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Tappa

134

Rifugio Mongioie - Ormea

Lunghezza
23.3
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
589
m
-
1392
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
50387359
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Elena Mc Donough.


Giungiamo al termine della bellissima Grande Traversata delle Alpi con una tappa lunga per distanza, ma molto rilassante, perlopiù in discesa.

Il panorama della Val Tanaro è molto vario, in continuo divenire. Bellissimi i borghi di Chioraira e Chionea, prima di scendere a Ormea.

Note particolari


Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
culturale
RAGGIUNGIBILITà
culturale
PERCORSO

Anziché proseguire sulla GTA (che scende diretta a Viozene) proseguiamo sul comodo sentiero denominato Trekking dell’Alto Tanaro, a mezzacosta verso est, con begli scorci sul fondovalle della Val Tanaro. Procediamo spediti nel bosco (ora faggeta, ora pineta) su tracciato a mezzacosta, superando diversi valloni e alcuni piccoli abitati. Ritroviamo il tracciato della GTA; dopo un  tratto in leggera salita (200 m D+ circa), giungiamo alla frazione di Biranco e, in piano, al borgo di Quarzina (i più stanchi possono approfittare del Rifugio Quarzina per spezzare la tappa).

Con una breve salita (200 m D+ circa) arriviamo al suggestivo Piano della Colma, che ospita la chiesetta di S. Giovanni Battista. Andiamo addentrandoci nel bosco di castagni: alcuni alberi hanno forme davvero curiose. Quindi, iniziamo a perdere quota (500 m D- circa) per arrivare al piccolo borgo di Chioraira; dopo traverso in piano, attraversiamo Chionea, altro borgo molto particolare e curato.

Su comodo sentiero, scendiamo (300 m D- circa) velocemente fino al paese di Ormea (il cui nome deriva da Olmo), con una bella via centrale e una vecchia rocca. Finisce qui il fantastico percorso della Grande Traversata delle Alpi.


COSA SAPERE

Il nome Ormea deriva da ulmus (“olmo”).

Molto particolare è il dialetto ormeasco, nè genovese nè piemontese, con vocaboli tanto singolari che anche gli abitanti dei paesi vicini stentano a capirlo. Presenta variegate influenze: vicino al ligure, con influenze latine, francesi e arabo/saracene (verso l'anno 1000, in questa zona, vissero per una cinquantina d'anni dei Saraceni, probabilmente pirati venuti dal Nord-Africa).  

La  specificità del dialetto di Ormea ha fatto sì che diversi studiosi locali, ma anche stranieri, abbiano avviato degli studi di fonetica e ne abbiano pubblicato la grammatica e il dizionario.


A Ormea non è singolare solo la lingua: è infatti molto scenografico il sistema utilizzato per sgomberare le vie cittadine dalla neve.

E’ la pratica del biale: sfruttando la naturale pendenza delle vie del centro e la presenza del Torrente Armella (affluente del Tanaro), l’acqua viene incanalata attraverso una rete sotterranea di tubature e chiusini per allagare e quindi ripulire le strade cittadine; alla fine del tragitto l’acqua rientra nei tombini, riversandosi poi nel fiume Tanaro.

COSA VEDERE

La Val Tanaro vanta la più alta biodiversità di specie floreali: delle circa 6.000 specie di fiori presenti in tutta Italia, circa 4.000 sono qui.

Il Giardino Botanico di Ormea è stato realizzato nel vecchio cimitero, di cui si sono mantenute le mura. Nel giardino sono presenti le specie del territorio ed è stato piantato un albero di cachi che discende da una pianta sopravvissuta alla bomba atomica sganciata su Nagasaki, quale simbolo di pace e rinascita.


A Cantarana, frazione di Ormea, si trova la Balma del Messere, una grande grotta chiusa da un possente muro, la cui fortificazione pare essere opera dei pirati saraceni.


COSA MaNGIARE

La toma di Ormea è un formaggio vaccino che si produce in estate sui pascoli oltre i 900 metri di quota; dalla forma quadrata, con gli angoli arrotondati, è riconoscibile dalle muffe rosse che affiorano sulla crosta.

La si fa stagionare nelle zelle (“celle”), camere costituite da una volta a botte in cui scorre un rigagnolo d'acqua; ai lati stanno i ripiani, per stagionare il formaggio, che rimane così fresco e umido.

Per accompagnare il formaggio troviamo le tipiche pagnotte ormeesi, le fozze, delle focaccine fatte di farina e latte (o panna), molto gustose.

DOVE DORMIRE

Rifugio Quarzina (posto tappa GTA), a Quarzina. Tel. 0171 182 2009

Rifugio Chionea, nella frazione Chionea (sopra Ormea). Tel. 328 213 1183

Agriturismo Il Portico, a Ormea. Tel. 0174 39213

A Ormea si trovano numerosi affittacamere e alberghi.


COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Musso.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Ponte di Nava, partendo dalla cittadina di Mondovì.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

La località raggiungibile con il treno più vicina è Mondovì, partendo dalla città di Cuneo.

Qui il LINK per controllare gli orari.

“Incontriamo castagni che paiono sculture viventi: ognuno vi vede una figura, come con le nuvole”

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