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Tappa

304

Dinnammare > Piano Margi

Lunghezza
24
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
796
m
-
1050
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66401460
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza e scarso dislivello, tutta su buon tracciato, che regala scorci mozzafiato sui verdissimi Peloritani.

La possibilità di salire sul pittoresco Monte Scuderi (1.253 m) aggiunge bellezza a una tappa davvero godibile.

Note particolari

Unico punto acqua a Fonte Lima, a pochi chilometri dall'arrivo: fare buona scorta (a Piano Margi non ci sono sorgenti; se ne trova una sul percorso della tappa successiva, ma è spesso secca).

Data l'assenza di strutture ricettive, è necessario portarsi la tenda.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il santuario prendendo il sentiero nei pressi del parcheggio affacciato sul Tirreno. Dopo un breve tratto in piano, scendiamo (150 m D- ca.) sul ripido sentierino (a tratti scosceso, su roccette) verso la larga strada sterrata sottostante. Siamo sulla vecchia strada militare, detta “dorsale dei Peloritani”, che seguiremo per tutta la tappa. Il percorso si snoda all'ombra di alberi generosi, lasciando talvolta libero lo sguardo sullo Stretto di Messina; incontriamo alcune baracche abbandonate ma ancora integre, utili in caso di maltempo.

Dopo pochi km siamo a Puntale Bandiera (1.065 m); quindi scendiamo (100 m D- ca.) verso la sella a nord di Monte Craparo; torniamo a muoverci in dolce saliscendi, aggirando Pizzo Bottino, Pizzo Sambuco e poi Pizzo della Moda a mezzacosta, dal versante orientale. Perdendo quota, giungiamo ad una larga forcella, quindi saliamo costanti verso l'intaglio posto sulla spalla nord-occidentale di Pizzo Cavallo. Giunti lassù, proseguiamo in falsopiano; dopo poche centinaia di metri troviamo un bivio, con un cancello metallico aperto sulla nostra sinistra; i più allenati possono prendere il sentierino sulla destra del cancello, puntare verso Pizzo Tre Baroni e da lì salire (200 m D+ ca.) su chiara traccia fino Monte Scuderi (1.253 m): la fatica del ripido tratto finale viene ripagata da un paesaggio indimenticabile sull'Etna e le due coste (si ridiscende per la stessa via di salita).

Tornati al cancello, si prosegue in leggerissima discesa, incontrando poco dopo l'unico punto acqua della giornata (Fonte Lima), potabile. Arriviamo infine a Piano Margi, dove sorge la vecchia Casa Alpina, un ex rifugio purtroppo dato alle fiamme.

COSA SAPERE

A dominare il territorio circostante è l'enorme roccione carsico di Monte Scuderi.

Con i suoi 1.253 metri di altezza rappresenta una delle vette maggiori della catena dei Peloritani. Caratterizzato dall'ampia vetta pianeggiante, è ricco di grotte e cunicoli. Nei secoli questo luogo ha suscitato gli interessi di molti, in quanto si pensava che all'interno delle grotte fossero nascoste preziose fortune, in particolare un enorme tesoro chiamato "la trovatura di Monte Scuderi", nascosto sotto la vetta al di là di in un lago sotterraneo: il luogo esatto sarebbe apparso solo in seguito ad un rito molto complesso. Perfino il sultano ottomano Ahmed I inviò un gruppo di soldati a cercarlo, ma la maggior parte non tornò dall'esplorazione - tanto che si pensa che il luogo sia infestato da una maledizione a protezione del tesoro.

Oltre ai miti e alle leggende, la maestosa roccia di Monte Scuderi è stata frequentata sin dalla preistoria. Dalla sua vetta si può godere della vista che va dall'Etna a Capo Peloro e vi sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici, tra cui un grande vascone rettangolare conosciuto come la "casa del Re". Nelle famose grotte non è mai stato trovato il tesoro, ma è certo che siano state utilizzate per l'estrazione di minerali preziosi (oro, argento, rame, ferro e piombo) e per produrre e conservare il ghiaccio - sarà grazie a questo ghiaccio che è nata la famosa granita messinese?

COSA VEDERE

Nel comune di Gesso è presente il Museo Cultura e Musica Peloritani, dove si possono scoprire gli strumenti della tradizione di queste montagne, incrocio tra Oriente e Occidente, sintesi di cultura e saperi.

Dal 1996, grazie all'associazione culturale Kiklos, sono stati raccolti oltre 350 strumenti musicali e altri manufatti del mondo agro pastorale, insieme alle maschere carnevalesche.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.

COSA MaNGIARE

Piatto tipico della cucina siciliana è la pasta 'ncasciata (tanto cara al Commissario Montalbano).

Si tratta di un timballo di maccheroni condito con  ragù, polpette, uova sode, salame, caciocavallo, melanzane fritte e piselli. Tradizionalmente viene cotta sulla brace ardente, ricoprendo la casseruola con le braci stesse (n messinese "u ncaçiu" indica proprio l'atto di rivestire la casseruola con la brace), ma oggi viene comunemente fatta al forno.

DOVE DORMIRE

Sono assenti strutture ricettive: l'unica soluzione è piantare la tenda a Piano Margi, al riparo della vecchia Casa Alpina (c'è un ampio piazzale per farlo).

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Giostra Villa Lina, partendo dalla città di Messina.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“Montiamo la tenda sotto un ciliegio in fiore, alle pendici del Monte Scuderi”

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