il Quasi una vita, Alvaro morì a Roma nel 1956


Il Parco Nazionale dell'Aspromonte è stato istituito nel 1994 e racchiude ben 37 comuni, per una superficie complessiva di 76.000 ettari.

Il Massiccio dell'Aspromonte è formato in gran parte da rocce granitiche, diverse da quelle tipicamente appenniniche: anche per questo motivo si pensa che l'Aspromonte, insieme alle Serre e alla Sila, provenga dalla catena alpina.

Terra selvaggia che si estende a ridosso di due mari e presenta al suo interno diversi altopiani, il massiccio si innalza rapidamente dalla costa; durante il periodo di forti piogge qui si originano le fiumare, potenti corsi d'acqua che oltre a comportare un grave rischio per la zona, danno origini anche a straordinarie cascate.

All'interno del parco regna una natura incontaminata, caratterizzata dalla presenza di una ricca fauna e da una flora unica, grazie alle straordinarie condizioni climatiche: i boschi di abete bianco sono una vera e propria rarità e l'ambiente è ricco di biodiversità: pino laricio, pioppo nero, salicone, ontano nero...

Dal 2001 il Parco Nazionale dell'Aspromonte è entrato a far parte della rete mondiale dei geoparchi UNESCO.


COSA VEDERE

Nel comune di San Luca si trova il Santuario della Madonna dei Polsi (nota anche come Madonna della Montagna).

Probabilmente fu fondato dai monaci bizantini intorno al IX secolo d.C., ma la leggenda racconta di un pastore che ritrovò la sua asina intenta a dissotterrare una croce greca. Nello stesso luogo del ritrovamento dell'animale, gli apparve la Vergine con il bambino che gli chiedeva di costruire un santuario in suo onore.

Situato ad 862 m d'altezza, tra il mese di agosto e settembre vi si svolgono numerosi pellegrinaggi e festività.


COSA MaNGIARE

Dolce pasquale calabrese caratteristico della Locride è la sguta: una piccola ciambella che racchiude un uovo al centro. Cotta al forno, è il simbolo della fine della quaresima. La forma della ciambella varia a seconda della fantasia e delle tradizioni.

Nel periodo natalizio invece si preparano le nacatole. Si tratta di un impasto intrecciato che viene fritto e poi mangiato accompagnato da un vino liquoroso.

DOVE DORMIRE

Rifugio Biancospino, a Piani di Carmelia. Tel. 329 628 3539

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Santa Cristina d’Aspromonte, partendo dalla città di Reggio Calabria.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“L’accoglienza al rifugio Biancospino è eccezionale: alla sera la tavolata è affollata e gozzovigliamo con furore"

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