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Tappa

33

Rifugio Sassopiatto > Rifugio Re Alberto

Lunghezza
15,3
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
1240
m
-
937
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52704753
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di impagabile bellezza nel cuore del Catinaccio. Il prezzo da pagare è nei notevoli dislivelli da affrontare e in una salita finale (comunque opzionale) molto ripida e non priva di difficoltà.

Il Lago di Antermoia, l’incredibile Rifugio Passo Principe e le Torri del Vajolet sono spettacoli che difficilmente dimenticheremo.

Note particolari

La tratta dal Passo de Duron in poi costituisce una variante al Sentiero Italia (che prosegue per l’Alpe di Tires e poi per il Rifugio Bolzano), qui preferita per l’estremo interesse paesaggistico del gruppo del Catinaccio e delle Torri del Vajolet.

La tappa presenta un dislivello in salita non indifferente (si segnala in particolar modo la salita al Passo Antermoia), che non va sottovalutato.

Il percorso è privo di difficoltà tecniche fino al Rifugio Vajolet. Il sentiero che da lì risale fino al Rifugio Re Alberto è attrezzato e spesso trafficato: è pertanto necessario avere buona esperienza e nervi saldi (detto ciò, lo si affronta tranquillamente senza imbrago).

A ragione della bellezza dei luoghi, i rifugi della zona sono molti frequentati ed è bene prenotare per tempo.



Bellezza
periodo
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il Rifugio Sasso Piatto lungo lo spartiacque collinare che chiude da nord la Val Duron; dopo alcuni dolci saliscendi, dal Passo de Duron prendiamo la carrozzabile a sinistra, che scende (200 m D- circa) nella vallata. Giunti nel fondovalle, attraversiamo il letto del torrente e attacchiamo la lunga salita (550 m D+ca.) verso il Pas de Dona.

Il sentiero sale deciso, ma senza difficoltà. Usciti dal bosco, risaliamo alla Sella di Ciarejoles, da cui dopo un breve tratto in traverso riprendiamo la salita su tracciato largo e molto frequentato. Giunti al valico (2.516 m) avvistiamo poco avanti il Rifugio d’Antermoia (2.497 m) e subito dopo il meraviglioso Lago d’Antermoia, ai piedi della parete meridionale del Croda del Lago.

Dopo un meritato riposo, riprendiamo il cammino. Attraversato il largo pianoro detritico verso ovest, torniamo a salire (300 m D+ circa) verso il Passo d’Antermoia. Il tracciato è ben segnato; alcuni tratti sono tuttavia complicati dalla presenza di ghiaia fine e alcuni nevai tardivi. Giunti al valico (2.770 m), ai piedi dell’impressionante mole del Catinaccio d’Antermoia, perdiamo quota (150 m D- circa) fino a Passo Principe (2.601 m), col rifugio omonimo incastrato nella roccia. I più stanchi possono interrompere qui la tappa, godendo del bellissimo panorama.

Proseguiamo in discesa (350 m D- circa) fino al Rifugio Vajolet. I meno esperti faranno bene a sostare qui; altrimenti, prendiamo il ripido sentiero attrezzato (classificato EE) e affrontiamo l’ultimo strappo (400 m D+ circa) verso il Rifugio Re Alberto. In cima ci aspetta la vista delle Torri del Vajolet, imperdibili al tramonto - consigliatissima la vista dal vicino Passo delle Cigolade.

COSA SAPERE

Le sette Torri del Vajolet sono un complesso di guglie di dolomia che si stagliano al centro del Gruppo del Catinaccio. Su queste rocce numerose furono le salite alpinistiche leggendarie compiute già da fine Ottocento. 4 torri su 7 prendono il nome del loro conquistatore, come la Torre Piaz scalata dal mitico Tita Piaz il 2 settembre 1899 (oggi purtroppo, a causa di una frana, la via non è più praticabile).

Tita Piaz, noto col soprannome di Diavolo delle Dolomiti, era noto tanto per le sue abilità su roccia (è considerato l’inventore della discesa in corda doppia, insieme ad Hans Dülfer) quanto per il suo carattere assai difficile, che non conosceva alcun timore reverenziale. Numerose sono le leggende sul suo conto, una narra che alla morte del fido cane Satana, lui ne mangiò i resti. Di fede socialista, durante il regime fascista fu incarcerato come oppositore del regime.

Tra le altre cose Piaz costruì il Rifugio Re Alberto, appena sotto le Torri del Vajolet. Anni dopo costruì anche il Rifugio Preuss, in posizione panoramica, su uno sperone roccioso a pochi metri dal Rifugio Vajolet, costruito dai tedeschi.


COSA VEDERE

In mezzo al gruppo del Catinaccio si trova il Lago d’Antermoia, lago glaciale che mantiene la sua portata anche nel periodo estivo grazie all'afflusso delle sorgenti sotterranee del Ruf de Antermoia.


Il piccolo Rifugio Passo Principe, posto al valico a ben 2.601 m,, è un gioiello unico in tutto l’arco alpino: un prodigio architettonico incastonato nelle rocce del valico, ai piedi della monumentale parete occidentale del Catinaccio d’Antermoia.

Costruito per la prima volta nel 1952 da Francesco Kofler (l’edificio fu realizzato in valle, smontato e quindi portato a spalle in quota e rimontato), nel 2008 è stato ricostruito interamente in legno, trave dopo trave, dalle guide alpine Sergio e Daniele Rosi, rispettivamente padre e figlio.


In estate, ormai da 25 anni, risuonano nelle Dolomiti trentine gli echi del festival I Suoni delle Dolomiti.

Un’iniziativa che ha portato centinaia di artisti nazionali e internazionali (del calibro di Mario Brunello e Ludovico Einaudi) a dare voce ai loro strumenti tra questi splendidi paesaggi, davanti a un pubblico sempre più numeroso, con un impatto ambientale minimo.

Nell’edizione 2019 è stata messa in scena l’opera “Il Barbiere di Siviglia”, di Gioacchino Rossini.

Per maggiori info, programma e biglietti, si veda il seguente LINK.


COSA MaNGIARE

Al Rifugio Re Alberto cucinano orgogliosamente la polenta con il paiolo di rame, senza ricorrere a nessuna versione preriscaldata. E’ inoltre uno dei pochissimi rifugi d’alta quota dove alla mattina servono… frutta fresca!

Da assaggiare anche lo zelten, un pane dolce con frutta secca (mandorle, pinoli, noci…) e canditi, tipico del Sud-Tirolo; l’impasto è fatto con farina di frumento e di segalee ha una consistenza più secca rispetto alla versione trentina. Il suo nome significa “a volte”, a indicare che, nella povera dieta contadina di un tempo, veniva preparato solo nelle occasioni speciali.

DOVE DORMIRE

Rifugio Passo Principe, presso l’omonimo passo. Tel. 339 432 7101


Rifugio Vajolet, a metà della Val de Vajolet. Tel. 0462 763292


Rifugio Preuss, a pochi metri dal Rifugio Vajolet. Tel. 368 788 4968


Rifugio Re Alberto, ai piedi delle Torri del Vajolet. Tel. 0462 763428


COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Campitello di Fassa.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Campitello di Fassa, partendo dalla città di Trento con cambio a Cavalese.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Il massiccio del Catinaccio riserva una sorpresa dopo l’altra: dopo lo specchio magico del Lago di Antermoia, al Passo Principe ci sorprende un rifugio incastonato nella roccia”

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ISTRUZIONI ALL'USO

IL PERCORSO

Tutte le tappe qui descritte sono state percorse dalla spedizione Va’ Sentiero.

Pur seguendo il Sentiero Italia come via maestra alle volte abbiamo optato per delle deviazioni di piacere o per necessità, in base ai consigli degli abitanti del luogo e alla percorribilità dei sentieri al momento del nostro passaggio. In tutti i casi, abbiamo indicato e motivato le deviazioni nelle schede delle tappe interessate.

Chiaramente, la percorribilità dei sentieri di montagna può subire modifiche (anche improvvise) in base alle condizioni atmosferiche e a eventi straordinari quali frane, cadute di alberi, incuria; ogni escursionista deve perciò sempre usare il buon senso e, qualora le tracce GPS qui fornite lo conducessero su tracciati chiaramente inagibili o in situazioni di potenziale pericolo, tornare sui propri passi.


SPUNTI CULTURALI

Le informazioni culturali ed enogastronomiche inserite nelle schede tappe non riguardano soltanto i luoghi effettivamente toccati dal Sentiero Italia, ma anche le aree circostanti, nell’ottica di chi percorre solo una tratta e vuole spendere del tempo nella tappa di arrivo, esplorando quello che il territorio ha da offrire.


SUDDIVISIONE DELLE TAPPE

Il criterio applicato per organizzare le tappe è quello di un escursionista di buona gamba. 

Alcune tappe possono risultare oltremodo faticose e/o lunghe per i meno allenati: nelle schede di pertinenza abbiamo sempre specificato laddove è possibile spezzare le tappe più impegnative. 


RICORDA!

Il Sentiero Italia è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza.

Per la propria sicurezza, è sempre consigliabile andare in montagna in compagnia (e poi "la felicità è tale solo se condivisa", soprattutto lassù); in ogni caso, è bene lasciare sempre detto ai familiari dove saremo, tappa per tappa.

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Trovi i nostri consigli sull’equipaggiamento a questo link.

Trovi un video sull’abbigliamento consigliato a questo link.