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Tappa

32

Rifugio Juac > Rifugio Sasso Piatto

Lunghezza
15,4
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1117
m
-
716
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52704648
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di lunghezza media, priva di difficoltà, con una lenta discesa iniziale e una lenta salita finale.

Ci spostiamo dalle Odle al complesso del Sassolungo – Sasso Piatto, sorvolando i pascoli lussureggianti dell’Alpe di Siusi e ammirando lo sperone dello Sciliar.


Note particolari

La tratta dal Rifugio Juac al Piz da Uridl costituisce una variante al Sentiero Italia (che da Selva di Val Gardena si mantiene basso fino alla stazione sciistica di Monte Pana), qui preferita per l’interesse paesaggistico delle Odle e l’estrema panoramicità dell’Alta Via dei Ladini.

Lungo il traverso che percorre le pendici settentrionali del Sassolungo – Sasso Piatto, a causa dell’esposizione a nord, è possibile trovare alcuni nevai tardivi che occorre aggirare, senza particolari difficoltà (non ci sono tratti particolarmente esposti).


Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il Rifugio Juac e su larga carrozzabile procediamo in discesa (500 m D- circa) in direzione di Santa Cristina Val Gardena. Dopo circa un chilometro la carrozzabile passa su asfalto e proseguiamo spediti, tra i tanti turisti (molti ciclisti). Giunti nel paese attraversiamo le strade del centro e andiamo a prendere il sentiero che, in leggera salita, porta al bellissimo Castello Fischburg, dalle pareti riccamente affrescate.

Attacchiamo così la salita (600 m D+ circa): dopo una piccola rampa ritroviamo la strada asfaltata che prendiamo verso destra per un breve tratto pianeggiante; giunti al torrente Ruf di Strenc, prendiamo il sentiero sulla sinistra e torniamo a salire su buon tracciato, verso le pendici settentrionali del Sassolungo. La pendenza è sempre benevola e la salita scorre facilmente. Infine, al cospetto dell’impressionante parete nord del Sassolungo (3.181 m), prendiamo la carrozzabile a mezzacosta verso destra e ci portiamo al Mont de Seura, da cui scende una seggiovia; da lì in poi camminiamo sull’Alta Via dei Ladini, per un bellissimo traverso in saliscendi che circumnaviga tutto l’anfiteatro roccioso del gruppo Sassolungo – Sasso Piatto.  

Superato il vallone che ospita il Rifugio Vicenza (lo avvistiamo alla nostra sinistra, in alto) prendiamo gradualmente a salire (200 m D+ circa) verso la spalla occidentale del Sasso Piatto, in un tratto bucolico: davanti a noi si spalancano i verdi prati dell’Alpe di Siusi, chiusi dalle creste aguzze dei Denti di Terrarossa e dallo splendido altipiano dello Sciliar. Arriviamo così al grande Rifugio Sasso Piatto, posto ai piedi della parete sud-occidentale del Sasso Piatto (da qui parte il facile sentiero che conduce in cima, in meno di due ore). In panoramica posizione: alle sue spalle troneggia la Marmolada (3.343 m) e, più a nord, il Sella.


COSA SAPERE

Il Sassolungo, con la sua parete nord di oltre 1.000 m di altezza, è stato teatro di celebri imprese alpinistiche, da Angelo Dibona a Emilio Comici, da Heinrich Harrer (l’autore de Sette anni in Tibet) a Gino Soldà. Nel 1936, quest'ultimo scalò il Campanile Nord e per questo fu insignito della medaglia d’oro al valore atletico da Benito Mussolini in persona;in seguito militò tra le fila partigiane e, nel 1954, partecipò alla spedizione italiana sul K2 in qualità di caposquadra. La difficoltà della via era tale che venne ripetuta per la prima volta solo nel 1951.

Nel 1969 il famoso alpinista Reinhold Messner (cresciuto ai piedi delle Odle e dunque di casa in queste valli) eseguì la prima solitaria della via Soldà al Campanile.


La Val Gardena è una delle 5 vallate della Ladinia: il suo nome in ladino è Gherdëina.

La lingua ladina rappresenta un un vero unicum, per peculiarità e antichità. Il termine ladin trae origine da “latinus”, latino. A seguito infatti della conquista romana delle regioni alpine orientali del I sec a.C., le popolazioni locali adottarono il latino volgare dei centurioni (ben diverso da quelle letterario che si studia al liceo), senza rinunciare del tutto alla propria parlata, così, il ladino rivela un'influenza celtica, conservando molte peculiarità linguistiche germaniche.

Dopo oltre 2.000 anni, oggigiorno viene correntemente parlato e tutelato con lungimiranza in Val di Fassa, in Val Gardena, in Val Badia e Marebbe (Trentino - Alto Adige), a Livinallongo, Colle e Ampezzo (Veneto).


COSA VEDERE

Tra le immagini simbolo di Santa Cristina in Val Gardena c’è la bellissima chiesa di Santa Cristina e Sant’Antonio Abate, del XIV secolo. Con le sue forme aguzze e i suoi interni riccamente decorati, è uno dei luoghi di culto più noti e antichi della Val Gardena. All’interno sono presenti un coro ligneo di stile gotico e un bellissimo altare barocco scolpito dai Vinatzer, famiglia di rinomati artigiani del legno.


Ad Ortisei è possibile visitare il Museum Gherdëina, una finestra sulla storia e la cultura tradizionale della Val Gardena: ospita famose sculture in legno, reperti che testimoniano le caratteristiche geologiche delle Dolomiti e anche gli insediamenti preistorici. In questo museo si trova peraltro l’archivio Luis Trenker in cui viene custodita la memoria dell’attore e regista di lingua tedesca.

Per maggiori info, programma e biglietti, si veda il seguente LINK.


A dominare la Val Gardena, ai piedi delle pareti del Sassolungo, si trova lo spettacolare Castello Gardena, eretto in stile rinascimentale a inizio XVII secolo dal barone Engelhard Theodor Dietrich, come residenza estiva e di caccia.

Il castello è noto anche col nome di Fischburg, “castello della pesca”: nei paraggi si trovano dei piccoli laghetti artificiali per la pesca delle trote.

A metà del XIX secolo, il castello, ormai in stato di abbandono, venne donato al comune di Santa Cristina che lo adibì a ricovero per gli anziani e i poveri. Nel 1926 venne venduto al barone veneziano Carlo Franchetti (grande esploratore e padre di Afdera, quarta moglie di Henry Fonda, di cui pare si sia innamorato anche Ernest Hemingway), il quale lo ristrutturò integralmente.

Ancora oggi il castello è di proprietà della famiglia veneziana e non può essere visitato; tuttavia, in occasione del festival estivo Valgardenamusika, nei giardini si tengono concerti di musica classica.


COSA MaNGIARE

La cucina del Rifugio Sasso Piatto vanta delle ottime mezzelune ripiene ricoperte di scaglie di parmigiano. Si tratta dei crafuncins (nome ladino), conosciuti anche come Schlutzkrapfen in tedesco: sono i classici ravioli tirolesi.

Di medie/grandi dimensioni, sono tradizionalmente conditi con ricotta e spinaci, ma si possono trovare anche con la carne di vitello, le patate o le barbabietole. La pasta è fatta con farina di grano e di segale e vengono conditi rigorosamente con burro fuso e formaggio.


DOVE DORMIRE

Rifugio Sasso Piatto, presso località Fassa Joch (spalla sud-occidentale del Sasso Piatto). Tel.  334 956 9626


COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Selva di Val Gardena.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Selva di Val Gardena, partendo dalla città di Bolzano.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Mentre cerchiamo di inquadrare lo sperone dello Sciliar nelle ultime luci del giorno, un giovane stallone si fa innanzi reclamando l’attenzione dell’obiettivo”

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