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Tappa

264

Rifugio Cervati > Sanza

Lunghezza
10.5
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
106
m
-
1158
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
65528614
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa breve, tutta in discesa, di riposo dopo la fatica di quella precedente. Giungiamo nel bel borgo di Sanza.

Note particolari

Punti d'acqua assenti fino a Sanza.

I più allenati possono aggiungere la tappa successiva, abbastanza scorrevole.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Dal pianoro che precede il Rifugio Cervati prendiamo il sentiero e iniziamo la discesa (1.050 m D- ca.) verso Sanza. Il sentiero entra subito nel bosco e procediamo così fino a giungere a Collata la Gorla; da lì, prendiamo un largo sentiero che va inoltrandosi in un vallone, ben ripido e dal fondo dissestato per alcuni km. Poi la pendenza diminuisce sensibilmente e spuntiamo in un'ampia conca, usciamo dal bosco e passiamo su strada asfaltata.

Quindi, piegando a gomito verso destra, prendiamo una sterrata e attacchiamo un traverso dapprima in leggera salita, durante il quale avvistiamo il borgo di Sanza, che raggiungiamo con un'ultima discesa su gradini.


COSA SAPERE

Il borgo di Sanza è situato a valle, a cavallo tra il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro, al confine con la Basilicata.

Le caratteristiche carsiche della zona lo rendono un territorio ricco d'acqua, da cui si originano diversi fiumi: il fiume Bussento, il fiume Mingardo, il fiume Calore Lucano. La città di Sanza trae origine dall'antica città di Santia, posta sulla via del sale; prese parte alle guerre puniche e a quelle sociali contro Roma e per questo motivo i Romani la rasero al suolo più volte.


Sanza vanta il titolo della "Citta della Lavanda", senza motivo o spiegazione.

COSA VEDERE

Poco fuori il borgo, in località Salemme, è presente il Cippo di Pisacane, importante figura del Risorgimento italiano che sposò le idee del socialismo e visse la sua vita da romantico rivoluzionario.

Nato a Napoli, si oppose strenuamente al Regno Borbonico. Durante la spedizione di Sapri, costrette al ritiro, le truppe guidate da Pisacane fuggirono verso Sanza. La popolazione fu avvisata dell’arrivo dei “briganti” e si schierò contro i rivoluzionari. Pisacane esortò i suoi compagni a non prendersela con il popolo incitato dalla falsa propaganda borbonica e papista e, piuttosto che tradire i suoi ideali, preferì il suicidio - il corpo fu cremato in un rogo comune. A ricordo della figura dell’eroe, durante la spedizione dei Mille i soldati garibaldini posero il cippo a imperitura memoria.


COSA MaNGIARE

Prodotto tipico dell'area cilentana è la cacioricotta del Cilento.

Viene prodotto con il latte della capra cilentana, caratterizzata dal mantello dalla colorazione variegata (grigio, fulvo o nero). Pascolando nella macchia mediterranea, la capra cilentana offre un latte i cui prodotti derivati posseggono una distintiva complessità aromatica.

La cacioricotta richiede una tecnica di lavorazione particolare che mischia le caratteristiche presamiche della realizzazione del formaggio a quella termica tipica della ricotta. Ottima consumata fresca accompagnata dal miele, viene anche fatta seccare per essere consumata grattugiata - ideale sopra i fusilli conditi con il ragù di castrato.

Questo prodotto simbolo del luogo è uno strumento fondamentale per mantenere viva la tradizione dell'allevamento della capra cilentana.


DOVE DORMIRE

Affittacamere Alloggiando da Carmela, a Sanza. Tel. 331 670 9564


COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è il Santuario della Madonna delle Nevi.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Sanza, partendo dalla città di Salerno.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Nel caldo folle di inizio estate, Sanza ci appare come un miraggio”

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