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Tappa

265

Sanza > Fortino

Lunghezza
21.9
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
834
m
-
646
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
65528617
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza che si sviluppa per lo più su sterrato e asfalto e non presenta dislivelli significativi, né in salita né in discesa.

Il percorso non presenta particolari interessi, né paesaggistico né culturale. Concludiamo la Campania!

Note particolari

L'attraversamento della Statale richiede attenzione per il traffico e la velocità dello stesso.

La segnaletica è spesso assente, scolorita e coperta dalla vegetazione; anche la traccia sul terreno, quando è nel bosco, è spesso difficilmente riconoscibile.

Tappa sconsigliata nei mesi estivi (l’asfalto d’estate è rovente).

Punti acqua assenti: portarne buona scorta.

MTB: Nei tratti di bosco occorre portare a mano la bicicletta.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciato il centro di Sanza, i primi km di cammino sono tutti su strade asfaltate, alcune delle quali piuttosto trafficate per cui è bene prestare attenzione (soprattutto sulla statale, dove il marciapiede è per lo più assente). Attraversata la Statale il sentiero diventa sterrato e iniziamo a camminare in falso piano fino a quando, dopo poco più che 1 km, entriamo nel bosco e la salita si fa più ripida (250 m D+ ca.).

Nel bosco non ci sono segnavia e la traccia, spesso coperta da fogliame, non è visibile: controlliamo spesso la mappa onde non imboccare il percorso sbagliato. La salita termina in un'area pic-nic, purtroppo abbandonata; usciamo dal bosco e proseguiamo su sassi e rocce prestando attenzione perché i segnavia sono presenti ma, essendo scoloriti, risultano poco visibili. Rientrati nel bosco continuiamo sul sentiero scendendo (200 D- ca.) per poi imboccare una sterrata che in circa 3 km ci porta a un piccolo agglomerato di case abbandonate, dove non è presente alcuna fonte d'acqua.

Da qui in poi il percorso continua su asfalto fino a Fortino (ad eccezione di un breve tratto su sterrato); non sono presenti dislivelli importanti ma solo leggeri saliscendi.

COSA SAPERE

Fortino è una frazione in comune a due comuni di due regioni diverse, un rarissimo caso in Italia.

Il piccolo centro abitato, composto da un centinaio di persone, è percorso dalla SS19 che divide la Campania e la Basilicata. Situato tra il monte Buviero e il Cervaro, negli Appennini Lucani, Fortino è in parte sotto il comune di Casaletto Spartano, in provincia di Salerno, e in parte sotto il comune di Lagonegro, provincia di Potenza. Il comune di Casaletto Spartano è noto per aver ospitato Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi, due eroi del Risorgimento, durante le loro imprese; mentre al comune di Lagonegro viene associata l'antica città romana di Nerulum, divenuta Lagonegro con l'arrivo dei Longobardi.


Nonostante sia al confine tra due regioni, sicuramente quest'area fa parte della regione storico-geografica della Lucania. Qui abitarono per molti secoli i Lucani, una popolazione italica del ceppo sannitico.

Non furono i primi ad abitare in quest'area: fino al V secolo a.C. qui vivevano quelli che i greci chiamavano Enotri - il cui eroe Italo ha prestato il nome a tutta la penisola. I Lucani scesero fino all'attuale Calabria ed ebbero numerosi scontri con le colonie della Magna Grecia, ma, come per gli altri popoli italici, la loro storia è legata al rapporto con Roma. Sottomessi già nel 275 a.C., presero parte alle guerre sociali e nella guerra romana contro Pirro si schierarono con il re dell’Epiro. Durante la Seconda guerra Punica parte della popolazione prese posizione con Roma e parte con Annibale. Questo dimostra come le civiltà preromane non avessero posizioni unitarie, caratteristica che portò Roma al suo storico dominio.


Nel vicino monte Torraca passa la prima tappa del Cammino di San Nilo, dedicata al monaco basiliano morto nell'anno Mille.

L'itinerario, ideato dall'associazione Cammini bizantini, parte da Sapri e arriva a Palinuro attraversando il basso Cilento. Le quattordici tappe del percorso che si snodano tra monti e mare sono unite dalla storia italo-greca di questi luoghi, dalla Magna Grecia al periodo bizantino.


COSA VEDERE

In cima al monte Torraca è presente il Museo dell'Uomo e della Natura (MUN), costruito in una cava abbandonata. È un luogo in cui si celebrano numerosi eventi, mostre e manifestazioni coinvolgenti: scienza, natura, paesaggistica, tecnologia, teatro, musica e poesia. La vista sul golfo di Policastro rende quest’area un luogo unico in cui è possibile celebrare la bellezza della natura e il genio dell'uomo.

Nato dalla collaborazione tra Città della Scienza, Associazione Domenico Scarlatti e la società Ericusa, il MUN, con lo splendido anfiteatro, ha riportato in vita l'antica tradizione della Magna Grecia. Sorge nel comune di Tortorella e vede tra i suoi partner il WWF e la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Un progetto di riqualificazione che mira ad attirare un turismo sostenibile in un importante punto di collegamento tra Campania, Basilicata e Calabria.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


Nel territorio comunale di Casaletto Spartano sono presenti le grotte di Mariolomeo, situate nella contrada omonima.


COSA MaNGIARE

Prodotto tipico della Val d'Agri, tra la Campania e la Basilicata, sono i fagioli sarconi IGP. Coltivati in tutta l’area, prendono il nome dal comune di Sarconi e si caratterizzano per la veloce cottura e la facile digeribilità.

Ricetta tipica della tradizione è fasul' e pistidd', fagioli e castagne: una ricetta vegana, tipica di Lagonegro, cotta nella "pignatta", un recipiente di terracotta.


DOVE DORMIRE

A Fortino non sono presenti strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Salerno.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Camminiamo cotti dal sole, ma le genti della Campania sanno lasciarci con ottimi ricordi”

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